giovedì, novembre 02, 2006

Accademici senza una lira unitevi!


Cari topi!
Come rimpiango il dolce tepore di marana capitolina adesso che nella frigida Albione le massime sfiorano appena i 10 gradi! Mi sono astenuta dallo scrivere altri post per non riempire del mio flaviocentrismo questo spazio già affollato di ego ipertrofici. E per non intristirvi con la mia odissea di accademica senza una lira, costretta a bussare di porta in porta con un miserello curriculum tra le mainine intirizzite...ecco, già mi vengono gli occhi lucidi! A presto cari, vado a cercare nell'immondizia vecchie cassette della frutta per scaldarmi..

2 commenti:

max ha detto...

Cara Albionica Raggelata, anche noi ormai rimpiangiamo il tepore quasi estivo che scaldava a bagnomaria i nostri pensieri avanzati dagli anni passati, gli ultimi in cui avessimo ancora dei pensieri originali... dopo esserci lamentati del fatto che l'estate non finiva mai, da ieri possiamo lamentarci che l'autunno ci è piombato addosso tutto in un colpo, e questo giova molto al rinnovamento culturale dell'Italia e dell'Europa tutta. Io in particolare sconto un raffreddore a casa, sotto una cura massiccia di Efferalgan. Il che mi pone in qualche modo all'avanguardia delle nuove idee, che difenderò in un affilato pamphlet. Attendiamo tutti con ansia le manifestazioni del tuo ego, sarebbe interessante vedere quanti ego ipertrofici alla volta può contenere questo blog. Baci.

Claudio ha detto...

A un tale slogan non potevo restare indifferente... E - infatti - non lo sono stato, rispondendo prontamente a questo accorato appello.
Rientrando appieno nella suddetta categoria, posso appoggiare una battaglia nuova, che mi restituirà alle prische forze della giovinezza, quando mi scaldavo al calore degli Ideali e mi nutrivo dell'energia delle Cause Perse.
Un lungo tepore, quasi un inverno senza fine, aveva ghiacciato questi sentimenti e mi aveva reso cinico e crudele, indifferente alle brutture del mondo: ma il grido che giunge dalle terre oltremanica e il poderoso starnuto di Max mi risvegliano e mi incitano all'azione.
Ora, da buon accademico, vaglierò la situazione per un lustro e poi vi dirò cosa propongo: a quel punto seguirà spero una lunga discussione e una votazione conclusiva per alzata di mano, ripetuta fino al raggiungimento dell'unanimità.

Mi si potrà obiettare che c'è bisogno di azioni tempestive: ma alzando gli occhi dai manoscritti, contenitori transeunti di un'antica saggezza, risponderò che la fretta non s'addice all'Umanista e che i Secoli sono l'unità di misura del tempo dell'azione.

"Siamo come Nani sulle spalle di Acari Giganti".

(Ma che c'entra tutto ciò?)

Delirantemente vostro