sabato, aprile 26, 2008

De Cintis - Fenomenologia dell'accessorio in vita a Sua Maestà, Madonna




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Un plauso a Flavia per la nuova etichetta "La recensione della settimana", che sperabilmente ci porterà a disquisire delle nostre scoperte culturali con una certa frequenza. Aderisco immantinente all'iniziativa, con un argomento che a molti di voi apparirà irrilevante, ma che personalmente giudico di vitale importanza. Ieri ha finalmente visto la luce il nuovo album di Madonna, Hard Candy. In quanto addetto ai lavori, il sottoscritto ne ha già goduto in Sala Parto (leggi: magazzino) e ha già avuto modo di apprezzarne la smagliante urban production che a molti farà storcere il naso. Io invece sguazzo nella torrenziale varietà di suoni e promuovo, dimenando i fianchi, l'azzardata scelta di Mrs Ritchie di affidarsi completamente alla triade Timbaland - Timberlake - Williams. Ma non è della musica in sè che volevo parlare. La copertina dell'album mostra una wrestler un po' tamarra che si sistema al polso la fascia nera da combattente, con la faccia sguaiata e le gambe sguaiatamente larghe. Quel che salta agli occhi è il vistoso cinturone da regina del ring, con la M che spicca al centro. Ma l'occhio attento e vigile del fan scorge, ai lati della M, il simbolo del dollaro. Sotto la M, la scritta M-Dolla, ripresa nell'anellone antipanico della mano sinistra (arma contundente ai limiti del lecito in una gara di wrestling, ma evidentemente lasciata in dotazione alla guerriera che ora compie 50 anni e abbisogna di una marcia in più). La M-Dolla si dichiara così Bambola, al contempo negandosi come tale: provate a chiamarla "Bambola" e vi ritroverete una contusione al volto che più o meno apparirebbe come "allod-M". Insomma, il quasi ossimoro "Hard" e "Candy" del titolo è così iconizzato, ancor di più considerando che l'amazzone bi-tetta svetta su uno sfondo lollipop biancorosa. E ora veniamo al pezzo forte: sopra la M è presente un ulteriore messaggio, che recita: "Give it to me". Evidente il richiamo alla terza traccia dell'album, nonché prossimo singolo, un quasi-ska che ci farà sudare in pista quest'estate; altrettanto evidente il richiamo prepotentemente sessuale, nonostante la dichiarazione dell'artista, che lo traduce come "Fammi vedere chi sei, fatti sotto". Insomma, in ogni caso un messaggio intimidatorio: chiediamo a un etero se glielo darebbe, a un tipino così conciato, o se non avrebbe piuttosto paura di un'amputazione genitale ancor prima dell'amplesso... neanche un masochista le si accosterebbe voglioso. Insomma, maneggiare con cura. Il messaggio latente è evidentemente "Se lo voglio me lo prendo, non provare a fare la prima mossa che ti spacco la faccia". Ci aggiungerei anche "verme".
Il Fan Devoto, dopo queste considerazioni, procederà senz'altro a un raffronto con un'altra copertina, quella di "Like a Virgin", 1984. Lì la cintura in vita alla Vergine e Sposa recitava "Boy Toy", come ormai anche i sassi sanno. Un giocattolo apparente, però: la simpatica ragazzotta di provincia si dichiarava "COME una vergine", di certo non tale. Chiaro era il messaggio latente: io gioco a fare la bambina ingenua e sprovveduta, ti fingi di crederci, ma sappi che tutto questo avrà un prezzo. E il tempo ci ha confermato la bontà del gioco, di cui la NonVergine non è affatto rimasta vittima, come sarebbe parso probabile a un funesto preconizzatore dei primi anni Ottanta. Il gioco l'ha portata a occupare un Trono, oggi dissimulato da sgabello all'angolo del ring; l'ha resa campionessa della Pop Culture, come appunto testimoniato dalla cintura 2008, placcata in oro e $; ha reso molti di noi succubi e proni ai suoi voleri, e ben felici di esserlo.
E allora crogioliamoci nella devozione per Lei, mentre ci risuonano nelle orecchie le domande dell'ultimo brano di "Hard Candy", "Voices": "Who is the Master, and who is the Slave"?

Ma secondo voi posso richiedere una borsa di studio all'Istituto Warburg con un saggio più approfondito sull'argomento?

5 commenti:

giangi77 ha detto...

per amore di statistica (ma quando mai???), quest'Aprile 2008 è il mese in cui abbiamo postato di più dalla pubblicazione del blog. Felice congiuntura o epidemia di Logorrea Scriptoria?

Anonimo ha detto...

Per essere la Panofsky del tuo Warburg una postilla:
Secondo me "Dolla" è più la versione street di "dollar" e rimanderebbe forse più alla sua proverbiale sete di denaro che al suo essere bambola. Ma per il resto, l'iconografia c'è tutta...bravo bravo! Solo stai attento e ricorda che il buon Aby ha speso la sua misera vita dentro e fuori gli istituti manicomiali..

giangi77 ha detto...

Uh - Oh... grazie alla nostra corrispondente dall'Inghilterra! La sua acuta osservazione spingerebbe il sottoscritto a nuove considerazioni, ma le elucubrazioni mattutine mi hanno sfiancato. Ne discuteremo, forse, di fronte alle nostre tazze di tè al gelsomino e Ritalin nell'ora d'aria.

max ha detto...

Mentre ritoccavo oziosamente il mio post di stamani (per quanto riguarda la statistica: come dice il poeta Aprile è il mese più crudele, da cui la necessità di sfogarsi) vedevo il tuo in gestazione e pensavo: ma ched è? E finalmente svelato l'arcano, anzi direi hardcandy. Sono stupito da tanta prodezza verbale, degna di un retore della seconda sofistica (ricordiamo tutti con commozione l'Elogio della Calvizie). In seconda battuta, direi che mi ricordava anche Ghezzi, senza il fuori sincrono. Per dire che a una prima lettura ci ho capito niente.... ma studierò. Perché non mandi l'estratto al bollettino del Warburg e Courtaud Institute? magari lo pubblicano, e magari ci pubblicano tutto il blog. A stasera.

Claudio ha detto...

Gino, non me ne volere, ma credo che il Warburg non sia abbastanza... avanti per accettare questo saggio... Diciamo che forse l'art director di quest'album non è (evidentemente) un artista del Rinascimento e probabilmente ignora il fatto che l'Immagine possa significare qualcosa attraverso la disposizione e la scelta degli oggetti rappresentati... Per dirla diversamente potrebbe essere che questo mediocre epigono di LaChapelle abbia semplicemente fatto due scatti con i vestiti che la Diva aveva adddosso al momento.
Comunque, se il Warburg non è pronto, è probabile che la rivista Iconografia Sacra lo accetti. BaCI