
Ognuno ha le Marine che si merita
Cari tutti, ieri in sella al mio fidato motociclo senza scudo (mi è caduto esattamente una settimana fa mentre percorrevo il Lungotevere, e già questo è Oscuro Presagio) ero fermo al semaforo di Ple Clodio, diretto in quel di Pietralata, dove mi attendevano le sguaiate adolescenti mie allieve... e chi ti attraversa la strada, a pochi metri dal mio naso? Proprio Lei, senza cane ma con un altrettanto fedele lacchè al seguito, probabilmente classificabile come "portashoppers".
Ho cercato di interpretare correttamente il senso di questa mia visione, dissezionando tutti gli elementi come un aruspice con le interiora, ma un po' più schizzinoso. Si trattava di Oscuro Presagio o Buona Novella? Nostra Signora del Ceffone non attraversava la strada come si conviene ai comuni mortali, ovviamente, ma in obliquo, ridendo altezzosamente delle macchine che, scendendo a gran velocità dalla panoramica, la sfioravano irrispettose. Incedeva voltandosi all'indietro per rivolgere forse affettuosi improperi al portashoppers, lasciandosi guidare da un apparentemente infallibile istinto di sopravvivenza stradale. A una prima considerazione ho pensato a una Buona Novella: la Diva che viene sfiorata dal pericolo ma ne esce incolume, con le rughe stirate e il cappellino saldo sulla testa, il servitore che le rimane fedele fino alla fine dell'attraversamento... ma, a ben pensare, c'era un elemento perturbante nell'idilliaca visione... l'attraversamento obliquo, un sentore di ubris solo momentaneamente non punita, la gelida mano della morte per investimento che si insinuava, oscena, sotto la gonna di morbido tessuto...
Minuti dopo, ancora perso nelle elucubrazioni di cui sopra, mi trovavo in via dei Monti Tiburtini, dopo essere sopravvissuto all'ennesimo slalom tra le macchine bloccate sulla Tangenziale... ed ecco che un'auto, dalla corsia all'estrema destra, improvvisamente mi taglia la strada per immettersi con vigore all'attraversamento direzione ospedale Pertini... dove spero il vetusto guidatore giaccia in preda a dolori atroci almeno la metà di quanto io mi sia augurato. Ho frenato in tempo per non entrare nella fiancata dell'auto, ma ecco che il motorino ha cominciato a slittare, facendomi presentire una rovinosa caduta con annessa scivolata di svariati metri. E qui la Visione ha acquistato senso... Marina è uscita incolume dall'attraversamento obliquo, nonostante tutto lasciasse prevedere una fine ingloriosa sull'asfalto... anch'io posso farcela! Ho gridato un "Mortacci tua" poco fine, ma molto Marinesco, al vecchiaccio, ho subito assunto una posa elegante da cavallerizzo provetto, ho ritrovato l'equilibrio fisico e forse anche mentale, e finalmente ho ripreso il controllo totale del mezzo. Grazie, Marina. La tua visione non era un Oscuro Presagio, nè una Buona Novella.. ma mi ha ricordato che con la giusta miscela di Eleganza e Vituperio si può uscire incolumi da qualsiasi pericolo.
1 commento:
Una storia Zen mancava a questo blog (malgrado forse sia il solo ad apprezzarle come meritano). Come commentare un episodio sì sublime? Come? All'uomo della Strada (e non sto insinuando nulla sulla sessualità del Signor Emergency) non resta che contemplare il Mistero con mente pura e sguardo riconoscente. E ringraziare quella Diva, che non cantando ma imprecando come un timoniere sbronzo in una bettola di Thaiti, ha saputo indicare la Via. Riassumendo in una massima da sapore confuciano si potrebbe dire: la via più breve è una retta, la più lunga fa il giro intorno, la più sicura - cazzo! - è una obliqua .
Il mondo ha bisogno di Marine (...)
Baci
Posta un commento