domenica, giugno 24, 2007

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Cari blogghini, due righe.

Prima di tutto della roba che potevo mettere nei commenti ma invece metto qui.

Tanti auguri Flavia! I trent'anni vengono per tutti, vero, ma per alcuni vengono dopo, che ci vogliamo fare? faremmo forse in modo che non vengano mai?

poi: sono commosso alla vista delle zanzare lesbiche, latina non si lascia mai sfuggire la palma di avanguardia culturale del basso lazio. Forse sarebbe bene interpretare la mia presenza al pride come affermazione di orgoglio pontino, prima ancora che di maledetto invertito.

Poi ancora. Ho provato a leggere il post di gino. Gino, mi dispiace, ho rinunciato. Le mie lenti sono state promosse a 11 diottrie dall'oculista, prima di comprare cane e bastone e iscrivermi al corso di braille finirei la tesi, ancora scuse.

E veniamo a Cambridge. Piove. Fa freddo. In compenso sei contento di stare in biblioteca. Quella dell'universita' e' semplicemente immensa, non si puo' descrivere l'emozione di cercare un libro e trovarlo. Il professore che mi accoglie poi e' uno spasso, una specie di papa', se non risvegliasse in me tutta una serie di inquietanti pulsioni gerontofile. Claudio l'ha conosciuto a dicembre, io vi mando una fotina* ricordo.

chissi

ciarlz
*nota filologica [17.07.07]: ho eliminato la fotina. la tesi mi stressa e ho cominciato ad avvertire una nota ominosa nel pur ammaliante sorrisino del prof.

giovedì, giugno 21, 2007

A U G U R I FLA!



Arriveranno anche per noi, non temere.

Resta a te la consolazione, certo meno grassa della torta in foto ma sempre consolazione, di essere quella che forse se li porta meglio.

Un grossissimo bacio e trenta allegre e virtuali (e allegre forse perché virtuali) tirate d'orecchio.

domenica, giugno 17, 2007

PRIDE 2 (un aneddoto irrilevante e assolutamente cretino)

All'altezza di Circo Massimo (io e Carlo eravamo distanti da Antonio e Gino al momento) si affaccia alla finestra una signora di mezza età (non questa nella foto, che ha una funzione puramente esemplificativa) con i capelli avvolti in un asciugamano, salutando.
Voce da un carro (di chi non ricordo): "Guardate, la signora si è rifatta la tinta! Ciao signora, sei bellissimaaaa!!!"

PRIDE 1 (osservazioni generalissime)

Data la mia attenzione ai fatti di Latina, e in omaggio a Carlo, che insieme con me, Gino e Antonio ha calcato il selciato della strada che da piazzale Ostiense mena dritto a San Giovanni, per esorcizzare da quest'ultima piazza lo sconcio delle orde familistiche, utilizzo questa immagine, tra quelle che sono riuscito a catturare con la macchinetta digitale per illustrare il mio lapidario ricordo della giornata di ieri.

Che, nella fattispecie, è stata bellissima, ma anche pesantissima, e per me Gino e Antonio si è conclusa al festone a Monculo (mai nome fu più azzeccato!) che ha finito per fiaccare le nostre forze e mettere in pericolo la nostra stessa esistenza di stanche ancorché giovini signorine.
Per inciso, io ho avuto anche a subire le rimostranze di mia madre per essermi introdotto tra la marmaglia (relata refero), e tra pride e festa si è interpolata una cena familiare in un circolo sportivo (tema della serata: tutti vestiti di bianco - doppio orrore!!!), dove, come se lo spirito del pride mi guidasse, ho appreso che a) mio cugino (etero a tutta prova) è andato anche lui al pride, e mi ha invitato ad andare insieme l'anno prossimo, b) ho cantato al karaoke Mi vendo (insieme al suddetto cugino e ad altri), c) ho insegnato a tutti a fare le lettere in YMCA. Chiamatemi l'apostolo delle genti.
Ora, siccome non so disporre altrimenti le foto che dovrei, sarò costretto a passare ad un altro post per raccontarvi un aneddoto irrilevante e assolutamente cretino.

giovedì, giugno 14, 2007


Orrrooooooooreeeeeeee!
ed è inutile che ghignate malevoli...toccherà anche a voi, a chi prima e a chi dopo...ma vi toccherà, AH! se vi toccherà....
Per cui niente battutacce stronze! Pensate piuttosto a cosa regalarmi...e anche a disdire qualsiasi impegno abbiate preso per domenica 24 giugno, perchè io sarò li con voi e avrò bisogno di alcol e del conforto degli amici più cari. Per coloro di voi che debbono alzarsi presto la mattina dopo per andare a lavorare e sperano in tal modo di tornare a casa presto un consiglio fraterno, anzi sororale: datevi malati lunedì. Ci sono altre domande?

martedì, giugno 05, 2007

EDECCAVVOI......


