
Ah! Quanta mondanità qui, che neanche ve la sognate...
Ebbene, nello scenario da sogno dei Jephson's Gardens - che Max ricorderà, è dove ci siamo spaparacchiati nell'erba dopo aver preso il the alle Royal Pump Rooms! io avevo un delizioso parasole! o era Max che ce l'aveva?? - ma, sto divagando, insomma ai Jephson's gardens ieri sera è avvenuta una esclusivissima proiezione dell'indimenticabile capolavoro di Michelangelo Antonioni "Blow-up". Gasperettina vostra non poteva certo esimersi, ovunque vi siano pretenziosi film di cineasti europei e vino bianco, ella è presente!
Certo, rivederlo ad eoni di distanza da quando "L'Unità" lo distribuiva in videocassetta e io, allora giovane suffragetta idealista, lo vidi è stato quanto meno strano...Avevo pochi, confusi ricordi - la famosa copula con macchina fotografica della locandina, la partita di tennis dei mimi senza palla e racchetta - e la sensazione che il protagonista, fotografo mod della swinging London dei bei tempi andati, fosse assolutamente insopportabile. In questo si rivela l'Antonioni fine psicologo: tutti i fotografi che abbia mai conosciuto sono effettivamente così: insopportabili. Come i calciatori non dovrebbero parlare mai.
Il film, temo, risente moltissimo delle evoluzioni successive del racconto cinematografico più recente...nel senso che oggi mi appare di una lentezza esasperante che ucciderebbe, a colpi di divagazioni estemporanee e finte svolte narrative che non conducono a niente, qualsiasi giovane esponente della MTV generation...
ora che la vedo in questi termini quasi lo rivaluto.
Nessun commento:
Posta un commento