Che filologica ironia...
(Per i meno avvezzi di voi alla letteratura tardo-antica e alle mie vicende personali, spiegherò subito che il titolo del mio post è lo stesso dell'operetta di Rutilio Namaziano su cui verteva la prova di Dottorato a Roma...)
Di ritorno dalla mia settimana friulana leggo l'appello disperato di una casalinga sua malgrado (Desperate Not-Willing-To-Be Housewife's Call? Se ne potrebbe trarre una serie poliziesca di successo? Giro la proposta a Mairiolina Invernizzi di Francia, ora Aguirre) e tosto mi adopro a palesarle la mia presenza.
Nei giorni scorsi, come ho detto, mi sono recato in giro per il Friuli e la Venezia-Giulia (in ottemperanza alle voglie secessionistiche degli indigeni tengo distinte la parte settentrionale, che si considera Italiana - Suo Malgrado - e reputa l'altra una fastidiosa escrescenza spuntata nelle proprie terre, e quella meridionale, che si reputa Italiana - Suo Malgrado senza Grado - e reputa l'altra un'irritante necessità della Storia) in cerca di fortuna. Non so se l'ho trovata, a dire il vero: ma avendo fatto un buono scritto e un soddisfacente orale mi sono tolto i dubbi che mi erano rimasti dalla mia performance romana. Oltre a ciò, come un geriatra, ho visitato anziani: parenti per lo più, o amici (antichi) di famiglia: essi, forse scambiandomi per Uno di Loro (etnologicamente parlando, non certo anagraficamente), hanno affogato il mio fegato in masse di burro fuso, polenta, frico (una specie di frittata di patate, con formaggio al posto delle uova, tenuta assieme da buro e olio), verdure cotte (con salse burrose) e altre colesteroliche amenità. Il tutto annaffiato sapientemente da rossi locali (che rifiutare pareva un'eresia).
Scrivo dunque queste poche righe per testimoniare della mia presenza, con la valigia pronta per un centro benessere in cui, oltre ad una sessione di flebo di sali minerali ed una lavanda gastrica, valuterò l'ipotesi di sostituire l'apparato circolatorio (che suppongo intasato come il Muro Torto un lunedì mattina di pioggia) e - in caso - sottopormi ad un nuovo trapianto di fegato (non so se il vino abbia intaccato l'organo che, come certo sapete, è una protesi della The Coca-Cola Company).
Baci sugnosi a tutti.
1 commento:
Vedo che le menti sceneggiatorie all'opera su questo blog sono già all'opera.... le ultime notizie della Signora Invernizzi etc. la davano alle prese, insieme alle sue ghost writers (writresses?) tenute segregate nel suo castello spagnolo alla milionesima versione del suo sceneggiato controverso. Presto potrebbero esserci sue notizie, ma temo che anche le sue vicende personali la tengano attualmente impegnata. Accolgo con gioia le notizie etnografiche col sapore antico della tradizione che Claudio ci dà. Un bacio a tutti, sperando di postarvi presto qualcosa anziché cannibalizzare i vostri post.
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