Si sono proprio io! Vedete come mi sono ambientata bene?
In caso ve lo stiate chiedendo: no, non sono diventata una seguace di Sai Baba e no, non verrò gettata sulla pira ardente dovesse il Tigrotto venire tristemente a mancare, sono solo passata per le mani di Mamma Tigre in un pomeriggio piovoso, e da ragazzetta ubbidiente quale sono ho lasciato che mi avvolgesse in sei metri sei di seta indiana!
Tanto più che suddetta seta era di un'irresistibile rosso kharmico, potevo resistere?
Ah! Sono tornata ieri mattina e il jet-lag è galoppante...niente più giungla e solleone, niente più macachi e iguane, niente più venditori ambulanti di Char Kwai Teow e Nasi Lemak....sigh...solo nebbia nella brughiera e una chiazza d'umido sul soffitto del salotto che un mese fa non c'era...
Presto tornerò in me e invierò copiosa documentazione fotografica delle mie scorribande nell'altro emisfero, vi bacio topi carissimi!

lunedì, maggio 14, 2007

Una rondine non fa primavera...

Conoscete tutti il detto, e mi chiedo se sia applicabile anche nella verde jungla ora alle prese con la nostra amatissima Perla (ignoro peraltro se le rondini si trovino in Malesia o se siano tutte fuggite per evitare di essere fatte allo spiedo da Sandokan lui-même).
Ma al di là di queste domande (per cui sono certo qualcuno avrà una risposta) ho anche io le mie certezze: una rondine non fa primavera MA un tormentone da discoteca fa estate!

Posso quindi annunciare a tutti voi amanti del torrido clima estivo, voi inconsolabili nostalgici della spiaggia, voi che ascoltate in rive affollate il suono di ciacolanti famiglie, che la vostra stagione preferita è arrivata!

Ecco il link al video più HOT dell'estate...
http://www.youtube.com/watch?v=mzusOSU-ByY

venerdì, aprile 20, 2007

La Perla del Labaro nel Borneo selvaggio

Cari Topi che trepidazione! Tra poco più di una settimana la vostra Perla adorata con Tigrotto annesso calcherà il suolo che Salgari solo con il pensiero potè lambire! Ho gia preparato l'assurdo cappello con veletta bianca e soggolo che la mia eponima soleva indossare affinchè le carni nivee fossero risparmiate dai raggi urticanti del sole....Più realisticamente, ho messo in valigia l'indispensabile talco fissan, giacchè la vostra perla del Labaro è da anni affetta da un fastidioso disturbo dermatologico noto ai profani come "allergia da pannolino" o "suderella". Esso consiste nella comparsa di pruriginosissime bolle in qualunque occasione la temperatura esterna superi i 24° c. E.... no, qualora ve lo steste chiedendo, non mi succede solo se indosso un pannolino. Mi succede in qualunque occasione e su tutto il corpo. Spiritosi. Ecco, visto che in Malesia le temperature sono ben oltre la soglia di guardia e il tasso di umidità si attesta al 90% credo che passerò due settimane pastellata nel borotalco come una geisha imbiaccata. Che figurone farò presso le tigri di Mompracem! Mi scambieranno mica per Anna Oxa?!

