mercoledì, ottobre 08, 2008

Episodi singolari

Cari tutti,
come sapete mi trovo chez i Tigrotti, in quel di Leamington: ah, la brumosa atmosfera inglese! Come non sentirsi a casa? E poi, Oxford... La mia ascesa nei penetrali della Bodleian Library, con chilometri di manoscritti, libri di ogni tipo, bibliotecari gentili che - a differenza di quanto accade in Italia - non vedono l'ora di aiutarti a trovare il libro che cerchi e sono felici di potertelo dare. Il mio rapimento emotivo è tale ormai che ieri entrando in un negozio per comprare un quaderno, quando ho letto che assumevano, ci ho fatto un pensierino...
La mia necessità di venire prima o poi a vivere in terra di Albione è peraltro bilanciata dala sensazione che i cittadini dell'Impero mi vedano come uno di loro: a dimostrazione, raconterò un piccolo aneddoto Zen occorsomi.
Al mio arrivo, dopo il consueto brusco atterraggio tipico di Ryan Air, mi misi in fila per il controllo documenti; quando il militare preposto al compito ha visto la mia carta di identità, con il glorioso stemma della repubblica (che verrà sembra presto sostituito da una simpatica immagine de "La Ruota della Fortuna"), mi ha chiesto prima se parlassi inglese e poi - alla mia risposta affermativa - se potevo aiutare un suo collega.
Il collega mi spiegò il mio compito: dovevo fare da interprete fra lui e un ragazzo, che aspettava lì non so da quanto. Ma quando il ragazzo, avvicinandosi, cominciò a rivolgersi all'uomo in un inglese perfetto, non capii: a che pro dovevo fare da interprete?
Poi la rivelazione: il giovane proveniva da Riga ed era diretto a Milano, ma aveva optato per la rotta insulare poiché più economica. Questo aveva fatto scattare una serie di allarmi: e se fosse un extracomunitario che si intrufola qui dove nessuno può controllare la sua nazionalità per poi entrare in Italia come comunitario ed evitare controllli?
Il mio ruolo, in pratica, era quello di collaborazionista del Governo britannico: già pregustando la cittadinanza onoraria e - perché no - l'ammissione all prestigioso ordine dell Giarrettiera, per un breve momento ho pensato di dire al signore: "No guardi, io non capisco cosa dice... [il che, essendo il giovane probabilmente calabrese, non era del tutto flaso] Per me è russo o qualcosa del genere!". Poi però, mi è sembrato brutto... Ma la dilagante sensazione di beatidune, per essere stato per un momento al Servizio di Sua Maestà, mi ha ripagato ampiamente!

--- Utilizzo i superpoteri di amministratore per mettere il titolo, che avevo scordato, e aggiungere un secondo episodio ---

Ieri sera siamo stati in un Pub, per una serata di raccolta fondi con musica dal vivo, ove chiunque voleva poteva salire a suonare. La considerazione che sorse nella capace capoccia di Flavia fu: "Ma guarda quanti bravi musicista ci sono che non diventano famosi". Ed era vero: ha iniziato a stupire un signore molto paffuto e ultrasessantenne, che suonava come Santana e cantava con la voce di un pischello; poi un violinista; poi Jayan, che colla sua verve ha fatto salire sul palco tastieristi, violinisti, sassofonisti per una grande jam session.
Ma non è questo l'episodio che devo nararre, e torno alla narrazione. Dopo la serata (pub chiuso alle 23 e rotte...) siamo andati da Ali, un signore amico dei Tigrotti che gestisce un ristorante indiano, poiché J doveva mangiare e aveva deciso di prendere qualcosa a portar via. Accolto da Alì come un figlio, un po' perché ero amico di amici, un po' perché era ubriaco, ho assistito rapito alla disvelazione della sua filosofia di vita. Ero completamente assorto dai racconti di quest'uomo, un ver saggio che quasi sono caduto dalla sedia quando mi ha proposto di fare per lavoro il garante per alcuni suoi amici pakistani che volevano venire in Italia (per rispettare appunto la legge che prevede che uno possa venire nel nostro paese solo su chiamata...).
Da collaborazionista della regina a eminenza grigia dell'immigrazione... Già mi vedevo a via Ottaviano, incedere fra tutti i minimarket aperti tutta la notte e ricevere, per gratitudine, una cocacola, le uova, le pere, la prima figlia femmina (che avrei rifutato)...
Poi però mi son sottratto alla sua proposta... Peccato, ma di sti tempi non si sa mai ...

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