Per tranquillizzare tutti i miei occhiuti amici armati di file(s) excel e carte dello spazio aereo internazionale, vi dico subito che non ho avuto modo neppure di posare il piede in uno di questi luoghi.
Neppure una visita all’hammam, con buona pace di Ozpetek, ha sortito gli effetti sperati, nonostante la conturbante vicinanza, sul pietrone di marmo caldo, di un fico spagnolo (sempre loro) tutto sudato. Solo il massaggio sconocchiante di Ahmet, baffone e panzone turkish style, che continuava a ripetere «Good massàg(e), Totti massàg(e)» (senza che il legame tra le due cose fosse minimamente evidente). Per il resto, solo le seminudità degli altri avventori dell’hammam, e qualche chiappa occhieggiante dagli stanzini degli spogliatoi, tutti rigorosamente dotati di vetri trasparenti.
Per chi di voi volesse, ad ogni modo, recarsi ad Istanbul con più agguerrite mire delle mie sulla fauna locale, i bar gay sono tutti nella zona di Beyoğlu, ovviamente la più occidentalizzata (dal Medioevo!). Con l'avvertenza però che, secondo le mie fonti telematiche, nei suddetti locali circolerebbe un alto tasso di marchettari
Per il resto, nicht, anche se inaspettatamente ci sono diversi fichi.
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Vengo ora a riportare un aneddoto edificante che parafraso sempre dalla Lonely (o Friendly???) Planet, chiedendo venia a voi, sorores charissimae, della mia lingua balbettante e del mio stile difettoso.Pare che, nel pop turco, una corrente di travestitismo sia stata iniziata da Zeki Müren, che a partire dagli anni cinquanta si esibiva «in tenuta da gladiatore o ricoperto di lustrini e piume» (Lonely dixit) per la gioia delle signore di mezz'età, suo target di riferimento.
Più radicale di lui è stata ed è la cantante Bülent Ersoy, «il cui stile classico si può apprezzare al meglio nella sua reinterpretazione del repertorio di fine Ottocento, come in Alaturka 1995». Bülent non è nata con le procaci forme femminili con le quali ci appare oggi (vedi foto), bensì sotto le spoglie di un damerino dai modi effeminati (vedi foto), che gli impedivano, secondo la mia fonte, di esibirsi in pubblico.
Nel 1981, però, Bülent affrontò con coraggio il cambiamento di sesso: oggi i suoi fan, che continuano ad amarla, la soprannominano Abla (Grande Sorella!), in segno di apprezzamento per la sua scelta.Bülent ha anche sostenuto le sue opinioni politiche con piglio deciso: nel 1980, all’alba dell’operazione, i Lupi Grigi le spararono perché aveva rifiutato di cantare l’inno nazionale in segno di protesta contro il Governo (!!!).
Tuttavia, dopo anni difficili e un tentato suicidio, la costanza di Bülent è stata premiata: colpito dal suo esempio il ministro Turgut Özal, «suo grande fan», è stato spinto ad abrogare la legge che vietava le esibizioni pubbliche di travestiti e transessuali (se capisco bene...).
Bülent entra quindi di diritto nel martirologio LGBT, di cui si attende la sistemazione per cura dei padri maurini.
Venite Adoremus
Allah ısmaraldik (Arrivederci secondo la Lonely) a tutt* (l'asterisco è quantomai d'obbligo)
P.S. ulteriori informazioni nella voce di Wikipedia, in inglese; filmati scaricabili su Youtube, come tutto, del resto
P.P.S. che belle le nuove etichette! e, per inciso, caro Gino anche noi semplici bloggers possiamo crearne: io ne ho appena sfornate due nuove, così di getto.
2 commenti:
Gli Acta Sanctorum non comprendono il Suo nome... Delle due l'una: o si tratta di un feroce boicottaggio da parte dei Bollandisti oppure essi calcolano che la sua morte avverrà dopo il 14 Ottobre (data a cui si interrompe l'opera). Credo più probabile la seconda, viste le numerose presenze di Santi conclatamente Transgender, apertamente metrosessuali, divinamente divini.
Carissimo M@x,
felice di vedere che tutti possono contribuire ad etichettare come meglio credono... però credo anche sia meglio ridurre il più possibile le varie voci di catalogazione, per rendere il tutto meglio fruibile... quindi, con una rasoiata degna di Occam, tengo le memorie di viaggio, ma depenno il martirologio abbreviato, che temo resterebbe voce isolata; propongo invece di integrarlo all'interno dell'etichetta glittering glitter, pensata proprio per contenere la nostra incontenibile sete di curiosità.
Baci... però se ci tieni tanto la teniamo, l'etichetta!!!!
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