domenica, aprile 01, 2007

La Passione di Gino

Cari amici vicini e lontani,
ancora una volta ho dimostrato di essere troooppo avanti, come dicono i Ciòvani d'oggi. Impaziente di festeggiare la Santa Pasqua, ieri ho deciso di intraprendere una personalissima via crucis, rivisitando i tormenti di Loro Signore Gesù precedendo di una settimana i riti ufficiali. Vestito di tutto punto, completo gessato e scomodissime scarpe, salgo in groppa al mio asinello Honda e passo nella capanna dell'apostolo Fabrizio, per portarlo con me alla sacra funzione. Donna Margherita, rispettosa dei miei precetti, decide di restare e badare al focolare domestico, unica pratica che si addica a una femmina. L'asinello ci porta in un baleno alla Villa dove si tengono i festeggiamenti nuziali di Donna Sgarbozza, la Madre Superiora del Tempio "F" in cui io, Fabri e altri Volenterosi ci ritroviamo quotidianamente per curare antichi volumi e offrire cibo alle menti del volgo. Lì giunti, salutiamo i Volenterosi del Tempio "F" già convenuti, e offriamo i nostri sentiti omaggi alla Madre Superiora di lilla vestita, radiosa e già brilla. Una manciata di minuti, ed è subito chiaro che il mio progetto, di bissare il miracolo delle nozze di Cana e tramutare l'acqua in vino, è del tutto superfluo: di acqua non c'è la minima traccia, ci vorrebbe una sonda x scovarne una goccia, come su Marte; in compenso l'alcool scorre a fiumi e basta una rapida occhiata per capire che la quasi totalità degli invitati ne sta abusando. Sobriamente, ci facciamo versare da bere anche noi dai servi preposti all'incarico, e usciamo a fumare il calumet della pace assieme agli altri Volenterosi. Pian piano l'attenzione di noi tutti viene richiamata da un movimento turbinoso all'interno del salone: solitario nella sua ebbrezza, il Grande Capo P volteggia in preda al ballo di San Vito, sbracciandosi e attirandosi sguardi indiscreti; noi, figli del Tempio "F", rispettosi come i figli di Noè ubriaco, accorriamo a danzare attorno a lui, per coprirne le indiscrete movenze ed evitarne il pubblico ludibrio. E' la fine: un'assassina selezione di diabolica musica Anni '80 ci fa diventare tutti indemoniati. In particolare io, che come ben sapete se inizio a dimenarmi non mi fermo più, comincio a dimenticare ogni rispetto di me stesso, faccio volare via la giacca, estraggo la camicia dai pantaloni e impazzisco totalmente. Evidentemente scontento del non aver potuto operare il miracolo dell'acqua e del vino, pratico una magia all'interno del mio corpo, e moltiplico a dismisura gli effetti del poco alcool bevuto: in breve, non capisco più una sega (non sono volgare, è che con papino falegname certe espressioni hanno l'innocenza dell'uso quotidiano). Non starò a dilungarmi sui particolari delle danze, anche perchè non ne ho memoria: solo, ringrazio la Madonna (la mammina) che gli stregoni musici non abbiano messo Madonna (la divina), altrimenti sarei salito in piedi sui tavoli e su quei due piedi probabilmente sarei stato licenziato dalla Madre Superiora nonché Sposa. Dopo aver volteggiato insieme a colleghi e colleghe, bevuto un altro mezzo drink ed essere riuscito a usufruire dei vespasiani senza creare danni, decido che è arrivato il momento di fermarsi (non so se prevale la stanchezza o la sensazione di essere al centro di un altro Big Bang).
Di fuori, l'apostolo Fabrizio e la pia Cristiana mi guardano come se il truccatore dell'Esorcista avesse usato i suoi pennelli su di me: devo essere così pallido da far concorrenza alle lenzuola della nonnina dell'Ace. In effetti sento di non stare propriamente in forma; dalla panchina su cui mi sono inconsapevolmente accasciato, decido di staccarmi dalla folla e raggiungere l'ulivo (nel mio delirio mistico è un ulivo, nella realtà non ne ho la minima idea perché ne vedo solo le radici), per pregare in solitudine come nell'orto dei Getsemani. Inginocchiato sulle radici, apro la bocca per pronunciare parole significative, ma quel che ne esce è ben altro; seguono così interminabili minuti di va-e-vieni dalla panchina all'ulivo, mentre un capannello di gente si raduna ad assistere impotente al mio dolore. Nei rari momenti di lucidità penso alla vergogna di avere un collasso proprio al matrimonio della Madre Superiora, e prego che non mi vedano né lei, né lo sposo, né i parenti di quest'ultimo, a quanto pare rappresentanti delle mejo famiglie patrizie di Roma. Penso che anche svomitazzare di fronte ai propri colleghi di lavoro non è il massimo, e già mi preparo a settimane di legittime prese di culo all'interno del Tempio "F". Mi giungono gli echi delle loro supposizioni sul da farsi, ma l'unica soluzione che vorrei sentir proporre (darmi una mazzata in testa e lasciarmi morire lì) non è tra quelle contemplate; al buon Fabrizio che si avvicina mentre sono ancora inginocchiato ai piedi dell'albero sussurro "Voglio morire", ma non coglie la serietà della mia richiesta e pensa a una delle mie solite iperboli. A chiunque altro si avvicini per chiedermi come sto, alzo il pollice in una pessima imitazione di Fonzie per dire che va tutto benissimo, quando è evidente che così non è; ma un po' gioca il mio solito orgoglio, un po' il sospetto che uno di loro sia Giuda e venga a darmi il suo bacio prima di consegnarmi alla polizia, cui mi ha venduto per trenta euri. Nella totale farneticazione ai piedi dell'ulivo, penso con rammarico che quell'albero ora appestato non darà più frutti, oppure guardo la cavità nel suo tronco e penso all'opportunità di ritirarmi a vivere lì dentro come il piccolo Buddha ora scomparso, in un sincretismo religioso che solo una sbornia può rendere plausibile.
Alla fine, la svolta decisionale di Fabrizio e della Pia Cristiana: lasciare lì il mulo Honda, su cui non riuscirei mai e poi mai a restare in equilibrio, e portarmi a casa sul carro a quattro ruote. Mi ci portano di peso, mi fanno salire sul sedile posteriore e lì praticamente svengo. Mi viene poi raccontato che giaccio immobile a occhi aperti, e rantolo in risposta ai loro richiami: io non ne conservo memoria alcuna e sono convinto di avere dormito placido e tranquillo. Arrivati a casa mia, scendo dal carro, mi metto faticosamente in piedi e subito do di stomaco per l'ennesima volta: insozzo proprio l'area di parcheggio di Claudio, e tento di comunicare a Fabrizio che è stata una vera scortesia da parte mia, ma tutto quel che riesco a dire è più o meno "claaaaaa oooooo ggioooo mpfmfmfpfmp". San Fabrizio mi prende le chiavi e pensa lui a far scattare le varie serrature, mentre io gli rendo il compito difficile indicandogli tutte le chiavi sbagliate; mi porta in camera e mi toglie perfino le scarpe, ed io ancora vestito mi butto sotto le pezze e collasso. Per chiudere il racconto con una nota di orrore... non dimentichiamo che anche Fabri e Cristiana erano piuttosto ciucchi, e che tutta l'operazione di salvataggio dev'essere stata per loro faticosissima. Grazie, Grazie, Grazie miei prodi... eterna riconoscenza e sempiterne scuse per avervi rovinato la serata...

