giovedì, settembre 06, 2007

Cha-cha-changes...

Cari non-blogghini,

giusto 2 righe. Tanto per rendere edotti i nostri lontani amici su quello che accadrà nelle prossime puntate... e per plaudere al post di Flavia, che in mezzo a tutto il marasma in cui si trova era l'unica giustificata per la sua assenza. Brava Tigrotta...

Allora... domenica prossima salutiamo la Marghe, che se ne va per qualche settimana a Fresno, California, a fare l'avvocatessa e aggirare tutte le povere Erin Brocovich col Push Up, difendendo gli interessi dei poveri industriali che non possono neanche più inquinare gli acquedotti dei pezzenti americani. La vedremo tornare in versione Ally McBeal, o come una più sobria (e saffica) Jodie Foster? Secondo me tornerà in versione Karen, perfida e alcolizzata... oops no, veramente è così che parte... beh, staremo a vedere :P

io intanto posto il mio personalissimo saluto a Sua Magnifica Perfidia...










Altra novità: qua piovono borse di studio, assegni di ricerca, tutorati improbabili. Io non riesco a starci dietro, prego qualcuno che ne ha le competenze (Claudio nella fattispecie) di preparare un foglio Excel che consuntivizzi le attività dei colti studiosi, cioè a quanto pare tutti tranne me. Se volete io vi consuntivizzo le timbrature in entrata e in uscita del mio badge da magazziniere, ma dubito ne sareste punto interessati.

Infine, last but not least... a quanto pare me ne andrò di casa. Mi sposterò di chilometri e chilometri, cambierò quartiere e orizzonti... vado a via Ottaviano, nzomma. Se ne va Marghe e arrivo io. Sarò coinquilino dei dolci pargoletti, prendendo il posto di Giacomo che va in Erasmus a Paris. Il tutto fra pochi giorni, con un preavviso nullo che sta causando malcelati scompensi a mammà. Vi bloggerò i dettagli del mio spostamento appena ve ne saranno...

Vi lascio, con un'altra foto scattata domenica scorsa... i 4 dell'apocalisse spiaggiati.

Ciauzzz!!!


mercoledì, settembre 05, 2007

Acqua alla gola


Gino, il nostro severe administrator, ha ragione! Imperdonabili noi tutti! Io, in assenza di un idea migliore, proverei ad usare la vecchia scusa di sempre: diamo tutti la colpa a Claudio...fino ad ora ha sempre funzionato!
Ad ogni modo, la mia scusa è questa: Io ed il Tigrotto abbiamo deciso in un tempo record di 2 settimane di cambiare casa perchè ne abbiamo vista una in affitto che ci piaceva tanto tanto. Sono seguiti 14 gg di mazzo tanto, paure ed incertezze *passerà il nuovo divano per la porta?* *chè è quella sinistra macchia gialla sul soffitto?* * perchè la parola redrum compare sullo specchio ogni volta che si appanna?*, sordidi baratti e scambi di mobilia...e questo senza nemmeno arrivare al trasloco definitivo che avverrà domani. Il tigrotto è al telefono con british telecom dalle ore 13.40 di lunedì 20 agosto, ci scusino quindi quanti hanno tentato di contattarci e hanno trovato la linea occupata, J è purtroppo ancora in attesa e sta ascoltando rapito la tremiladuecentocinquantesima esecuzione consecutiva di Greensleeves.
Vale la pena menzionare adesso che ne ho la possibilità, che nei giorni seguenti sparirò nuovamente dall'universo telematico perchè la broadband non sarà installata nella nuova casa per 3 settimane. Questo non vi distolga dal postare e commentare numerosi nei prossimi giorni, sarò lieta di leggere delle vostre imprese al mio ritorno...
Un lato positivo allo spossamento, alle spese fuori programma, al mal di schiena e al cambio di domicilio c'è! Abbiamo una stanza in più, anzi quasi 2! e anche 25 cm quadrati di giardinino! Per cui dovete assolutamente venirci a trovare, pensate, non dovrete più nemmeno dormire per terra...

martedì, settembre 04, 2007

VUOTO COSMICO


ALLORA...

SONO MOLTO, MOLTO PICCATO. NON CI CREDO, CHE NON AVETE NIENTE DA RACCONTARE... FATEVI VIVI. O CHIUDO IL BLOG.

LACONICAMENTE

GINO SEVERE ADMINISTRATOR

venerdì, agosto 10, 2007

Amari bocconi


Cari Bloggers,

che brutto mondo. Qualcuno si approfittò della mia ingenuità. Volevo comunicarvi il mio momentaneo avvilimento, ma senza dare una spiegazione, ché il web è davvero un'infida ragnatela. Ne parleremo a voce, o su msn con chi è lontano.

Continua intanto la mia odissea salutista nell'astensione dal fumo, e mi sento spiritualmente vicino a Flap & Tigrotto, che inaugurarono il nuovo corso già prima di me.

