domenica, dicembre 03, 2006

Stanche Muse

Miei Cari,
avendo ormai raschiato il barile dei punti principessa (ma avendo totalizzato un buon quoziente, spero, di quelli dottoranda sgobbona) mi decido a scrivere un post interlocutorio (ovvero vacuo come un discorso di Berlusconi a San Giovanni) ma verboso dopo che, tornato da Bologna dove non licuit controllare la posta e il blog per mancanza di tempo, mi ritrovai sommerso dai vostri allegri cicalecci.
Anzitutto vi tranquillizzo sullo stato delle mie rotule e articolazioni varie, dopo che già Fabrizio ebbe modo di malignare sulla mia età in un sms notturno la cui esistenza preferisco dimenticare... Ebbene, le nuove articolazioni in ceramica e vetroresina hanno resistito all'ascolto ballonzolante del concerto e alla potenza spropositata della musica dei Muse [paronomasia], anche perché, almeno intorno a me, nessuno, con mio disappunto, pogava, benché alcune squinzie (o squinsie, visto che si era a Casalecchio) si avvitassero sui loro bacini quali serpenti usciti dalla cesta al suono del flauto dell'incantatore sbattendo alternativamente spalle-seni-fondoschiena-piedi su di me, minando seriamente la mia stabilità. fisica e mentale.
Accanto a me si trovava un biondo da excessus mentis, se mi è concessa l'analogia, ma che, algido e immobile mentre tutto il Palamalaguti ondeggiava intorno a lui in preda al delirio, rimase immobile e non-guardantemi per tutte le due ore (scarse) del concerto.
Per il resto il mio breve ma intenso soggiorno bolognese è stato molto piacevole, nonostante il gelo e il mal di testa che mi attaaglia da giorni, e il fatto che proprio a tale soggiorno si possa datare l'improvvisa coscienza che il tempo stringe DAVVERO per la mia tesi, ciò che mi trasformerà ancor più in Sgobbie (l'amica nerd di Barbie) nelle prossime settimane, e che metterà una seria ipoteca sul mio natale... per cui direi che la prossima volta che ci vediamo potremmo discutere le proposte di marghe (della quale non voglio cogliere l'allusione... dico solo che tu e il tuo degno compare vi state affilando troppo le unghie sulla mia persona, ultimamente) e prendere una decisione che gli Italiani all'Estero avranno la bontà di considerare insindacabile (anche se io avrei anche pensato a una roba autoprodotta... ma non saprete nulla finché non sarà troppo tardi! [Max Scrooge redento dai Tre Spiriti pervaso dallo spirito natalizio]).

L'immagine di Flavia nell'Oxfam Shop mi commuove fino quasi alle lacrime, mentre la immagino tra tailleurs dell'era Thatcher e vecchie teiere sbeccate... ma una volta io vi trovai (ma non comprai) un boa di piume, sicuramente appartenuto a qualche diva del muto poi ingiustamente dimenticata e ridotta dalla fame a dar via le ultime vestigia del suo fascino. Ma almeno ci hai trovato i vasi che cercavi per coltivare le tue piante (delle cui proprietà venefiche non dubito punto)?
Le due avventure oculari di Carlo mi spingono invece a chiedermi se non ci sia un sistema dietro Il Racconto di Ron (come direbbe Chaucer) e il macabro depliant. Forse gli eventi si gioverebbero di una lettura secondo i quattro sensi della scrittura, che come è noto sono applicabili ad ogni evento, una volta che esso sia stato messo per iscritto.
Non mi soffermo invece sulle nostre vicissitudini lavorative, le quali credo che sotto i primi tre sensi (letterale, morale e allegorico) vogliano dire qualcosa tipo Sfiga, mentre il senso anagogico, che volge i nostri occhi verso le cose ultime, è troppo oscuro per essere anche solo pensato... meditiamo ancora sul bestseller, mi sembra l'unica via d'uscita...
Dopo non aver detto nulla di più che chiosare vacuamente (ma in ordine retrogrado) i vostri interventi prima di essere risucchiato dalla tesi a partire da domani, vi bacio tutti e vado a contemplare la mortadella che ho portato da Bologna e che non potrò mangiare prima che tornino i miei (argh.)

1 commento:

fabrizio ha detto...

volevo precisare, perchè tutti sappiano, che le mie velenose frecciatine via sms riguardo l'età e lo stato di decomposizione delle varie articolazioni femori e rotule sono giunte a max solo perchè è stato lui, tra tutti, a imbartcarsi per ultimo nella giovane notte dei concerti e dei balli sfrenati...
Inoltre -sigh- l'umorismo era rivolto anche a me, che, in questi tempi bui e solcati da navi sempre più alla deriva, sono da mesi ormai preda di una strana febbre-post-concerto da cui non riesco a liberarmi e che presto esporrò al mio analista di turno... ma soprattutto soffro di un'altra sindrome legata all'ultmo (meraviglioso) concerto: ho perso l'uso della gamba destra nonchè le funzioni base dell'articolazione indicata nella lastra "braccio dx"...
insomma max, in realtà avrei voluto esserci e perdermi anch'io nella bacchica festa bolognese...era tutta invidia visto il mio week-end, di vi dirò di più sul post...besos a tutti i giovani, veri e presunti...