PS: tanto per recuperare toni biblici... stamattina mi sveglio con gli occhi gonfi, tocco il cuscino e vi trovo due lacrime cristallizzate... penso a un miracolo degno di Civitavecchia, ma sono solo le mie lenti a contatto che devo avere espulso nel sonno (ovviamente non ho avuto la forza di toglierle ieri) e che si sono essiccate. Poi mi sono messo a riflettere sul perchè, visto il poco alcool ingurgitato, io sia stato così male; la sola risposta plausibile è che ho avuto un calo di forze, un momento di debolezza... e ora vi chiedo: è possibile che avendo rasato i miei capelli al pomeriggio io, come Sansone, abbia perso tutta la mia resistenza?

PPS: Vi ho raccontato tutto scherzando e ridendo, ma a parte che non sono mai stato così male... provo una vergogna indicibile! ma vi pare che al mukka, in mezzo al coattume più totale, bevo come un tifoso del manchester e sto benissimo, mentre poi bevicchio un cocktail alle nozze della mia direttrice e mi copro di ridicolo??? potrò mai scendere più in basso di così???

giovedì, marzo 29, 2007



Evviva Evviva!!

Non ho niente da dire e vado pure di fretta che stasera c'è "stand-up comedy" al pub sottocasa.

Ma dovevo celebrare giubilante la prima volta in mesi che Google mi lascia entrare e scrivere un post! Ci vediamo la prox settimana, tanti baci!

sabato, marzo 24, 2007

Poche notizie e una proposta

Da troppo tempo mancavo all'appello. Solo che - a dire il vero - non ho nulla di interessante da dire: ho passato giorni ammalato, giorni stufo, giorni fintamente studiosi, giorni operosi, ma non giorni memorabili, in cui sia accaduto qualcosa di meritevole della vostra augusta attenzione.
Ma l'assenza di novità su questa piazza virtuale è da reprimere e dunque, se mancano cose interessati, si scirvano cose banali. Insomma, rovesciando il motto di una saggia donna (che poi però perse la testa), se il popolo ha fame e i croissant mancano, si accontenti del pane.
Come ogni anno si avvicina la più alta festa della Cristianità, il mio compleanno: quest'anno poi particolarmente importante perché come sapete compio 19 anni ed è dunque l'ultimo anno con l'uno davanti. In occasione di tale solenne ricorrenza, che cadrà sabato 7, pensavo di festeggiare - stupendovi tutti e offrendo un antipasto alla solenne abbuffata pasquizia del giorno successivo - il 7 stesso. D'altro canto non capitava dal 2001 che il mio compleanno cadesse di sabato (in quell'occasione, siccome eravamo tutti giovanissimi festeggiammo in un pub ora marcescente in via labicana. Questa nota è inutile, ma era per sfoggiare la mia prodigiosa memoria, che non da segni di cedimento...).
Come dicevo, si pensava di organizzare una cena e unire in una botta sola le feste mie e di Faber (che sarebbe la settimana successiva) per poter gioiosamente accogliere anche Flavia e Jayan dei quali si attende l'Avvento in quei giorni: il tutto condito da vini, coca cola, sugna, dolci, ricchi premi e cotillon!
Che ne pensate?
Si dovrebbe anche poi pensare a come passare la Pasquetta, che vedrà se non ho capito male Gino al lavoro (poor Gino), ma potremmo inventare una serata per consolarlo.
Insomma, fate sentire la vostra democratica (ahahahahahahaha!) voce!

martedì, marzo 06, 2007

sabato, marzo 03, 2007

Beeeeeeta

Carissimi!!!!!!!!!!!!!!!

Le mie doverose scuse x la latitanza dai miei doveri di severe administrator, ma davvero sono state settimane convulse... è praticamente un mese che attacco tutte le mattine alle 8, e tornato a casa l'unica cosa che riesco a fare (quando non crollo sul letto) è sfidare l'A.I. a Carcassonne, o buttarmi in chat sperando vanamente di fare incontri interessanti. In più, lo annuncio alla lontana Flavia e all'ancor più lontano (anche se non geograficamente) Max, mi sto preparando per l'ennesimo debutto... venerdi prossimo ballerò al Muccassassina! Vi narrerò, se ve ne varrà la pena, i dettagli ad esibizione avvenuta...

Passiamo alle notizie di servizio, che sono le uniche che riuscirò a darvi prima di prepararmi x andare a casa dei piccioncini... il nostro meraviglioso e per un po' moribondo blog è passato alla versione Beta. Non ho assolutamente idea di cosa significhi, ma siamo entrati sicuramente in una nuova era. Se non vado errato solo Cla e Carlo non hanno ancora effettuato il passaggio a gmail, vediamo di convincerli a staccarsi dal passato e sollazzarsi con noi googlati. Ho altresì provveduto, grazie alla Perla di Labuan per la sua segnalazione, a bloccare i commenti dei non iscritti al blog, che dovranno passare sotto il mio insindacabile vaglio prima di trovare, se ne avranno la fortuna, ospitalità sulle nostre pagine.
Per ora è tutto, prometto di scrivere quanto prima un post decente e meno freddo, ma il tempo stringe e fra pochi minuti suonerà alla mia porta la Nera Signora (ovvero Cla) per recarci insieme ai Campi Etilici.

Beeeeeeeeeeeeeeeeeta a tutti

Ginus (a little less) Severe Administrator

SAVE HER!!!!!



