martedì, dicembre 02, 2008

Meme, e ancora me

Et post intervallum, Flavia dixit: "grande attesa ed eccitazione per l'imminente MeMe di maxino". E l'angelo del Signore aprì il settimo sigillo, i quattro animali si ciecarono le miriadi di occhi e la voce dell'Altissimo ascosa in nube corusca annunziò:

1) Sono estremamente classico nella scelta dei gusti di gelato. A meno che non abbia un colore fluorescente, prendo sempre il pistacchio.

2) E detesto la coppetta, sebbene alcuni cretini (tipo quelli della gelateria San Crispino) considerino il cono poco chic (Dio li fulmini).

3) Mai avuti animali, tranne pesci vinti al Luneur, tutti morti in rapida sequenza (ahimé). Sono incapace di relazionarmi con animali che vogliono interagire con me se non ci separa una parete di vetro.

4) Colazione: dose elefantiaca di caffè (2/3 tazzine) più caffellatte.

5) Dopo varie amicizie uncompromising con diverse bambine all’asilo, un innamoramento platonico per Francesca Inzana e uno (parallelo) per Cristina Brugnano. Ovviamente tutta questa effervescenza era un tentativo di copertura. Con un mio amico giocavamo a fare che lui era Bruce Banner che diventava Hulk e io cercavo di impedirglielo stringendolo forte (...).

6) Primo album: ascoltatore frenetico di varie compilation tipo Bimbo Mix (acquistate rigorosamente false nelle estati di metà anni ’80). Poi ricordo che mio padre mi portò da un viaggio You Can Dance di Madonna (cfr. n. 26). E avevo pure un disco di Toto Cutugno con una canzone dedicata a Venezia.

7) Ho l’alluce valgo (da mia madre) e vorrei farlo operare. Temo che in vecchiaia avrò i piedi deformi – è già una delle parti del corpo che odio di più.

8) A proposito di difetti fisici: già verso i 20/21 anni ero ben incamminato sulla strada della calvizie. Ma, a differenza di altri difetti, avere sempre meno capelli ha smesso di tormentarmi da quando, sempre alla stessa età, ho deciso di rasarli – fanno dunque circa 12 anni che porto i capelli rasati; il margine di libero arbitrio nella scelta si riduce sempre di più.

9) In compenso (o per uno sventurato errore di distribuzione) ho i peli sulla schiena e le spalle, che estirpo caparbiamente anche se non in modo sistematico, causandomi grottesche irritazioni alla schiena. Questo difetto mi fa disperare.

10) Età in cui si è manifestata l’omosessualità: a parte giocare con le Barbie da piccolo, direi verso i dieci anni. Oltre Hulk (alcuni di voi sanno quale fu il mio primo sogno accompagnato da una sensazione erotica), un altro oggetto sessuale erano i licantropi, interpretati o meno da Michael J. Fox.

11) Avevo una paura folle di diventare come Tognazzi-Serrault nel Vizietto, sin da quando lo vidi in tenerissima età (forse meno di sei anni?) a casa di mia nonna in televisione.

12) Anche io, come Flavia, sono stato a un concerto di Baglioni – ci portarono con le medie, era all’allora Palazzetto dello Sport.

13) Ho imparato a nuotare da piccolissimo, in Liguria. Da piccolo detestavo il paese di mia madre e l’Umbria, che avrei imparato ad apprezzare solo verso la fine delle medie.

14) Nell’estate della seconda media, interpretai (in costume!) il Castellano del paese di mia madre (che NON ha un castello) in un goffo tentativo di dar vita ad una sorta di giostra medievale dei paesi vicini all’abbazia di Sant’Eutizio. Per fortuna, non sono in possesso di foto dell’evento, ma da qualche parte devono pur esserci. Trovavo il vestito della castellana molto più bello. Anni dopo, mi sarei preso la rivincita – ma questo, come anche il coma etilico che accompagnò l’evento, è ormai Leggenda cantata dalle drag queen.

15) Anche io, come Gino, rimpiango quei tempi gloriosi. E ogni tanto tiro fuori dall’armadio il boa ricomprato e mai usato, e me lo drappeggio.

16) Non ho fatto l’interrail, né sono andato a New York – tutte e due le cose a causa di mia madre, nella sua interpretazione della Donna di Dolori.

17) Ho un rapporto troppo viscerale con i miei genitori, che mi ha impedito finora di affronatre chiaramente con loro il fatto di essere gay.

18) Quando sono nato, avevo una mano contro il viso e il cordone ombelicale avvolto attorno al collo e al braccio. Non sono soffoccato grazie alla mano, ma ho avuto per un po’ la testa schiacciata. Mia madre era terrorizzata.

19) Mentre ero in Liguria, ho letto La Bussola d’Oro e La Lama Sottile di Philip Pullman; ora sto leggendo Il Cannocchiale d’Ambra. Sono uno più bello dell’altro, e se avrò tempo gli dedicherò una Recensione della Settimana.