Baci strozzati (l'amaro boccone mi andò di traverso e ancora è lì).

mercoledì, agosto 08, 2007

Sesso, alcool e house music - Parte II

Buongiorno bambini,eccomi di ritorno dopo un sonno ristoratore... continuiamo con il racconto.
---Lunedi: all'Arena Madre

Prima della discoteca, è da ricordare la puntatina al Dietrich per il drink e lo spizzo pre-danze: un'attempata Drag Queen ci sollazza con i suoi assolutamente incomprensibili e comunque esilaranti monologhi, e poi canta (inglobandosi il microfono) in playback quella che diventerà nei giorni seguenti la colonna sonora della nostra vacanza: "Ven por mi", di Edurne. Scaricatela, merita.
Alla fine ci muoviamo in direzione dell'Arena Madre (la quale ha 3 figlie gay e una lesbica, nelle quali non abbiamo mai messo piede), dove ci sarebbe stato un pubblicizzatissimo Strip Show.Fin verso le 3 il luogo è semideserto, e da un momento all'altro ci aspettiamo di vedere sbucare da un angolo Mel Gibson che gira il seguito di Mad Max, tanto l'atmosfera è post-atomica anni '80. Per fortuna poi un po' di gente arriva, giusto in tempo per l'inizio dello Show. Si spoglia solo un bovone, classico manzo mediterraneo, vestito da cowboy, che si esibisce su una pedanina dimessa con al centro una sedia. Il bonazzo si toglie qualche pezzo, si struscia a un vecio, si toglie un altro pezzo, si struscia a un cinese... noi, sospinti dalla veemenza di un gruppo di chicas ubriache e bestemmiatrici, ci ritroviamo inaspettatamente in prima fila. Giusto in tempo per il momento clou. La mano del bovone si infila tra la folla... e mi afferra per la spalla. Mi trascina sulla pedana. Mi mette a sedere. Si mette a sedere su di me. Mi prende le mani e se le passa su tutto il torace, neanche troppo unto. Io, stranamente intatto da qualsiasi imbarazzo, lascio fare come un esperto fruitore di simili servizi, con un sorriso ebete stampato sulla faccia. Si arriva al fatidico punto... gli abbasso le zip che cingono i minuscoli residui di jeans sui fianchi, e il bovone rimane con addosso solo un asciugamanino. L'estrema barriera è però solo per i comuni mortali, non per me: la mia mano viene sospinta a testimoniare la presenza sulla terra di organismi viventi mai classificati prima d'ora, e ai miei occhi viene concessa la mistica visione di un velo che si apre a rivelare la proboscide del dio Ganesh. Mi riprendo solo col bacio del bovone, che mi dice "Gracias" e mi riaccompagna nell'ora invidiosa folla.Trasfigurato dall'evento, mi getto nelle danze cercando di adocchiare qualcuno che sopisca la sete scatenata dal bovone... ma nulla accade per tutta la notte. Ma il ritorno a casa mi vede comunque felice e appagato.

---Martedi: al Metro
Premessa: il Metro è il posto in cui anni fa incontrai Francisco, mi perdido amor. Una serie di parallelismi e coincidenze mi facevano sperare per il meglio. Dopo pochi minuti di danze sulla solita house, adocchio un tipo in canotta nera, jeans e cinturone con teschio. Irresistibilmente tamarro. Ci guardiamo un po' e poi se ne va, abbandonandomi all'incomprensione più totale. Dopo un paio d'ore lo ritrovo... e decido di non mollare l'osso. Lo guardo e lo incalzo finché non è praticamente costretto a offrirmi da bere: la mia soddisfazione è somma. Stranamente facciamo conoscenza prima della canonica paccata da locale gay: lui è Eugenio, 37 anni ottimamente portati, originario della Mancha, lavora come assistente sociale coi bambini figli di immigrati. Io sono già all'altare per il tradizionale scambio delle promesse. Il suo unico difetto è un incredibile carico di metallo ai denti che mi fa pensare al cattivo di 007, ma il seguente test bocca-a-bocca fuga ogni mio dubbio in merito. Fortuna vuole che abbia così caldo da doversi togliere la canotta, e mi mostri una struttura fisica prestante e degna di nota. Non ci vuole molto a capire che me lo porterò a casa. Tutto è estremamente dolce: sguardi languidi, abbracci, traversate nel locale mano nella mano... e a casa il prosieguo è sullo stesso tono. Tutto molto molto bello... Alle 8.30 del mattino mi sveglio, sentendolo trafficare: dice che non riesce a dormire e preferisce andare a casa. Io con un argano mi tiro su per i convenevoli, prendo il cellulare per un ovvio scambio di numeri... lui mi bacia, infila la porta e se ne va, non senza la raggelante frase "Se vuoi, stasera sono al Pachà". Incredulo e troppo assonnato per rimanerci male, mi rimetto a dormire. Inutile dire che al Pachà non ci siamo andati affatto.

