domenica, dicembre 16, 2007

La Cena per Farli Scambiare

Miei Cari!
siamo ormai alla veglia della cena ex-solstizio d'inverno, ex-natalizia, alla quale invano mi sforzerei invano di trovare una ragione che non sia l'Ammooore che ci unisce in catena di sant'Antonio, come quest'anno si mostrerà nell'allegorico meccanismo dello scambio di regali.
Vengo dunque ad esporre cosa ci sarà - e cosa no - nella cena che domani sera vi s'apparecchia nella nostra umile magione, in forme meno auliche di quelle rappresentate in foto, ma con quanta più cordialità.
Come vedete, i posti sono otto, quanti saranno i convitati della nostra affettuosa tavolata:

- Claudio
- Fabrizio
- Flavia
- Gino
- Karlo
- Margherita
- Massimiliano
- Tigrotto

L'assenza degli spagnoli, impegnati in una cena romantica, ci impedirà di celebrare ancor meglio l'amore fra i popoli di diverse nazioni e culture, ma la presenza di Karlo e del Tigrotto solleverà il tenore dell'àgape (sullo scoglio, la vorrebbe forse Montale). Andrea, del resto, sarà impegnato a sua volta, e forse sopraggiungerà.
A meno che lo sciopero dei TIR non abbia causato aumenti eccessivi della vivanda, la maison assicurerà che nei vostri piatti compaia

> un arrosto, cucinato secondo l'estro del momento, col suo sugoso intingolo;
> delle patate, puresse arrosto (al forno elettrico).

Qualora motivi culturali o dietetici sconsigliassero a qualcuno di voi di delibare carne di vitella, sareste pregati di dircelo: sarebbe allora maiale, o alla peggio tacchino, animale insulso al quale nessuna cultura o credo di cui si abbia notizia ha mai tributato gli onori degli altari.
Mancano, dal menù, i beveraggi. La casa fornisce dell'acqua liscia dell'acquedotto romano, mentre da accordi pregressi risulta che vini e effervescenze dovrebbero arrivare da oltre la striscia di Gaza (come chiameremo la Tangenziale juxta Ginum).
Manca altresì un dolce - se qualcuno scippasse un panettone di qualsiasi tipo, o quello che vuole, anziché una bottiglia, dai tesori domestici in questi giorni di opulenza, farebbe cosa gradita.
Da ultimo, l'ora. Credo che sarebbe ragionevole ipotizzare che voi lavoriate fino alle 20.00 ca. Sarebbe ragionevole proporvi di essere qui per le 21.00??? Fateci sapere, anche via telefonia mobile, per rendere certa la notifica.
Credo non vi sia altro da aggiungere. Vi attendiamo nella nostra umile dimora domani sera (e ci adopereremo per accogliervi al Meglio delle nostre possibilità).

E così, come disse il Piccolo Tim, che Dio ci benedica Tutti!

And so, as Tiny Tim observed, God bless Us, Every One! (per gli amici anglofoni)

R.S.V.P.

3 commenti:

Claudio ha detto...

Sperando che Fa pensi a tutto (come gli è stato demandato), non dovrebbero esserci problemi per l'ora.
A poi

per farci le ossa ha detto...

l'ora è ok. gradirei da qlcno anche un indirizzo preciso, comprensivo di citofono, onde evitare di suonare a tutti i villici pignetensi...
sarà mia premura recapitare parte dei beveraggi che sollazzeranno la serata
dovessimo riuscire nel piano malefico di venire in macchina col cla l'indirizzo sarebbe un superfluo(nel senso che alla peggio una bozza di vino e una macchina col riscaldamento non sono poi da buttar via)....
besos

max ha detto...

Come diceva Sant'Agostino ai discepoli che gli chiedevano l'indirizzo: non mi cercheresti, se non mi avessi già trovato! Se dunque mi hai trovato, non hai bisogno dell'indirizzo... ma bando ai sofismi patristici, una ragione storica rende inapplicabile questo discorso a noi: il Pigneto è stato costruito dopo la morte di Sant'Agostino, in tempi di laicismo imperante, sotto l'imperatore Eliogabalo, che volle innalzarsi verso il cielo con la Tamgenziale ma fu punito dall'Eterno. Come dunque richiedere che animi inariditi si aprano alla Rivelazione? E' dunque uopo fornirvi una coordinata: via E. de Magistris 109. Il nome sul citofono sarà fornito a quanti di voi verranno via sms.
Un bacio, miei ferventi catecumeni