domenica, marzo 09, 2008

Dicotomie Scomparse, ovvero Superare il Manicheismo Oggi.

Il computer, come è noto, funziona elaborando stringhe di informazioni complesse ma che possono essere ricondotte tutte all'unità minima del bit, che poi altro non è che un solo carattere a scelta fra"1" oppure "0". In pratica la macchina elabora sequenze di "1/0", "Si/No", "Acceso/Spento", per poi elaborare la sua personale realtà, il suo mondo, e mostrarci il contenuto di quell'informazione. Se questo vi pare strano, considerate che non è certo colpa della macchina, la quale si limita a fare ciò per cui è programmata. La colpa, o meglio la "causa", di questo è l'Uomo.
L'essere umano infatti ragiona - per quanto con infinite variabili in più - in modo dicotomico: si comincia fin da piccoli, con la classica domanda "Vuoi più bene alla mamma o al papà", e - attraverso un lento addestramento - la mente si abitua a scegliere fra due e solo due alternative possibili. In ogni caso infatti, anche quando la scelta sarebbe teoricamente illimitata, si giunge a considerare una coppia alternativa e a selezionare una preferenza all'interno di essa; pensate alla scelta di quale gusto aggiungere per ultimo alla vostra coppa di gelato, o a quale colore dovranno avere le vostre lenzuola quest'anno: si sceglie un gusto o un colore e poi, accostandogli rapidissimamente tutti gli altri si svolgono delle vere e proprie "eliminatorie", mandando avanti quello che "passa il turno".
Questa dicotomia eternamente presente trovava un tempo la sua massima esplicazione in concetti che - a noi moderni - fanno sorridere teneramente, rivolgendo il pensiero a quegli antichi e (diciamolo pure) ingenui umanoidi che su essi basavano la loro vita: Notte-Giorno, superata dall'ammaestramento del fuoco e poi dall'elettricità; Freddo-Caldo, annichilita dagli ambienti climatizzati e dai mutamenti climatici; Uomo-Donna, passata di moda ben prima dei rivolgimenti metrosessuali; Algida-Eldorado, scomparsa con la reductio ad unum ovvero con la conciliazione degli opposti, poiché la prima ha inglobato la seconda. Questo caso di sintesi, che dapprima pareva tanto mirabile e eccezionale è - in questi anni- sempre più frequente: si pensi a Windows che funziona su Macintosh, all'Einaudi comprata da Mondadori, o alle dicotomie Intrattenimento-Informazione o Destra-Sinistra, che pressto saranno oggetto di seminari o convegni per archeologi.
Tutto questo per dire che ne restavano poche ancora operanti, ancora opposizioni reale di due scuole di vita e di pensiero: Pellacchia-Portofino.
Ecco, oppresso dal ruolo di necrologista, annuncio quello che ormai avrete capito, anche se non volete dirvelo: Pellacchia non c'è più.
Ne danno il triste annuncio gli obesi di Prati tutta e i viziosi amanti delle cioccolate dense e cremose e dei gelati serviti in coppetta di ferro. Al suo posto, una gioielleria anonima e sicuramente sfortunata, dove continuerò a chiedere che mi servano cornetto e cappuccino.
Portofino ha prevalso, non per meriti, non per composizione dell'opposizione, ma per caduta sul campo dell'avversario. E questo è male: come sibariti festanti, saranno duramente castigati da quanti non gli concederanno la vittoria non conquistata sul campo!
In quanto a noi, resteremo avvinghiati all'ultima opposizione rimasta, quella fondamentale fra cammello e dromedario, sperando che a qualche ortopedico del WWF non venga in mente di aiutare quelle povere bestie.
Baci luttuosi

4 commenti:

per farci le ossa ha detto...

propongo un minuto di silenzio in segno di rispetto per il lutto che tutti noi portiamo nel cuore a causa della prematura scomparsa dell'amatissimo...
vestitevi di nero e recitate con me:
"Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, fate tacere il cane con un osso succulento, chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato portate fuori il feretro, si accostino i dolenti. Incrocino aeroplani lamentosi lassù e scrivano sul cielo il messaggio Lui è Morto, allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni, i vigili si mettano guanti di tela nera. Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest, la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica, il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto; pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto. Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte; imballate la luna, smontate pure il sole; svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco; perché ormai più nulla può giovare. "

Anonimo ha detto...

..segue da post precedente:
no, riparto il 26 marzo. però poi ritorno dall' 8 al 18 aprile.
la certezza con cui tutti avete dato per scontato che venissi a votare è commovente...
stavolta ero a tanto così dal mandare a fanculo tutti...

Anonimo ha detto...

adesso che ho letto il post:

...ma come è potuto accadere? niente più cioccolata con panna e cialdina? niente più gelato al cioccolato fondente? niente più signora prodiga di patatine con l'aperitivo?
la notizia mi sta precipitando in un abisso di disperazione e sconforto...sento la voglia di vivere pian piano venir meno.

giangi77 ha detto...

Ah. Alfine la notizia si sparse. Nel mio breve ritorno a Roma ho potuto commentare la notizia solo col collega Fabri, che me ne ha messo a parte. Mi stringo commosso a voi, ma altresì giungo a voi medesimi con una luce di speranza: abito sopra alla migliore pasticceria di Bologna. Quando avrete cuore di venirmi a visitare al confino, potremo prodigarci in scorribande notturne e insozzarci di cioccolata calda a josa.