---Mercoledi: all'Arena Madre (again)
Nulla al mondo ci avrebbe fatto desistere dal tornare, di mercoledi, all'Arena: era la serata schiuma-party. Con Antonio avevamo già presenziato nella nostra precedente calata catalana (bello scioglilingua), e non vedevamo l'ora di tornarci: molto divertimento e un'atmosfera licenziosa da baccanale romano, solo molto più umidiccio. Prendete un mucchio di gente, uomini e donne, vestiti solo di succinti costumi da bagno, ficcateli in uno stanzone pieno di acqua e schiuma, ingozzateli di whisky&redbull e sparate musica house... il risultato è da girone infernale. Dopo aver trattato in malo modo un vecchiaccio che allungava troppo le mani in zone proibite, incontro lo sguardo di un culturista dalle fattezze di indio centramericano, o qualcosa del genere, non saprei classificarlo e non ci interessa: la parola chiave qui è "culturista". Ne misuro palmo a palmo la muscolatura, mentre lui incurante della gente attorno mi misura ben altro. Per un po' mi ci sollazzo, poi si spinge un po' troppo in là e in maniera un po' troppo sgradevole per i miei gusti; faccio in modo di perderlo di vista, e non lo vedrò più. Andiamo a bere e fumare al bancone; incontriamo un paio di ragazzi romani, uno dei quali conoscenza tangenziale del Queering, e l'alcool e il fumo raddoppiano, triplicano. Oscar, uno dello staff, comincia a scattare foto, richiedendo pose sempre più oscene, Se andate su www.arenadisco.com , nell'area delle foto, e cliccate sull'ultimo espumaparty di luglio, avrete modo di vedere orrendi ritratti dei nostri volti devastati dall'alcool, ma un onorevole primo piano delle nostre chiappe chiare.
Ma andiamo avanti... rientriamo a ballare, ormai totalmente confusi. Adocchio a un passo da me un tipetto molto caruccio che avevo già provato a molestare con scarsa fortuna; il caso vuole che uno dei romani lo adocchi anche lui; il tipetto, non si capisce bene a chi rivolga le sue attenzioni. Rimane solo una cosa da fare: con la naturale innocenza che appartiene solo ai bambini e ai serial killer, io e il romano decidiamo di applicare la manovra a tenaglia. Lo chiudiamo nelle nostre spire e lo soffochiamo di amore. Avremo trascorso circa un'ora, al centro della pista, con la schiuma ormai inesistente, coi costumi semi-calati, a costruire teoremi sull'improvvisato triangolo: un laocoontico gruppo ben oltre i limiti della decenza, un terzetto di pornodivi incurante che non ci fossero macchine da presa nei paraggi (almeno spero). Vi giuro che non sono mai stato così sconcio in vita mia, almeno in pubblico. Ci siamo divisi solo perché il locale ormai doveva chiudere. Io ho insistito per aspettare fuori e salutare il nostro ripieno di sandwich... dopo la scena di Eugenio, mi pareva proprio brutto non dire neanche ciao. Finisce che facciamo un po' di strada insieme a Juan Carlos (com'è regale dirlo), irreprensibile bancario barcellonese, anche piuttosto simpatico. Lascia intendere che vorrebbe continuare la poligonale nottata, ma dopo una rapida riflessione noi romani decidiamo che non è il caso e gli diamo la buonanotte; visto che nessuno dispone di telefono, Juan Carlos (com'è regale dirlo...) ci da appuntamento per l'indomani sera al Metro.

---Giovedi: per l'appunto, al Metro (again)
Ultima serata... un po' di tentennamenti sull'andare ancora, indefessi, a ballare (non da parte mia: io ero l'indefesso più convinto). Però ti pare che non sfruttiamo l'ultima noche per un ulteriore, breve flirt spagnolo? e poi dovevamo ritrovarci con Juan Carlos (com'è regale dirlo)... Insomma, alla fine andiamo. Inutile dire che la nostra regale ipotenusa non la troviamo. Io però (dopo qualche ora) trovo un fanciullo biancovestito, bello come il sole... solito scambio di sguardi, solita solfa del tiguardonontiguardopiù. Ormai avvezzo a queste improvvise e incomprensibili schermature, vado solitario a prendermi l'ennesima birra (Antonio se n'era tornato a casa a dormire, Max era sparito inseguendo non sapevo chi). Torno sul limitare della pista ad osservare il bel giovane, che da lontano si fa ben più spavaldo e mi fissa. Decido che è tempo di agire. Muovo un passo... e mi si para davanti uno che fino ad allora non avevo proprio visto. Mi spoglia con gli occhi. Io, che di giochini tiguardonontiguardopiù ne ho abbastanza, gli offro un po' della mia birra. Lui ne prende un po', poi prende direttamente me. In capo a un minuto sono totalmente perso nell'amplesso col tipo, orecchini, basettoni, tatuaggi, costituzione simile alla mia, mani molto più svelte delle mie a infilarsi dove in teoria non si puote. Penso al biancovestito che penserà che sono un po' puttana, poi penso che sarà bene che pensi che ogni lasciata è persa, e la ritrosia non sempre è vincente. Andiamo a fumare, e lì parliamo. Lui è Alessandro, 34enne brasiliano con padre campano. Non so altro perchè non fa che ripetere "Estàs guapissimo"; io gongolo e ricambio. Si rammarica per il fatto di essere in moto e avere un solo casco, perché vorrebbe portarmi a casa sua. Io replico che tanto non si potrebbe, sono in partenza e ancora devo fare i bagagli. Mi concentro su un suo difetto per salutarlo senza troppa difficoltà... ecco, non mi piace che apponga la sua bocca sulle mie orecchie e poi azioni una sorta di idrovora a fiato. Decisamente negativo. Ci salutiamo, comunque a malincuore, con la reciproca convinzione che se ci fossimo incontrati in un altro momento avremmo potuto combinarne delle belle.
E così si conlude il resoconto delle mie esperienze di rimorchio discotecaro a Barcellona... Max, aspettiamo le tue cronache! E... quando torniamo a Barcellona? :)Besos a todos los bloggeros!




Incontenibile voglia di condivisione...

Tanto per avere una vaga idea di come sarebbe stato vivere nell'appartamento con noi... cliccate qui!

