Per ricollegarmi al post di Gino, condividerò con voi il motivo della mia stanchezza biblica di stasera, mentre Shel Shapiro rivela al mondo che LUI non è nostalgico negli anni Sessanta (anche se un po' di rimpianto per non aver speso i soldi che ALLORA guadagnava in un corso di italiano deve pure averlo).
Oggi mi sono svegliato con tante buone intenzioni, e subito ho perso due-tre ore con la posta elettronica.
Dopo pranzo ho fatto una doccia, e ho scoperto di non trovare l'unico appunto di cui avevo bisogno per terminare in poco tempo un capitolo della tesi.
Per sperare di trovarlo ho preso la via più breve: fare un repulisti di TUTTE le fotocopie passate presenti e future nella speranza che facendo finta di avere altri e più megalomani scopi (mettere ordine nel caos) il frammento deperdito si lasciasse cogliere di sorpresa e piombasse tra le mie grinfie.
Naturalmente questo non è successo, e ora oltre che stanco sono pure depresso. Ma l'aver passato ore a scartabellare tra un acaro e l'altro, oltre a coprirmi di polvere, oltre a darmi l'occasione di cancellare alcuni reperti di episodi ingloriosi e del resto minori della mia vita passata, ha riportato in luce:
- una serie di foto e poster(s) di Robbie Williams nel suo periodo addicted to everything (ma già appealing), con lo sguardo perso su vari prati del mondo, tutte prese da Cioè et similia (da teenager preferivo le riviste culturali);
- un foglio dattiloscritto del quarto ginnasio, in cui ho annotato orologio alla mano le variazioni improvvise di umore della mia insegnante di lettere disfunzionale (De Vito) durante un'interrogazione di latino;
- un'allegra poesiola scritta dalle mie compagne di classe alla fine del quinto ginnasio, che in quartine di fattura non sempre eccelsa fornisce degli icastici medaglioni di professori e studenti.
Poiché questo reperto cruciale ha rischiato di scomparire per sempre, voglio condividere con voi, per un egotismo decisamente malriposto, la strofetta iniziale e quella che mi concerne:
Girovagando per le classi
sembravamo quasi fessi,
eravamo un piatto condito
tutti in bocca alla De Vito
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
E poi c'è ******* Massimiliano [censuro il cognome...]
così simile a un marziano,
così colto ed erudito
soddisfa sempre la De Vito.
Ora la presenza del verbo soddisfa potrebbe indurvi ad illazioni fallaci circa il mio misterioso e selezionato passato e sul fatto che io possa aver passato la mia adolescenza nel posto adatto ad una crescita serena (A pensarci bene forse farei bene a cancellare anche questo episodio).
Tuttavia la ricorrenza del nome della prof in rima rende espressivamente il clima da sindrome di Stoccolma che vigeva in classe nostra. Si noti che la poesiola che la sbertucciava le fu letta ad alta voce in classe l'ultimo giorno del ginnasio.
Quello che invece mi domando è se "marziano" debba essere idelamente chiosato "criptochecca"... (ammesso che il prefisso abbia un senso).
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2 commenti:
Maaax!!
Il vocativo è da leggersi con l'inflessione di Bette Davis che interpreta Margo Channing ubriaca, che si rivolge al produttore Max Fabian in "Eva contro Eva"... vogliamo imparare a mettere i titoli sui post? ti sto correndo dietro come un'infermiera premurosa, pappagallo alla mano, corre dietro all'incontinente smemorato...
Dopo questo festoso rimbrotto, mi unisco alla tua gioia di reperimento reperti dimenticati... sono momenti impagabili nella nostra cerulea vecchiezza... baci!
La ricerca di lacerti cartacei non è mai semplice: come mi pare ormai dimostrato, i lacerti cartacei hanno un'abilità mimetica e una volontà di fuga inversamente proporzionale alla loro grandezza e direttamente proporzionale alla loro importanza. Essi non solo solitamente non si fanno trovare quando sono cercati, come la maggior parte degli oggetti coscienti, ma riescono anche a capire quando il disinteresse mostrato nei loro confronti è fittizio o meno. In questi casi il ricercatore porcederà come segue:
1) stringendo una temporanea alleanza on gli acari della polvere, promettendo loro nuove carte da infestare e un certo periodo di tranquillità in cambio di informazioni sul lacerto;
2) girando con occhio indemoniato per le stanze con dei foglietti infuocati, strappati per l'occasione;
3) nel caso in cui il Lacerto rimanga deperdito abbandonare SUBITO ogni ricerca, uscire di casa e tornare con una favolosa cartellina portadocumenti: il Lacerto, vistosi abbandonato, non resisterà a tuffarsi spontaneamente dentro di essa!
Un ultimo appunto sulle tue "Cronache Marziane": plaudo alla capacità profetica delle tue Pizie, superiore al loro senso metrico e musicale :-)
Baci Baci
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