
Spero di avere "quotato" correttamente la frase... la pronuncia Justin Bond in "Shortbus", e già la sua era una citazione. Ora, come nel telefono senza fili, citare una citazione può portare a qualche piccola variazione, ma il senso vi assicuro era questo (e i miei compagni di visione potranno sostenermi), e lo trovo quanto mai pertinente in questa sede di post colmi di disillusioni, almeno gli ultimi tre (salvando quello di Carlo). Che tra l'altro coincidono col mio invecchiamento tardo-adolescenziale, o pre-rigor-mortis, fate vobis. Tutto il mondo si è ingrigito nell'animo, o sono io che vedo tutto nero improvvisamente? O forse è solo che si sta avvicinando il Natale, e mentre gli altri si fingono più buoni noi continuiamo imperterriti a rodere la triste realtà col dente avvelenato? Sia quel che sia, com'è ovvio mi unisco (da bravo basso che si sta ributtando sotto i riflettori) al coro di Fab e Fla, prefiche del lavoro desolato, sentendomi com'è naturale particolarmente vicino al primo, con cui condivido la schiavitù sotto lo stesso marchio, nonché un desolante armadietto metallico in cui riporre i nulli averi durante le ore lavorative.
Cosa dire... gli studi umanistici forse non danno solo quel tocco di "fancazzista ma sveglio" che Fla postula nella sua teoria (ma si dice "postula"? non suona troppo come l'animula vagula blandula di adrianea memoria?). Forse c'è dell'altro... il fancazzista ma sveglio sa trovare il modo di rendere più leggero anche il lavoro più pesante ironizzandoci sopra; nel problem solving è quasi imbattibile, avendo passato tutti gli anni dell'università a far quadrare i cerchi e ad arrampicarsi su monti Rushmore di specchi per brillare a un esame o semplicemente per farsi ricevere da un professore; è pieno di interessi, per cui con tutti i colleghi trova qualcosa di cui parlare, favorendo la collaborazione anche quando si trova a lavorare in un campo minato sorvolato da avvoltoi; nel momento dell'inevitabile conflitto, anzichè grugnire improperi contro l'avversario può argomentare sul proprio operato, riuscendo il più delle volte a difendersi brillantemente dalle accuse; ha uno spirito da zelig fuori dal comune, come brillantemente dimostrano Flavia nel suo trasformismo da Lelly Kelly ad Alfred Mengele, o Fabri che si tramuta in hi-intenditore-fi, o anch'io che da raffinata signora quale sono mi irrozzisco per avere a che fare coi corrieri, coi quali entro il mese mi aspetto di concorrere nella tradizionale Gara di Sputi Natalizia.
OK, ho peggiorato la situazione. Visto che valiamo così tanto perchè stamo a fa gli schiavi? e pe no stipendio da fame, poi? Sigh... La verità è che lo sconforto a momenti prende anche me, che cerco di zompettare facendo Pollyanna per impedirmi di fare Cassandra e correre urlando sciagure prima di sfrittellarmi sulla colonna zeppa di magliette di Winnie Merda. Ma, tornando alla citazione... ormai mi basta attraversare le molteplici stanze di Felt senza perdere la dignità. Per cambiare il mondo c'è stato tempo, e non l'ho sfruttato.
Per passare a toni più leggeri... benvenuto alfine a Carlo, che ci ha deliziato con la sua storia ricca di humour britannico e pantomima pontina. Attendiamo invece con ansia il racconto dettagliato della nostra Flaviance Nightingetti alle prese col commercio benefico (a quanto pare non per la salute). E poi pensavo, rileggendo le nostre ultime esperienze... ma perchè andare così lontano, a Santi, Martiri e Calzari? Perchè incaponirsi a trovare soggetti astrusi e che ci costerebbero anni di ricerche (o preziose ore per inventare fandonie), quando i nostri racconti di vita vissuta sono così gustosamente letterari? Non potremmo sfondare nell'editoria col nostro blog, con opportune modifiche romanzesche, ovvero il solito mix di erotismo e spiritualità? io vedo di darmi una svegliata col sesso, qualcuno pensi ai dettagli della sua imminente conversione al brahamanesimo... fancazzisti ma svegli, uniamoci!!!
2 commenti:
commento con citazione buddista
hai ragione su tutto il fronte, ma come laureati umanistici dobbiamo puntare in alto. un palazzo di sette piani potrebbe bastare. consiglio la lettura di non buttiamoci giu' / the long way down, hornby, oppure due dita nella presa. sapete a che servono le prese di coscienza, bai de uei? a infilarci le spine dei rimorsi.
Si-Yu-Sun.
Mi asciugo una lacrima mattutina, dopo aver riletto il post di Gino e la Massima Di Saggezza di Carlo.
Cosa aggiungere a tutto ciò? Solo una riflessione (scaturita nei durante le ore di lavoro) su una frase di Gino:
"Per cambiare il mondo c'è stato tempo, e non l'ho sfruttato".
Car* Pollyssandra,
in realtà il tempo non è ancora venuto: finora si era solo alle prove generali, si affinava l'autocoscienza critica e si modava l'animo da quelle false credenze secondo cui la Giustizia coincide con l'equità.
Massime come "più diritti per tutti", "pace sociale" etc... che hanno costellato la nostra (nostra?) prima giovinezza andavano comprese a fondo e rimuginate a lungo, prima di poter trovare un modo per poter essere applicate.
Ora è chiaro a tutti che l'unica via reale per cambiare le cose è la presa del Potere; e che esso Potere deve essere nelle mani di Governanti Illuminati (Illuminati non per pubblica ammissione ma per autoconsapevolezza). Essi dovranno perseguire il fine Ideale, ma - fatti scaltri dal contatto con la massa e induriti alle richieste pietiste - lo faranno con un'Inflessibilità carica di Attenzioni.
Saranno per questo giudicati "cattivi" dai molti che confondono il giudizio etico con quello politico, ma poi la Storia (cioé i valenti storici fra le nostre file che ne scriveranno le gesta) darà sul loro operato un giudizio positivo.
Per cambiare le cose si prenderanno decisioni semplici tipo abolire la seconda fila; inasprire le pene per l'evasione fiscale con la confisca dei beni fino alla quarta generazione; prendere il monopolio assoluto delle sigarette e fare una sola marca (buona) a prezzo popolare; aprire dei campi lavoro per il pubblico delle trasmissioni della De Filippi e della domenica pomeriggio...
Insomma tante piccole cose che renderebbero la vita più gioiosa a tutti coloro che non sono ancora totalmente abbrutiti. Gli altri capiranno, col tempo.
Per fare tutto ciò si dovrebbe fondare un partito: per prevenire le obiezioni si potrebbe chiamarlo "Partito Cattivi Illuminati" o "Democrazia Coatta", che hanno il vantaggio nelle loro sigle di confondere l'elettore sprovveduto ma di farlo sentire a proprio agio.
Come slogan elettorale del movimento si potrebbe trovare qualcosa del tipo "Basta parcheggi per Handicappati!" o "Educate i vostri Figli o io educherò voi!", di sicura presa e risonanza.
Grazie... Ora sono di nuovo nello stato d'animo giusto per lavorare e sorridere al cliente che mi chiede la "Divina Commedia" abbreviata che se no è troppo lunga...
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