Questo esemplare di flavius albionis in tigrottis chiede di essere adottata...
non perdere questa occasione...
basta un post al giorno per ridarle il sorriso!!!!!!
un bacio dal sud europa!!!!!
a presto
marghe e fabri

venerdì, marzo 02, 2007

panico da avanzamento tecnologico

premesso che ho appena finito un tema di diritto commerciale e mancano dieci minuti all'una....
che cosa accade al mondo come noi lo conosciamo???? perchè tutto d'un tratto per accedere al blog devo avere edare un accuont google? e perchè fabri è stato commentato solo da due tristissimi messaggi predefiniti in lingua inglese di autori pressochè sconosciuti?
dove siete?
che fare?
arghhhhhhh

lunedì, febbraio 26, 2007

Anche la Russia è vicina!


Sono le 7 di sera e la libreria a quel punto è strapiena di una quantità di inutili e vili esseri umani da voler solo vomitare... la direttrice sta per uccidere non so chi sulle scale perchè è isterica in vista del matrimonio imminente... la ggggente si accalca alle casse neanche fosse scoppiata la guerra tanto attesa...io sono arrivato alla cosmica media di 10 scontrini ogni 15 secondi e arringo meccanicamente:"salve..... sono tot euro... grazie... prego a chi tocca?"... ed è in questi momenti che si manifesta l'altro sottoforma del prossimo tuo...
una strana signora con un accento che potrtebbe essere chioggiotto, ma che in realtà nasconde una più esotica e alternativa provenienza moldavo-ucraino-bielorusso-afghana mi chiede di cambiare un prodotto: "che voi che io ho preso per padrona mia questo che lo cambio?"
la signora aveva comprato un lettore cd della triplex o simile, marca quanto mai sconosciuta, e voleva cambiarlo perchè: "padrona che lo vuuuole più maderno non so io"...
la guardo sbalordito e le comunico la nuova politica feltrinelli dei cambi (facendo nel frattempo 554345 scontrini), ma la signora evidentemente non parla l'idioma dantesco e allora le faccio vedere uno degli scontrini per farle presente che senza il bizzarro foglietto di carta rischia di essere cacciata dal negozio e dall'unione europea...
perplessa la signora rovista nella busta e tira fuori uno scontrino, lo prendo e le dico che il suo nello specifico presenta molti problemi di fondo (per farlo indico lo scontrino che mi ha dato e faccio di no con il dito), ma prima di poter dire qualcosa la moldava mi fa: "che la padrona mi urla dietro parole se no cambio e che non so ma più moderno"...
dopo aver cercato di decifrare il tragico messaggio"se non torno a casa con un lettore più nuovo senza aver cacciato una lira la mia padrona mi taglia la gola mi dissangua e mi dà in pasto ai maiali" faccio presente alla signora che purtroppo il suo scontrino è datato 12 dicembre 2006 e che quindi non posso cambiare più nulla, ma fatto ancora più importante, lo scontrino che mi ha dato è di "trony"..
la signora guarda lo scontrino e poi ha un'illuminazione:"trony...feltrinelli! che cambia tu?".
la lituana non aveva distinto i due marchi dopo la mia lapalissiana osservazione, ma mi ha intrattenuto per mezz'ora sulla facile assonanza trony-feltrinelli...
dopo averle spiegato per bene la faccenda la signora se ne è andata mesta mesta, e mi sono sentito molto in colpa per lei e per la sua assoluta mancanza di coordinate riguardo la gestione basilare di cassa nei paesi sviluppati.. ma che fare?
ma che fare soprattutto se la suddetta russa di turno dopo 20 minuti torna con un'aria affranta, con gli occhioni da bambi e mi chiede con la più profonda innocenza. "no posso cambiare nemmeno co libri, vero?"
un bacio enorme a tutti!

ps: ma perchè si blogga così poco? fatevi vivi vicini e lontani!!!!!!!!!

fabrizio

lunedì, gennaio 22, 2007

comunicazione di servizio illustrata


Cari blogghini, vogliate perdonare l'uso che faccio del blog al solo scopo grettamente utilitaristico di comunicare con Gianluigi. Ma come potete vedere dalle immagini l'aver scoperto che siamo artisti e colleghi non mi permetteva di esimermi dal postarvi questo post.
La comunicazione de qua riguarda sabato prossimo, quanto la Divina sarà celebrata tra incensi e balli in S. Lorenzo: ci sono altri due inviti pendenti per quella sera, ergo la possiblità che mi liberi è remota, (idontwannahearidontwannaknowpleasedontsayyoure) sorry.
Baci e a presto

lunedì, gennaio 08, 2007

Un cecato in terra ceca


Miei adorati Italiani, eccomi di nuovo a voi dopo una brevissima ma intensa trasferta in quel di Praga. No, non mi sono trasformato in un enorme insetto al risveglio da sogni inquieti, soprattutto perchè i miei sonni sono stati profondi e assolutamente non turbati; leggo bensì che Flavia si è accollata la responsabilità di trascorrere una nottata oniricamente delirante al posto mio... cara Perla di Labuan, non so dare uno straccio di spiegazione alle tue folli visioni, se non accordarti il dono della preveggenza. Infatti poche ore dopo mia sorella si sarebbe trovata, con familiari e concubino, ad affacciarsi alla finestra del castello di Praga che fu teatro della Defenestrazione (non è ben chiaro se di una, due o tutte e tre). Ti tranquillizzo subito, lei non ha fatto nessun capitombolo, ma forse c'è stata una sovrapposizione spirituale con uno dei malcapitati, senza peraltro che lei se ne accorgesse, presa com'era a pensare a dove avremmo potuto riempirci la panza spendendo poco e camminando meno. E credo che l'evento faccia da pendant a me che sogno il monaco albino del Codice da Vinci il giorno prima che tu incontrassi lo sponsor dell'Opus Dei... comincio a pensare che la telepatia sia ormai di casa, da queste parti.