20) Dormo preferibilmente sul lato destro del letto.

21) Ortoepia: da piccolo non pronunciavo la s. Ci furono poi vari altri tentativi, finché non capii che la r moscia era più elegante, mentre le altre erano imperfezioni da sfigati.

22) Ho tenuto un diario per tanti anni, molto lamentoso e scritto, come quello di Marghe, nei momenti di depressione. All’inizio, però aveva ambizioni di Zibaldone leopardiano ed era anzi espressamente vietato (l’avevo scritto) fare riferimento a persone ed eventi puntuali (del resto, era il mio periodo di latenza gay, cfr. n. 28).

23) Anche io leggo ad alta voce le poesie, e spesso lunghi brani di libri che sto leggendo in lingua, imitando l’accento dei parlanti nativi. Finché non mi si stanca la gola.

24) Ma a differenza di Flavia, in genere non piango. Piangevo come una fontana leggendo Senza Famiglia, quando moriva la scimmietta.

25) Mende nella mia formazione di gay: non ho mai visto tutto Via col Vento. Lo trovo stucchevole, e mi annoio dopo pochissimo. Davvero, mi addormento o mi metto a leggere un libro. Dopo non riconosco neanche più i personaggi.

26) Fasi della mia formazione di gay: alle elementari, ma anche alle medie, ero un fan di Madonna. Avevo un’agenda dove attaccavo tutti i ritagli che la riguardavano, presi da riviste come Cioè, Mattissimo, Deejay qualchecosa, etc., che compravo voracemente. Arrivai anche a difenderla dagli attacchi bigotti all’uscita del video di Like a Prayer. L’idillio venne al termine all’uscita di Erotica, con la svolta puttanesca. Dovranno passare almeno 15 anni (2005) perché io acquisti di nuovo un disco di Madonna.

27) Riflessioni sul punto precedente: è curioso che la passione per Madonna sia stata alimentata da mio padre (cfr. n. 6), che (su mia richiesta, è vero) mi comprò il primo disco cicconico da me posseduto. Mio padre ostacolava i tentativi dei miei parenti di regalarmi bambole, quando ero ancor più piccolo (in vano, a dir la verità, e col solo risultato di farmi giocare con surrogati di plastica scadente vestite come poveracce). Quando si dice la nemesi storica.

28) La fine del mio apostolato madonnaro coincide con il mio periodo di latenza, più o meno protrattosi per tutto il liceo, che terminò con i 18 anni (coincidendo con il periodo della scuola guida). In quel periodo, per diversi anni fui anche Fervente Credente. Il mio idillio con Dio, come quello con Madonna (guarda un po’) si è logorato negli anni, fino all’episodio di cui sotto.

29) Coming Out 1: con un prete della mia parrocchia, in confessione, a 20 anni. Lui fu molto comprensivo, la prima volta. Quando ci riparlai, menzionando il mio Primo Amore, lui negò che tale sentimento fosse possibile tra uomini. Non tornai più a parlarci, pur continuando per un po’ a frequentare la Messa (cercavo di tenere su le colonne, o ridevo con mio fratello, per lo più – cosa che succede anche oggi a ogni Messa di Natale o Celebrazione che mi tocca sorbirmi).

30) Coming Out 2: Un’ora di drammatica camminata sotto l’acqua battente con Marta, all’epoca amica stretta stretta, che mi incitava a dirle il nome del mio innamorato per cui soffrivo. E alla fine, esausto, sbottai: «Insomma, Marta, si è capito che non è una donna». Con gli altri amici è stata meno faticosa. Ma la sera stessa uscii a festeggiare con un mio (allora) amico stretto (ma questa è un’altra storia).

31) Primo vero libro letto: Il Canto di Natale, di Dickens (mi è piaciuto da matti; l’ho riletto il Natale scorso in inglese, trovandolo un po’ palloso).

32) Un film che vorrei rivedere: Taron e la Pentola Magica. Lo vedemmo al cinema con mio fratello e ci piacque tantissimo.

33) Quando ero piccolo guardavo migliaia di ore di televisione. Vedevo tutte le serie possibili e immaginabili, da Tre Cuori in Affitto in poi. Mi piaceva Patrizia (?) Carminati, valletta di Mike Bongiorno, ed Heather Parisi. Nei primi tempi, ero convinto che Lorella Cuccarini fosse una specie di scialba imitazione della Parisi. Come le borsette Pucci o Louis Guitton.

34) Penso che sarei a disagio a viaggiare in un paese di cui non conosco affatto la lingua. Dalla Germania in poi. E per lo stesso motivo (o meglio: per lo stesso meccanismo) non riesco a leggere e farmi piacere poeti che scrivono in lingue tipo russo, cinese, etc.

35) Anche io ho il setto nasale deviato!