http://www.youtube.com/watch?v=MRT9c3R4baM


besitos

Sesso, alcool e house music


Tesori miei... tornare da Barcellona, come anche il blogghino Max confermerà, si sta rivelando una vera tortura. Lì avevamo ormai trovato uno stile di vita consono a due ragazze vivaci e scanzonate (non ci metto il Mastro in quanto fidanzato) quali siamo, e qui ci aspetta la morte sociale. Lì alcool dal tardo pomeriggio alle prime ore dell'alba, distributori di sigarette in ogni locale e intraprendenti ragazzotti pronti a metterti le mani addosso. Qui pochi ragazzi, e tutti virtuali; alcool quanto basta e solo durante i pasti visto che non si esce. E soprattutto... niente sigarette. Ho terminato le restanti 3 del pacchetto spagnolo sabato mattina, e ad oggi (siamo a martedi sera) non ne ho più toccata una. Rivelando, più che una forza d'animo degna di nota, una cocciutaggine che rasenta l'idiozia... ma mi ero ripromesso di provare a smettere una volta tornato dalle vacanze, ed eccomi a mantenere la parola data. Vado a prendermi una tazzuriella di limoncello, così sopisco con l'alcool l'insana voglia che mi è venuta parlando di tabacco. Aspettate...
Ecchime (cum limoncellum). Allora, cosa raccontarvi? del delizioso appartamento che ci ha ospitato per quasi una settimana, con le blatte a darci il benvenuto sulle scale, la doccia che si intasava, il frigo che non si chiudeva e il lavello ikea che sfidava ogni concetto di ergonomia? o dei moijotos e sangria del tramonto sulla spiaggia nudista di marbella, assediati da omaccioni discinti e patonze trans-geniche? dei giri culturali delle mattine, con il sonno a farci da audioguida in odor di ecstasy? o delle conquiste che le vostre amiche hanno mietuto nella loro pur breve permanenza barcina?
Oh, mi pare di capire che vorreste i racconti dettagliati delle conquiste... beh, seppure a malincuore (io propendevo per la cultura, ma tant'è...) vi accontenterò. Io narrerò delle mie, Max a suo tempo racconterà di sè (anche perché, in tutta sincerità, io non saprei proprio fare un consuntivo... eh, la cara, quatta quatta max! :*)
Come mio costume, andrò con ordine, senza fronzoli e dritto al punto (un po' come i barcellonesi che ti rimorchiano in discoteca)...
---Sabato: al Salvation
Un po' intimiditi dalla folla, ancora insicuri, ci buttiamo in mezzo alla pista. Dopo una manciata di minuti arriva na folgorata 18enne di sesso maschile, che ci gira attorno con fare puttanesco e ci palpeggia indistintamente. Io azzardo una pacca sul sedere, ed è la fine. Si spoglia, si struscia, si stuzzica i capezzoli con fare lascivo. Noi ci guardiamo inebetiti e decidiamo altezzosamente di andare a bere, abbandonando la poverina in mezzo alla pista. Lei si rifarà poco dopo; noi, pieni di ùbris e ancora non disposti a rintuzzarci di lascivia, zeppi dei pregiudizi della scena romana, restiamo a bocca asciutta e torniamo a casa distrutti dopo ore di dance sulle hit spagnole ed ettolitri di sudore altrui sulle nostre magliette.
---Domenica: all'Espace
Abbiamo un caduto: Max giace a letto incapace di risvegliarsi. Io e Anto decidiamo che non si può sprecare una serata, e alle 2 usciamo di casa, appena in tempo x ottenere l'ingresso gratuito che scadeva alle 2.30. Musica House pesantissima e quasi solo uomini. Una serie catastrofica di buchi nell'acqua, finchè adocchio un tipo proprio caruccio. Lui non mi si caga... ma sarò io strabico per la stanchezza, lui accecato dal fumo, mi si para davanti uno dei suoi amici e mi dice che sono molto carino. Leonardo, uruguayano 28enne, più in là non va... balla con noi, ogni tanto mi urla qualcosa nell'orecchio sfondandomi il timpano, e basta. Quando io e Anto, all'alba, decidiamo di andarcene, lui ci blocca e mi chiede il numero di telefono. Glielo fornisco, ma chi sa mai per quale motivo esso non verrà mai utilizzato, e Leonardo mai più incontrato. Ma qualcosa si va smuovendo...
Regà, mi si stanno chiudendo gli occhi... sarà il limoncello :P Sono sicuro che non ve ne avrete a male se continuo domani, tanto c'è già fin troppo da leggere... vi posto una foto emblematica, va :) hasta pronto...

martedì, agosto 07, 2007

Desayuno con diamantes

Ed ecco il risultato dell'indagine cui Max diede l'avvio... in terra Catalana, alla Fnac, trovammo un dvd con differente locandina ma medesimo titolo in Castigliano: Desayuno con Diamantes. A quanto pare all'epoca doveva esserci una forma di boicottaggio culturale ai danni della povera Tiffany's...

sabato, luglio 28, 2007

Diamants sur canapé


Mie/i care/i,

ho solo pochi istanti anziché i lunghi minuti/ore di cui avrei bisogno per raccontarvi il mio soggiorno parigino/bis. Per ora mi limito a postarvi quest'immagine, imbarazzato di rintuzzare la geremiade di Claudio, al quale va tutta la mia solidarietà nello sconforto. (Ma quando tornerai a settembre come Claudio il Bianco avrai la meglio sulle Famiglie dalle Cento Teste!).
La traduzione francese di Breakfast at Tiffany's mi ha gelato il sangue, la prima sera che sono arrivato, e dunque inaugura (anche se temo non avrà seguito) la serie dei miei mémoirs parigini come una sorta di prologo cinéphile sullo spirito balzano del popolo gallico, di cui saprete apprezzare la finezza.

Ma al ritorno da Barcellona saprete tutto delle nostre esperienze con catalane!

Un bacio a tutte/i
N.B: Ovviamente, canapés si riferisce alle tartine (corrispettivo del "breakfast" originale?)

mercoledì, luglio 25, 2007

THou shall not pass

Carissim*,

come preannunciavo nel commento al post del buon Carlo, eccomi qui a quasi una settimana di distanza, a raccontarvi della mia esperienza come biglietto da visita di una nota università italiana durante l'accoglienza delle Matricole.

Anni di studi per ottenere un (costoso) pezzo di carta che certifichi la mia elevata preparazione culturale sono stati infatti determinanti nell'assegnare a me, me e non una qualsiasi bimba brufolosa al secondo anno, la possibilità di spiegare a quest* fanciull* disorientati i numerosi motivi per cui scegliere una facoltà Umanistica è la cosa più adatta per la loro vita.