Comunque sia, dicevo, eccomi tornato. Stanco e non del tutto soddisfatto del mio weekend boemo. Immaginavo una Praga incantata, un posto da sognatori, un pozzo senza fondo di spleen mitteleuropeo misto a nostalgie comuniste. Mi sono ritrovato nel pieno del consumismo: Mc Donald's ad ogni angolo, vetrine traboccanti di Armani e Dior, chiese e sinagoghe da visitare solo ed esclusivamente dietro compenso, prezzi adeguati agli standard dell'euro, Casinò luccicanti e Nine Moric vestite come le nostre coatte di borgata; il tutto accompagnato da autoctoni scostanti e spesso sgarbati, la cui sporadica benevolenza si è rivelata spesso sapienza truffaldina. Cosa mi è piaciuto... beh, in realtà alzando il naso ed evitando i fulgori dei megastore, gran bei palazzi, panorami splendidi, scorci suggestivi come alcuni angoli del castello e la visuale dal ponte Carlo. Il quartiere dove albergavo, Zichov (Praga 3), un tempo proletario e ora dignitosamente dimesso, in cui a facciate liberty si alternano night club dalle sobrie insegne. Il cibo, tonnellate di carne inzuppata in qualsivoglia intingolo.. la prima sera io e mammà abbiamo ordinato l'anatra. Credevamo che ci avrebbero portato DELL'anatra, non UN'anatra intera a testa, contornata da cavoli e prugne secche (e noi, stolti, che abbiamo preso pure il contorno, patate al cartoccio con intingolo di formaggio ed erbe...). Non temete, non sono ingrassato di un solo etto, ho camminato così tanto che forse ho perfino perso qualche grammo dei pochi racimolati durante le feste, complice la disperata ricerca dei miei per trovare i NINNOLI in cristallo di Boemia a prezzi ragionevoli, da riportare in patria come souvenir. Per afferrare in quanti negozi siamo entrati, pensate solo che facendone un resoconto visivo potremmo riempire i bassorilievi di due colonne traiane e una facciata dell'arco di Tito, il cui saccheggio di Gerusalemme (era lui???) sarebbe stato un'inezia se mia madre avesso potuto comprare tutto ciò che avrebbe voluto.

Cos'altro dire... mi sono rimaste due lamentele. La prima riguarda la doganiera all'aeroporto di Praga di stamattina: un'erinni che con sguardo compiaciuto apriva tutti i bagagli a mano per estrarne preziose boccette, non perchè particolarmente sospette, no, ma per applicare LA LEGGE. Esaltata dal poter finalmente seguire le normative europee, inebriata dal sentirsi una di noi, sollevata dal non dover più essere costretta a prostituirsi nel nostro Paese per avere un minimo di dignità, estraeva liquidi dalle borse, pietosamente aperte dalla zip e non con un coltellaccio da cucina come avrebbe voluto, ti guardava con un sorriso di sfida, e sorridendo li gettava nel Cestino dell'Infamia. Io ho perduto solo uno stick di deodorante e mezzo flacone di idratante al muschio bianco; ho fortuitamente messo in salvo i liquidi per le lenti e il dentifricio, solo perchè contenuti in una PLASTIC BAG (il contenitore dell'ottico). Ho chiesto spiegazioni, osservando che se volevo compiere atti di inaudita ferocia coi miei liquidi potevo benissimo aprire la PLASTIC BAG e sfogare i miei istinti omicidi. Lei, impassibile, ha tautologicamente ribadito che il contenuto della PLASTIC BAG poteva passare. A quel punto, mosso a pietà dalla disperazione di mio cognato che aveva perduto un profumo di D&G, reo di non albergare in una PLASTIC BAG, ho cercato un bagliore di umanità nella virago, chiedendole se potevo trarre in salvo il profumo nella mia PLASTIC BAG. Lei, impassibile e sorridente, ha spiegato che esso doveva essere messo nella PLASTIC BAG prima del metal detector: ormai era TROPPO TARDI per metterlo nella PLASTIC BAG. E' stato allora che ho capito di trovarmi in faccia al Golem in carne e ossa, e che ogni desiderio di rinchiudere il cadavere della Furia in una PLASTIC BAG sarebbe stato irrealizzabile.