36) Super poteri: vorrei essere Fenice (la versione per uomo, o insomma per gay), in alternativa, mi accontenterei della telepatia (ovviamente a fin di bene, tipo far dimettere per sempre Berlusconi), o del potere di Peter Petrelli di copiare i poteri degli altri. Niente poteri troppo fisici, a parte il dominio sul magnetismo.

37) Paure viscerali: Diventare gobbo. Diventare cieco. Finire sul lastrico. Rimanere zitello.

38) Penso spesso alla mia morte. A fasi ricorrenti penso anche al suicidio, ma non credo che avrei mai la forza di mettermi coscientemente nella condizione di morire. Preferisco sperare nella Provvidenza, e alle volte (anche io) mi addormento pensando a che sollievo sarebbe non svegliarsi più.

39) Mentre leggevo Proust, ero convinto che le possibilità di morire prima di aver finito Il Tempo Ritrovato fossero quasi uguali a zero: un evento troppo assurdo per verificarsi.

40) Ho molti rimpianti, perché per me ogni decisione di un certo peso, o quasi, ne comporta uno. Per questo, trovo conforto nell’idea delle realtà parallele (e qui torniamo al n. 19). Ho sempre rimpianti (fino alle lacrime) nei confronti delle persone care morte, in particolare di mia nonna materna. In campo amoroso, ho tre rimpianti: due di tanti anni fa e uno più recente (che spero segretamente di poter correggere).

41) Sono permaloso e suscettibile, ma il più delle volte non lo do a vedere. Ultimamente le cose stanno cambiando.

42) Sono ossessionato dall’idea dei talenti che avrei potuto coltivare e che ho sprecato nel corso della vita.

43) A vedermi adesso, mi considero abbastanza ottuso e superficiale.

44) Nonostante anni di lavoro su me stesso ho difficoltà a relazionarmi con le persone. Per questo motivo, sono anche misantropo.

45) Non prendo mai il tè al bar e in nessun posto che non sia casa, perché ho la matematica certezza che non sarà fatto bene. L’unica eccezione sono state le volte (3 in vita mia) in cui sono stato da Babington, e quando vado in una sala da tè a Siena.

46) Ho smesso da un po’ di mangiare regolarmente yogurt e frutta ad uno dei pasti. Ora mangio spesso la pizza. È perché vado in palestra, e perché cominciavo a pensare che fosse una manifestazione eccessiva di misantropia.

47) Leggo sempre la rubrica Buccia di Banana e La Classe non è Acqua di Io Donna, dedicate all’analisi contrastiva di due foto, l’una di donna famosa vestita male, l’altra di donna famosa vestita bene. Leggo gli oroscopi, sempre e comunque, ma li dimentico un momento dopo.

48) Per anni ho detestato anche la sola idea di usare un profumo (ma, vi assicuro, usato sapone e deodorante). Mi sono ricreduto grazie all’acqua di colonia 4711 (Flavia capisce).

49) Ho smesso di andare alle manifestazioni pensando che esse possano raggiungere un obiettivo. Ci vado ormai solo come forma di testimonianza. Ma vorrei frequentare un collettivo queer.

50) Non mi piacciono le bibite gassate, a cominciare dall’acqua. Faccio eccezione per la Coca-Cola in un determinato momento del pomeriggio, quando ho insieme sonno e sete, e in generale per il Chinotto e l’Aranciata Amara, che sono dissetanti. Ovviamente volevo buttare in caciara questo punto.
Et Dio chiese un bicchiere d'acqua, perché aveva la lingua asciutta. I quattro animali e i vegliardi con le vesti bianche si erano addormentati da un pezzo. Meme nimirum prolixus fuerat.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

aaahhhhh....
La cosa che mi diverte di più è quella dei diari, tenuti da TUTTI, ma regolarmente adibiti a tristo ricettacolo degli umori neri e delle depressioni di ciascuno. Io pure ho dovuto impormi una discilina ferrea per aggiornarlo anche quando le cose vanno bene. L'idea di Marghe che i posteri si convincerebbero che abbiamo fatto tutti una vita di merda mi fa troppo ridere!

Sto lavorando al lancio del prossimo MeMe (siccome ho lanciato il primo mi sento investita del potere supremo di deciderli tutti)...penso che si intitolerà "X (numero da definirsi) cose che ho capito in 30 anni". suspance...

Maxino..a te la palma del compilatore di diari in assoluto più pretenzioso! Sono orgogliosa che tra noi ci sia addirittura un estensore di zibaldoni!!

max ha detto...

Detto da te, l'aggettivo pretenzioso non può che essere elogiativo, e dunque me ne fregerò in tutti i curricula. Posso citarti?

Claudio ha detto...

Per "Taron", quando vuoi!

Il punto numero 50 NON è passato inosservato.

Infine, Max se tutti fossero "ottusi e superficiali" come te, saremmo nella Repubblica di Platone.

fabrizio ha detto...

Ho quasi pianto max...