giovedì, luglio 17, 2008

Scimmie e Mar(i)a Goretti

Ieri stavo guardando il Tg e una notizia mi ha lasciato perplesso: a detta del gionalista sembrava che nella Spagna di Zapatero, ormai sempre più decisa allo scontro diretto con la chiesa, il parlamento avesse varato un'impegnativa che obbligava il governo a predisporre in breve tempo una legge per estendere ai simpatici primati (simpatici per distinguerli da quelli che popolano la nostra televisione) i Diritti Umani.
Il mio pensiero, lo confesso, è stato: "Aiutaci, Dr. Zaius!"



Un po' perplesso, sono andato a controllare su Internet e ho scoperto l'esistenza di un gruppo, il GPA (Great Ape Project) che in effetti richiede per le scimmie dei diritti: quello di vivere in modo tranquillo, possibilmente libere e di non essere torturate o usate come cavie. Ma vi sembra il modo di dare una notizia? Voglio dire, se le richieste del GPA mi sembrano assolutamente legittime, il modo in cui le avevano annunciate parlando di Diritti Umani mi sembrava- francamente - alquanto ridicolo. Così come ridicole mi sembra la spaccatura all'interno degli animalisti, che vedono ora il concreto rischio che le scimmie ottengano un trattamento preferenziale... Non per fare paragoni, ma mica si sta parlando di disabili: sempre scimmie sono!
Comunque sia, il mio fastidio per il modo distorto di fare informazione non si era ancora sopito, quando ecco un nuovo colpo, molto peggiore: sembrava infatti che il nostro Presidente del Consiglio avesse (ma vi pare?) paragonato Mara Carfagna (sempre lei, poverina...) a Maria Goretti.

Mi sembrava incredibile... ma stavolta non era colpa di un'informazione malata...

Andando a controllare è risultato che in effetti Silvio, commentando le intercettazioni di cui tutti ormai sanno, avrebbe detto
Ma vi sembra che io vado a dire certe cose proprio a Mara che è una persona di santi principi?
da cui, naturalemente, sarebbe uscito il paragone con Maria Goretti...
Maria Goretti?
Quella fatta santa perché non volendola dare a un contadinotto, fu da lui uccisa?
E che c'entra Mara?
Forse che entrambe sono di gusti difficili?

lunedì, luglio 14, 2008

Il Pride che non c'era

Tante cose da fare e così poco tempo... ma prima di andare a Siena, e per sfogare la malinconia che si spalma sulla mia vita dopo giovedì scorso, per le ragioni amorose che alcuni di voi sanno, vado ad alimentare una Feconda Polemica, a latere di quella già sviluppatasi in coda all'ultimo intervento di Gino... Siamo dunque al lato della coda, e non so a quale punto dal centro della questione. Ora magari io, in quanto gay, sono particolarmente o troppo sensibile alle affermazioni dei comici di sinistra che si supporrebbe stiano dalla mia parte anziché soltanto dalla loro parte di persone con manie di persecuzione e deliri di onnipotenza. Fatto sta che questo Pride, secondo la Guzzanti, a Roma non c'è stato. Roba che neanche Parmenide, o un idealista dell'Ottocento. Credo che la Guzzanti dubiti anche che gli alberi possano cadere nei boschi, solo perché dalla sua finestra non si vedono. Chissà se anche questi alberi sono dei vigliacchi, perché vanno a cadere in zone lontane dal centro. Come piazza Navona.



(la foto di Elio Germano non centra granché... ma lasciate che io mi senta un po' paparazzo, no?)

martedì, luglio 08, 2008

Anch'io ministro!!!

Se basta così poco...
Vai Sabinaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!





domenica, luglio 06, 2008

Antropologia rurale, frequentante mio malgrado



Tediato dalle losche nubi qui ritratte, che mi impediscono la tintarella pomeridiana (integrale, visto che il sole batte nel mio appartamento e davanti non ho nessuno da scandalizzare con la mia nudità), e rincoglionito dal suono delle campane, che qui a Padova si producono in infiniti concerti ad ogni ora del giorno e della notte (sono diventate il mio nemico numero uno), vo a narrarvi i fatti della scorsa nottata.