L'altra lamentela riguarda la poca disponibilità dei ragazzotti praghesi, che non ti degnano di uno sguardo. Forse mi ero caricato di aspettative eccessive, ma guardando la filmografia completa di William Higgins (Boys of Prague 1, 2, 3 e 4; Czech Point; Carlo's Friends; Educating Eda Rieger; Prague Rising, et cetera) hai l'idea che qualunque fanciullo mediamente attraente muoia dalla voglia di portarti a letto. Non sopporto l'idea che anche i facili costumi degli stalloni boemi siano una porno-leggenda metropolitana, come il fattorino delle pizze avvenente e benevolo o l'idraulico che simpaticamente non si dedica solo a sturare lavandini. La foto sopra, sveliamo l'arcano, ritrae un giovine che lavorava il ferro nei cortili del castello, alla vecchia maniera (ma con le cuffie dell'i-Pod alle orecchie); in qualunque sceneggiatura che si rispetti ti avrebbe portato nella torre delle torture, a 100 metri da dove lavorava, ti avrebbe legato alle catene, si sarebbe tolto il grembiule e via fantasticando; o, nella più grigia delle ipotesi, avrebbe sollevato gli occhi, spento l'i-Pod, e chiesto con tono sognante il numero della tua stanza d'albergo (anche l'albergo, se fosse stato particolarmente sveglio). Nulla di tutto questo: ha continuato alacremente a battere sull'incudine, mentre io altrettanto alacremente l'ho guardato e ritratto a imperitura memoria. Sconsolato, ho creduto di rifarmi con una visita alla collezione di Barbie ospitata nell'edificio adiacente, ma il prezzo elevato mi ha fatto desistere anche dalla ludica consolazione; inorridito dall'ennesimo mercimonio di Cose Sacre, ho definitivamente chiuso il mio cuore alla Babilonia Boema.

domenica, gennaio 07, 2007

Questa notte ho fatto un sogno...

Ma che bizzarro sogno ho fatto questa notte: ero a Roma che guidavo nei dintorni di Prati quando mi rendo conto che per andare dove devo recarmi (la meta non mi è chiara ma nel sogno pare essere un tragitto pittosto usuale) la cosa più sensata da fare è lasciare la macchina lì nei pressi e percorrere una scorciatoia che passa per casa di Gino....no cari topi, non SOTTO casa di Gino ma proprio DENTRO casa di Gino. Sono conscia mentre mi intrufolo a casa sua che non sono invitata e che probabilmente non c'è nessuno ma, nella finzione onirica almeno, mi par cosa sensatissima e anzi giurerei di averlo già fatto un sacco di volte in precedenza. Insomma eccomi lì che, novella Alice, entro a casa di Gino e la percorro tutta con l'intenzione di giungere ad un'altra porta che mi condurrà dritta alla meta (il tribunale?) quando mi imbatto nientepopòdimenochè.....nella sorella di Gino! La poverina però è visibilmente scossa e, guardatala un po' più da vicino, anche un po' ammaccata. Le chiedo che le è successo e lei mi dice che è tornata a casa perchè mentre era al lavoro per sbaglio era caduta dalla finestra del secondo piano. Segue momento di mia concitazione in cui le chiedo 1) se si fosse recata al pronto soccorso (risposta negativa) 2) se avesse informato della cosa i genitori e il fratello (nuovo diniego) e mi domando quale sia l'ospedale più vicino. Mi pare che il sogno si chiuda quando pacatamente decidiamo di chiamare un taxi e di comunicare ai familiari l'accaduto. Devo dire che Alessandra aveva un'aspetto veramente impeccabile per una che era appena volata da una finestra.
Che vorrà dire? Esperti della smorfia napoletana e psicanalisti junghiani vi prego di unire le menti e fare luce sull'arcano...

martedì, gennaio 02, 2007

Memorie di me, puttana triste ovvero 100 colpi di spazzola prima di accorgermi che sono calvo