Potete già cogliere l'ironia di chi, ai margini anche del lavoro atipico, debba invitare ignari giovani a commettere LO STESSO errore... Ma in fondo, non era un grosso sforzo: credendo ancora nella superiorità intellettuale, umana e - aggiungerei addirittura - morale, delle nostre materie, era facile argomentare che "questo è il migliore dei mondi possibili per te!". Meno facile tuttavia era vincere le domande, terribilmente precise dei loro genitori e il senso di nausea che mi provocavano i loro teneri (?) virgulti...

Ma andiamo con ordine.

Come ogni anno, l'orientamento si svolge all'aperto, sotto tendoni di plastica congegnati in modo che il calore già preoccupante dell'esterno si concentri e si amplifichi all'interno: questo credo per depurare l'organismo degli addetti a lavori di sostanze tossiche, umori negativi e forze fisiche, acciocché non venga in mente non solo di rispondere male a un possibile iscritto, ma anche di provare un qualsiasi reazione di sdegno. In questa serena atmosfera, si sono avvicinati ai nostri banchetti 4 tipologie umane:

1 IL DECISO-DECISO: non ha bisogno di informazioni (e per questo lo adori). Arriva, prende il materiale per il corso di laurea triennale e specialistico (tanto sa già cosa farà), e se ne va salutando in corretto italiano. Percentuale avvistata: 0,1%

2 Il DECISO TENTENNANTE: ha sentito parlare di "Lettere" ma non capisce cosa si debba fare: ritiene sia la replica dell'ora di Italiano delle superiori, ma spostata in orari diversi e con diversi professori. Sa che farà quello, ma cosa di preciso no: alla notizia che può scegliere fra numerosi corsi di laurea arraffa tutti i depliant presenti e spera che ce ne sia uno con scritto il suo nome. Percentuale avvistata: 3,9%

3 L'INDECISO QUALUNQUISTA: non ha interesse per nessuna materia in realtà. La sua vocazione è calciatore/velina, ma una fastidiosa obesità unita a numerosi difetti gli precludono questa brillante carriera. Per scalare la cima della vita vorrebbe fare il medico chirurgo come il Dr. House o l'avvocato dei film, ma sa che i test d'ingresso rischiano di tagliarlo fuori. Lettere comunque è una laurea dignitosa e l'accesso è aperto a tutti... Percentuale avvistata: 89%

4 HOMO SEMI-SAPIENS: questa bizzarra sottospecie umana, a stento si fa comprendere dai suoi simili più evoluti. Impossibile sapere se sia interessato a una materia piuttosto che a un altra per la rozzezza tanto dell'eloquio quanto della gestualità. Convinto da qualcuno (genitori compiacenti? Maestri disperati? Vicini lobotomizzati?) di essere "portato", quando non addirittura "gifted" ["dotato" poteva dar adito a sovrainterpretazioni] non crede di aver problemi a imparare 5 lingue in un paio d'anni, finire in un paio i giorni le sue tesi, e riuscire nel frattempo ad accoppiarsi con il maggior numero di organismi viventi. Questà è l'università, no? Percentuale avvistata: 7%

A tutto questo va aggiunto che spesso il giovane si presentava accompagnato da vari familiari, il cui numero aumentava con l'aumentare della distanza da casa e con il diminuire della grandezza del posto di provenienza (quindi per capirci, se l'alunno futuro fosse provenuto da un paese con meno di 500 abitanti a 650km da Roma, era accompagnato da Madre, Padre, Fratelli e Sorelle, Nonni, zii ed eventuali cugini fino al secondo grado): loro erano il vero scoglio. Dire a un alunno delle categorie 2, 3 e 4 "non c'è numero chiuso", significava vedere la gioia sul suo viso (anche se il tipo 4 lo interpretava come: "anche le sceme/gli scemi possono entrare e io me li/le faccio!"); dirlo a un parente invece sortiva l'effetto di vedere una smorfia di disprezzo sul suo volto che sottointendeva: "e certo, non contate un cazzo, ci credo che prendete cani e porci... ma mia/o figli*/nipote/cugin* non lo avrete mai finché vivo..."
Capirete come la mia reazione alla fine delle due giornate sia stata molto simile a quella del buon Gandalf:
"TU NON PUOI PASSARE!", avrei gridato... ma il tendone aveva spazzato via le forze e solo gli antidepressivi potevano tirarmi su.
Il pensiero di farlo di nuovo a settembre mi eccita come l'idea di vedere la signora Taylor nuda con Michael Jackson che le massaggia i piedi... Ma per denaro, cosa non si fa?
BAci Baci

lunedì, luglio 16, 2007

julie in july




cari blogghini

mi vorrei lamentare della vostra continua assenza dalla rete. qui tutto è umido e non so nulla di voi. in compenso ho fatto amicizia colla donna delle pulizie del mio block al collegio. si chiama julie. ho fatto amicizia anche con un tipetto roscio che mangia cereali alle dieci di sera mentre io cucino del petto di pollo (sainsbury, 20 min prima della chisura, 1 pondo invece di 5 perché scadeva il giorno dopo... succedeva tre giorni fa, ancora sto mangiando il chilo di petto di pollo che ho comprato) dicevo, mentre cucino del petto di pollo direttamente in un tikka masala estratto dal barattolo comprato da sainsbury ugualmente ma a prezzo pieno.

ieri sera al tipetto roscio casca un po' di succo di frutta per terra e va cercando un pezzo di carta e non lo trova. cerca, cerca, cerca alla fine si decide. prende uno straccetto dal lavandino, strofina con cura il pavimento, lo rimette nel lavandino. julie tutte le mattine passa lo straccetto sul tavolo e su tutte le superfici della cucina.

io tutte le mattine e tutte le sere appoggio cibo e quant'altro su tutti questi luoghi, eccetto il pavimento.
stamattina julie entra in cucina, tanto affaticata. ha il secchio dello straccio. lo solleva.





lo porta all'altezza del lavandino e ce lo svuota dentro. io finisco di fare colazione, impassibile. poi mi alzo e vado a lavare i piatti nel lavandino, per scoprire che dentro, appena rimersi dal diluvio del secchio di julie ci sono le spugnette che usiamo per lavare i piatti e lo straccetto che s'era fatto il giro del pavimento la sera prima. lavo i piatti, li metto ad asciugare su una delle superfici che normalmente sono di pertinenza dello straccetto e mi dico che il nostro rapporto con i batteri deve essere più una questione psicologica che fisica. oppure che i batteri hanno preso controllo del mio corpo e ormai sono loro a parlarvi.... datemi del voi.


baci


domenica, giugno 24, 2007

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Cari blogghini, due righe.

