Che, nella fattispecie, è stata bellissima, ma anche pesantissima, e per me Gino e Antonio si è conclusa al festone a Monculo (mai nome fu più azzeccato!) che ha finito per fiaccare le nostre forze e mettere in pericolo la nostra stessa esistenza di stanche ancorché giovini signorine.
Per inciso, io ho avuto anche a subire le rimostranze di mia madre per essermi introdotto tra la marmaglia (relata refero), e tra pride e festa si è interpolata una cena familiare in un circolo sportivo (tema della serata: tutti vestiti di bianco - doppio orrore!!!), dove, come se lo spirito del pride mi guidasse, ho appreso che a) mio cugino (etero a tutta prova) è andato anche lui al pride, e mi ha invitato ad andare insieme l'anno prossimo, b) ho cantato al karaoke Mi vendo (insieme al suddetto cugino e ad altri), c) ho insegnato a tutti a fare le lettere in YMCA. Chiamatemi l'apostolo delle genti.
Ora, siccome non so disporre altrimenti le foto che dovrei, sarò costretto a passare ad un altro post per raccontarvi un aneddoto irrilevante e assolutamente cretino.
Nessun commento:
Posta un commento