Cari tutti, buon 2007!!!Il 2006 è ormai alle spalle, e ci siamo addentrati di gran
carriera in questo nuovo anno, foriero di chissà quali nuove
insidie... Il capodanno di solito è tempo di bilanci, ma scarse
sono state le ore decembrine da poter dedicare a una seria
riflessione sui trascorsi dodici mesi... sommariamente, senza
scendere nei dettagli, è stato un anno davvero strano. Tuffi
carpiati e inversioni a U lo hanno contraddistinto, unitamente a
una inaspettata ed equilibrista serenità... ma su un punto credo
di dovermi chiarire le idee, e lo farò insieme a voi. Alla cena
capodannesca si è, il caso di dire, intavolato il discorso di
quanto sesso io abbia fatto, e soprattutto con chi; mi sono
lamentato della scarsità di eventi in tal senso determinanti, ma
poi alla domanda su quante persone io abbia biblicamente
conosciuto nell'arco dell'anno non sono riuscito a diradare le
fitte nebbie della mia memoria. Eccomi quindi a stilare un
succinto elenco, in ordine alfabetico, di quanti hanno avuto il
piacere (spero) di sollazzarsi con me; fermo restando che
l'elenco potrebbe necessitare di ampliamenti qualora mi
sovvengano episodi al momento rimossi. Principiamo, adunque...
Al. : Classe 79. Splendido bronzo di Riace dal volto elegante,
detentore della palma del più bello con cui abbia giaciuto.
Incontrato una sola volta in autunno dopo mesi di insulti via
sms. Degno di un replay ma, ahimè, fidanzato, e soprattutto di
stanza a Cinecittà... troppa fatica.
An. : Poco più grande di me. Infermiere pugliese del Nuovo
Salario, con gli occhi da cerbiattone e lievemente effeminato...
ma dotato di un'inaspettata e sorprendente Virilità. Un solo
incontro pieno di dolcezza, e poi è praticamente sparito in buco
nero. Peccato.
Cr.(mi pare...) : Più piccolo di me. Praticamente rimosso. Non
affascinante, non interessante, non irresistibile, visto una
volta (confesso, la seconda volta a distanza di circa un anno) e
poi accuratamente evitato. Ma ha avuto il pregio di essere il
primo dopo il Crosta... una sorta di Mastro Lindo sessuale, se
vogliamo.
Fi. : Nato nel '78. Redattore meridionale di una casa editrice
cattolica, vive in un collegio, nel quale ha commesso atti
impuri insieme a me, dopo ossequiosi saluti al priore
ottuagenario; è il responsabile del mio ritardo alla finale dei
Mondiali. Piccolo e passionale, ha meritato ben 2 avventurose
visite del qui presente scomunicato nella sua cella monacale;
ma, vistolo zompettare in modo imbarazzante al Mukka, qualsiasi
voglia di reincontrarlo è svanita nel nulla.
Fl. : Maturo ma giovanile cardiochirurgo bisex, irsuto e
piacente. Nei primi cinque minuti del nostro unico incontro mi
ha testato il tasso di ossigenazione del sangue con un
apparecchietto da 1 milione di euro. Appurato che il fumo ancora
non ha avuto ragione dei miei anticorpi, si è prodigato a
curarmi a modo suo; ma, forse per deformazione professionale,
non ha mai smesso di impartire ordini con tono da sala
operatoria ("Garza! Pinze!"). Vive a due passi da me, ma
nonostante i suoi reiterati inviti, protrattisi sino a ieri, non
mi sono mai più concesso alle sue attenzioni.
G.1 : Giovanissimo virgulto picchiatore di Forza Nuova, testa
rasata, sessuomane e feticista dei piedi. Nonostante le
premesse, o forse proprio grazie ad esse, uno dei più
corroboranti passatempi del 2006, protagonista di un'epica
pomiciata nello spogliatoio del Ced, dove l'ho circuito, e di
una successiva visita chez moi. Mai più incontrato dalla
primavera, date incolmabili distanze (Cinecittà again) e
difficoltà logistiche. Attualmente protagonista di chattate ad
alto tasso erotico.
G.2 : 35enne massaggiatore sardo, londinese di adozione,
sbarcato da poco a Roma ai tempi del nostro unico incontro,
anch'esso in primavera. Mi ha sollazzato di aneddoti sulla scena
musicale internazionale, e mostrato cruciali punti dello shiatsu
... al di là di questo, poco altro da ricordare. Troppo odoroso
di aglio e ascetismo, l'ho lasciato libero di portare benefici
ad altri, ma non a me.
M. : Coetaneo bisessuale e napoletano, ex docente di aerobica e
spinning. Un po' fuori forma fisica ma comunque decisamente
apprezzabile, come quasi tutti i napoletani e quasi tutti i
bisessuali. Incontrato in un momento di follia, alle 2 di notte
a piazza Mazzini, e successivamente dopo una serata in compagnia
di A., al quale avevo appena rifilato un due di picche non
esplicito, in uno degli episodi moralmente più bassi della mia
vita sentimentale. Passionale al punto da inseguirmi dentro casa
in un momento di necessaria pausa, attualmente si limita a degli
squilletti adolescenziali sul cellulare, che debitamente
tradotti stanno a significare "sono libero, se hai casa libera
vediamoci".
Pa. : Fascinoso 35enne ex danzatore, napoletano anch'egli,
interessante e simpatico. Si profilava un incontro ricco e
appagante, mi sono ritrovato a fissare il televisore durante
l'atto sessuale, consumato nel letto a baldacchino del b&b di
sua proprietà (location apprezzabile). Decisamente una
delusione, nonché l'ultimo guizzo erotico del 2006.
Pi. : Coetaneo VIP, giornalista televisivo e radiofonico della
scuderia di Sua Pinguedine Giuliano Ferrara. Bisessuale ma
ufficialmente etero, mi ha accolto nel suo ricco appartamento di
scapolo d'oro, ricambiando la mia ospitalità dell'anno
precedente. Antipatico come nei suoi interventi, è ossessionato
dal turpiloquio e dalle scarpe da ginnastica dal forte odore; e
soprattutto, dopo averti trattato come una prostituta del
Trullo, a malapena si accorge che te ne vai. L'unica attrattiva
rimane nel fatto di essere stato nel letto di un VIP e di
poterlo sputtanare a piacimento.
Ma dopotutto sono inguaribilmente romantico... e il ricordo che
resterà di quest'anno saranno soprattutto i baci al chiaro di
luna di giugno, alle 3 di notte al Circo Massimo, con MF (o FM,
non s'è mai capito)... lui, che mai si è concesso alle mie piene
attenzioni, è l'unico che mi abbia fatto palpitare il cuore come
a un'eroina di Barbara Cartland... e ovviamente mi ha rifilato
un benservito grande quanto il Cupolone.
Ed ora la mia Ricerca è a un bivio... perseguire la felicità del
Vero Amore, o continuare a donarmi in giro, per poi potervi
raccontare tutto e riderne insieme? Accetto consigli...intanto, vi auguro un 2007 pieno d'Amore!!!!
Gino G.