Prima di tutto della roba che potevo mettere nei commenti ma invece metto qui.

Tanti auguri Flavia! I trent'anni vengono per tutti, vero, ma per alcuni vengono dopo, che ci vogliamo fare? faremmo forse in modo che non vengano mai?

poi: sono commosso alla vista delle zanzare lesbiche, latina non si lascia mai sfuggire la palma di avanguardia culturale del basso lazio. Forse sarebbe bene interpretare la mia presenza al pride come affermazione di orgoglio pontino, prima ancora che di maledetto invertito.

Poi ancora. Ho provato a leggere il post di gino. Gino, mi dispiace, ho rinunciato. Le mie lenti sono state promosse a 11 diottrie dall'oculista, prima di comprare cane e bastone e iscrivermi al corso di braille finirei la tesi, ancora scuse.

E veniamo a Cambridge. Piove. Fa freddo. In compenso sei contento di stare in biblioteca. Quella dell'universita' e' semplicemente immensa, non si puo' descrivere l'emozione di cercare un libro e trovarlo. Il professore che mi accoglie poi e' uno spasso, una specie di papa', se non risvegliasse in me tutta una serie di inquietanti pulsioni gerontofile. Claudio l'ha conosciuto a dicembre, io vi mando una fotina* ricordo.

chissi

ciarlz
*nota filologica [17.07.07]: ho eliminato la fotina. la tesi mi stressa e ho cominciato ad avvertire una nota ominosa nel pur ammaliante sorrisino del prof.

giovedì, giugno 21, 2007

A U G U R I FLA!



Arriveranno anche per noi, non temere.

Resta a te la consolazione, certo meno grassa della torta in foto ma sempre consolazione, di essere quella che forse se li porta meglio.

Un grossissimo bacio e trenta allegre e virtuali (e allegre forse perché virtuali) tirate d'orecchio.

domenica, giugno 17, 2007

PRIDE 2 (un aneddoto irrilevante e assolutamente cretino)

All'altezza di Circo Massimo (io e Carlo eravamo distanti da Antonio e Gino al momento) si affaccia alla finestra una signora di mezza età (non questa nella foto, che ha una funzione puramente esemplificativa) con i capelli avvolti in un asciugamano, salutando.
Voce da un carro (di chi non ricordo): "Guardate, la signora si è rifatta la tinta! Ciao signora, sei bellissimaaaa!!!"

PRIDE 1 (osservazioni generalissime)

Data la mia attenzione ai fatti di Latina, e in omaggio a Carlo, che insieme con me, Gino e Antonio ha calcato il selciato della strada che da piazzale Ostiense mena dritto a San Giovanni, per esorcizzare da quest'ultima piazza lo sconcio delle orde familistiche, utilizzo questa immagine, tra quelle che sono riuscito a catturare con la macchinetta digitale per illustrare il mio lapidario ricordo della giornata di ieri.

Che, nella fattispecie, è stata bellissima, ma anche pesantissima, e per me Gino e Antonio si è conclusa al festone a Monculo (mai nome fu più azzeccato!) che ha finito per fiaccare le nostre forze e mettere in pericolo la nostra stessa esistenza di stanche ancorché giovini signorine.
Per inciso, io ho avuto anche a subire le rimostranze di mia madre per essermi introdotto tra la marmaglia (relata refero), e tra pride e festa si è interpolata una cena familiare in un circolo sportivo (tema della serata: tutti vestiti di bianco - doppio orrore!!!), dove, come se lo spirito del pride mi guidasse, ho appreso che a) mio cugino (etero a tutta prova) è andato anche lui al pride, e mi ha invitato ad andare insieme l'anno prossimo, b) ho cantato al karaoke Mi vendo (insieme al suddetto cugino e ad altri), c) ho insegnato a tutti a fare le lettere in YMCA. Chiamatemi l'apostolo delle genti.
Ora, siccome non so disporre altrimenti le foto che dovrei, sarò costretto a passare ad un altro post per raccontarvi un aneddoto irrilevante e assolutamente cretino.

giovedì, giugno 14, 2007


Orrrooooooooreeeeeeee!
ed è inutile che ghignate malevoli...toccherà anche a voi, a chi prima e a chi dopo...ma vi toccherà, AH! se vi toccherà....
Per cui niente battutacce stronze! Pensate piuttosto a cosa regalarmi...e anche a disdire qualsiasi impegno abbiate preso per domenica 24 giugno, perchè io sarò li con voi e avrò bisogno di alcol e del conforto degli amici più cari. Per coloro di voi che debbono alzarsi presto la mattina dopo per andare a lavorare e sperano in tal modo di tornare a casa presto un consiglio fraterno, anzi sororale: datevi malati lunedì. Ci sono altre domande?

martedì, giugno 05, 2007

EDECCAVVOI......


Si sono proprio io! Vedete come mi sono ambientata bene?
In caso ve lo stiate chiedendo: no, non sono diventata una seguace di Sai Baba e no, non verrò gettata sulla pira ardente dovesse il Tigrotto venire tristemente a mancare, sono solo passata per le mani di Mamma Tigre in un pomeriggio piovoso, e da ragazzetta ubbidiente quale sono ho lasciato che mi avvolgesse in sei metri sei di seta indiana!
Tanto più che suddetta seta era di un'irresistibile rosso kharmico, potevo resistere?
Ah! Sono tornata ieri mattina e il jet-lag è galoppante...niente più giungla e solleone, niente più macachi e iguane, niente più venditori ambulanti di Char Kwai Teow e Nasi Lemak....sigh...solo nebbia nella brughiera e una chiazza d'umido sul soffitto del salotto che un mese fa non c'era...
Presto tornerò in me e invierò copiosa documentazione fotografica delle mie scorribande nell'altro emisfero, vi bacio topi carissimi!

lunedì, maggio 14, 2007

Una rondine non fa primavera...

Conoscete tutti il detto, e mi chiedo se sia applicabile anche nella verde jungla ora alle prese con la nostra amatissima Perla (ignoro peraltro se le rondini si trovino in Malesia o se siano tutte fuggite per evitare di essere fatte allo spiedo da Sandokan lui-même).
Ma al di là di queste domande (per cui sono certo qualcuno avrà una risposta) ho anche io le mie certezze: una rondine non fa primavera MA un tormentone da discoteca fa estate!

Posso quindi annunciare a tutti voi amanti del torrido clima estivo, voi inconsolabili nostalgici della spiaggia, voi che ascoltate in rive affollate il suono di ciacolanti famiglie, che la vostra stagione preferita è arrivata!

Ecco il link al video più HOT dell'estate...
http://www.youtube.com/watch?v=mzusOSU-ByY

venerdì, aprile 20, 2007

La Perla del Labaro nel Borneo selvaggio

Cari Topi che trepidazione! Tra poco più di una settimana la vostra Perla adorata con Tigrotto annesso calcherà il suolo che Salgari solo con il pensiero potè lambire! Ho gia preparato l'assurdo cappello con veletta bianca e soggolo che la mia eponima soleva indossare affinchè le carni nivee fossero risparmiate dai raggi urticanti del sole....Più realisticamente, ho messo in valigia l'indispensabile talco fissan, giacchè la vostra perla del Labaro è da anni affetta da un fastidioso disturbo dermatologico noto ai profani come "allergia da pannolino" o "suderella". Esso consiste nella comparsa di pruriginosissime bolle in qualunque occasione la temperatura esterna superi i 24° c. E.... no, qualora ve lo steste chiedendo, non mi succede solo se indosso un pannolino. Mi succede in qualunque occasione e su tutto il corpo. Spiritosi. Ecco, visto che in Malesia le temperature sono ben oltre la soglia di guardia e il tasso di umidità si attesta al 90% credo che passerò due settimane pastellata nel borotalco come una geisha imbiaccata. Che figurone farò presso le tigri di Mompracem! Mi scambieranno mica per Anna Oxa?!

domenica, aprile 01, 2007

La Passione di Gino

Cari amici vicini e lontani,
ancora una volta ho dimostrato di essere troooppo avanti, come dicono i Ciòvani d'oggi. Impaziente di festeggiare la Santa Pasqua, ieri ho deciso di intraprendere una personalissima via crucis, rivisitando i tormenti di Loro Signore Gesù precedendo di una settimana i riti ufficiali. Vestito di tutto punto, completo gessato e scomodissime scarpe, salgo in groppa al mio asinello Honda e passo nella capanna dell'apostolo Fabrizio, per portarlo con me alla sacra funzione. Donna Margherita, rispettosa dei miei precetti, decide di restare e badare al focolare domestico, unica pratica che si addica a una femmina. L'asinello ci porta in un baleno alla Villa dove si tengono i festeggiamenti nuziali di Donna Sgarbozza, la Madre Superiora del Tempio "F" in cui io, Fabri e altri Volenterosi ci ritroviamo quotidianamente per curare antichi volumi e offrire cibo alle menti del volgo. Lì giunti, salutiamo i Volenterosi del Tempio "F" già convenuti, e offriamo i nostri sentiti omaggi alla Madre Superiora di lilla vestita, radiosa e già brilla. Una manciata di minuti, ed è subito chiaro che il mio progetto, di bissare il miracolo delle nozze di Cana e tramutare l'acqua in vino, è del tutto superfluo: di acqua non c'è la minima traccia, ci vorrebbe una sonda x scovarne una goccia, come su Marte; in compenso l'alcool scorre a fiumi e basta una rapida occhiata per capire che la quasi totalità degli invitati ne sta abusando. Sobriamente, ci facciamo versare da bere anche noi dai servi preposti all'incarico, e usciamo a fumare il calumet della pace assieme agli altri Volenterosi. Pian piano l'attenzione di noi tutti viene richiamata da un movimento turbinoso all'interno del salone: solitario nella sua ebbrezza, il Grande Capo P volteggia in preda al ballo di San Vito, sbracciandosi e attirandosi sguardi indiscreti; noi, figli del Tempio "F", rispettosi come i figli di Noè ubriaco, accorriamo a danzare attorno a lui, per coprirne le indiscrete movenze ed evitarne il pubblico ludibrio. E' la fine: un'assassina selezione di diabolica musica Anni '80 ci fa diventare tutti indemoniati. In particolare io, che come ben sapete se inizio a dimenarmi non mi fermo più, comincio a dimenticare ogni rispetto di me stesso, faccio volare via la giacca, estraggo la camicia dai pantaloni e impazzisco totalmente. Evidentemente scontento del non aver potuto operare il miracolo dell'acqua e del vino, pratico una magia all'interno del mio corpo, e moltiplico a dismisura gli effetti del poco alcool bevuto: in breve, non capisco più una sega (non sono volgare, è che con papino falegname certe espressioni hanno l'innocenza dell'uso quotidiano). Non starò a dilungarmi sui particolari delle danze, anche perchè non ne ho memoria: solo, ringrazio la Madonna (la mammina) che gli stregoni musici non abbiano messo Madonna (la divina), altrimenti sarei salito in piedi sui tavoli e su quei due piedi probabilmente sarei stato licenziato dalla Madre Superiora nonché Sposa. Dopo aver volteggiato insieme a colleghi e colleghe, bevuto un altro mezzo drink ed essere riuscito a usufruire dei vespasiani senza creare danni, decido che è arrivato il momento di fermarsi (non so se prevale la stanchezza o la sensazione di essere al centro di un altro Big Bang).
Di fuori, l'apostolo Fabrizio e la pia Cristiana mi guardano come se il truccatore dell'Esorcista avesse usato i suoi pennelli su di me: devo essere così pallido da far concorrenza alle lenzuola della nonnina dell'Ace. In effetti sento di non stare propriamente in forma; dalla panchina su cui mi sono inconsapevolmente accasciato, decido di staccarmi dalla folla e raggiungere l'ulivo (nel mio delirio mistico è un ulivo, nella realtà non ne ho la minima idea perché ne vedo solo le radici), per pregare in solitudine come nell'orto dei Getsemani. Inginocchiato sulle radici, apro la bocca per pronunciare parole significative, ma quel che ne esce è ben altro; seguono così interminabili minuti di va-e-vieni dalla panchina all'ulivo, mentre un capannello di gente si raduna ad assistere impotente al mio dolore. Nei rari momenti di lucidità penso alla vergogna di avere un collasso proprio al matrimonio della Madre Superiora, e prego che non mi vedano né lei, né lo sposo, né i parenti di quest'ultimo, a quanto pare rappresentanti delle mejo famiglie patrizie di Roma. Penso che anche svomitazzare di fronte ai propri colleghi di lavoro non è il massimo, e già mi preparo a settimane di legittime prese di culo all'interno del Tempio "F". Mi giungono gli echi delle loro supposizioni sul da farsi, ma l'unica soluzione che vorrei sentir proporre (darmi una mazzata in testa e lasciarmi morire lì) non è tra quelle contemplate; al buon Fabrizio che si avvicina mentre sono ancora inginocchiato ai piedi dell'albero sussurro "Voglio morire", ma non coglie la serietà della mia richiesta e pensa a una delle mie solite iperboli. A chiunque altro si avvicini per chiedermi come sto, alzo il pollice in una pessima imitazione di Fonzie per dire che va tutto benissimo, quando è evidente che così non è; ma un po' gioca il mio solito orgoglio, un po' il sospetto che uno di loro sia Giuda e venga a darmi il suo bacio prima di consegnarmi alla polizia, cui mi ha venduto per trenta euri. Nella totale farneticazione ai piedi dell'ulivo, penso con rammarico che quell'albero ora appestato non darà più frutti, oppure guardo la cavità nel suo tronco e penso all'opportunità di ritirarmi a vivere lì dentro come il piccolo Buddha ora scomparso, in un sincretismo religioso che solo una sbornia può rendere plausibile.
Alla fine, la svolta decisionale di Fabrizio e della Pia Cristiana: lasciare lì il mulo Honda, su cui non riuscirei mai e poi mai a restare in equilibrio, e portarmi a casa sul carro a quattro ruote. Mi ci portano di peso, mi fanno salire sul sedile posteriore e lì praticamente svengo. Mi viene poi raccontato che giaccio immobile a occhi aperti, e rantolo in risposta ai loro richiami: io non ne conservo memoria alcuna e sono convinto di avere dormito placido e tranquillo. Arrivati a casa mia, scendo dal carro, mi metto faticosamente in piedi e subito do di stomaco per l'ennesima volta: insozzo proprio l'area di parcheggio di Claudio, e tento di comunicare a Fabrizio che è stata una vera scortesia da parte mia, ma tutto quel che riesco a dire è più o meno "claaaaaa oooooo ggioooo mpfmfmfpfmp". San Fabrizio mi prende le chiavi e pensa lui a far scattare le varie serrature, mentre io gli rendo il compito difficile indicandogli tutte le chiavi sbagliate; mi porta in camera e mi toglie perfino le scarpe, ed io ancora vestito mi butto sotto le pezze e collasso. Per chiudere il racconto con una nota di orrore... non dimentichiamo che anche Fabri e Cristiana erano piuttosto ciucchi, e che tutta l'operazione di salvataggio dev'essere stata per loro faticosissima. Grazie, Grazie, Grazie miei prodi... eterna riconoscenza e sempiterne scuse per avervi rovinato la serata...

PS: tanto per recuperare toni biblici... stamattina mi sveglio con gli occhi gonfi, tocco il cuscino e vi trovo due lacrime cristallizzate... penso a un miracolo degno di Civitavecchia, ma sono solo le mie lenti a contatto che devo avere espulso nel sonno (ovviamente non ho avuto la forza di toglierle ieri) e che si sono essiccate. Poi mi sono messo a riflettere sul perchè, visto il poco alcool ingurgitato, io sia stato così male; la sola risposta plausibile è che ho avuto un calo di forze, un momento di debolezza... e ora vi chiedo: è possibile che avendo rasato i miei capelli al pomeriggio io, come Sansone, abbia perso tutta la mia resistenza?

PPS: Vi ho raccontato tutto scherzando e ridendo, ma a parte che non sono mai stato così male... provo una vergogna indicibile! ma vi pare che al mukka, in mezzo al coattume più totale, bevo come un tifoso del manchester e sto benissimo, mentre poi bevicchio un cocktail alle nozze della mia direttrice e mi copro di ridicolo??? potrò mai scendere più in basso di così???