Un mio collega trevigiano, l'unico di età inferiore alla mia nel gerontocomio in cui mi trovo a prestare servizio, è prossimo al matrimonio; con mio enorme imbarazzo e disappunto, sono stato invitato al di lui addio al celibato insieme agli altri colleghi maschi.
Così ieri sera, dopo uno spritz inaugurale in una zona a me ignota della città, ci mettiamo in viaggio verso il paese natio del nubendo, che raggiungiamo verso le dieci di sera. Ad aspettarci, troviamo una tavolata all'aperto di baldi giovani e il secondo spritz della serata, nonché tutta la famiglia del mio collega, che ci rimpinza di porchetta e carni varie. Pare che qui un bicchiere vuoto sia un'offesa mortale ai commensali, per cui trangugio prosecco in quantità abnormi, salutando ben presto la mia lucidità. La mia scarsa comprensione del dialetto veneto (anzi, trevigiano, che anche i miei colleghi padovani a volte trovano estraneo) viene fatalmente minata, non riuscendo più ad appigliarsi alle minime conoscenze etimologiche che mi permettevano di capire almeno il senso del discorso, se non le frasi in dettaglio. Poco male, tanto a quanto pare tutto continua a ruotare attorno alla Gnocca; per fortuna l'ebbrezza mi porta a ridere con una certa franchezza, nascondendo il mio totale disinteresse all'argomento principe.

Dopo la cena (e innumerevoli brindisi), il futuro sposo e il futuro testimone si affrontano in una partita all'ultimo sorso alla dama alcolica: al posto delle pedine, bicchierini di grappa trangugiati ad ogni mossa vittoriosa dell'avversario. Il clima comincia a scaldarsi, e dopo un poco comprensibile vagare lungo il viottolo della casa si ritorna alla tavola, dove si procede alla (s)vestizione dei due giovani: vengono lasciati in mutande, coperti da un lenzuolo a mo' di tunica, un serto di alloro e una corda con due cappi alle estremità che unisce gli infelici. Si allestisce un carretto, su cui viene caricata una damigiana di vino bianco insieme ai bicchieri e alla canna di risucchio, per provvedere di alcool i partecipanti a quella che si sarebbe rivelata la Lunga Marcia.
I funesti organizzatori dei festeggiamenti decidono infatti di raggiungere a piedi la Festa della Birra di Fontigo, un paese vicino; snodiamo così un'improbabile processione lungo la buia strada provinciale e poi attraverso campi di granturco, continuando indefessi a brindare (ma ormai i più avveduti accettano il bicchiere, lo alzano al brindisi, e poi ne svuotano il contenuto per terra nella maniera più discreta possibile).

[NdA: qui intanto si sta scatenando una tempesta di grandine, cadono lastre di ghiaccio dal cielo].

Giungiamo dopo circa mezz'ora a destinazione, più o meno alle due e mezza; ci sono metallari brufolosi accorsi a vedere il concerto dell'ex cantante degli Iron Maiden e rimasti lì a bivaccare, e un gruppo di donne ubriache che festeggiano invece un addio al nubilato. La futura sposa, con un paio di antenne in testa, porta in spalla un serbatoio di vino che dispensa qua e là (che stile), mentre le ancelle al seguito portano in trionfo un enorme fallo in cartone. Una di loro, sciagurata, lo poggia in terra vicino a me e l'Idolo cade; un vecchietto lì da presso mi ingiunge (traduco ad sensum) di "rizzare il cazzo, che si è ammosciato". Mi ci avvento come una faina prima ancora che le parole fuoriescano dalla sua dentiera, uso ad obbedir tacendo in casi come questo. Dopo altri brindisi, anche con birra (pericolosissimo), ci rimettiamo in cammino lasciando le menadi che tentano di convincere un garzoncello a spogliarsi per loro (ci riescono ma sarebbe stato visivamente meglio di no).
Lungo la strada io e un altro mio collega siamo alla testa del gruppo insieme allo sposo, ormai ridotto a un mocio vileda: lo salviamo più volte dalla rovinosa caduta nel fosso che costeggia la strada, e assistiamo increduli ai fiotti di vomito stile Linda Blair che fuoriescono dalla sua bocca mentre continua a camminare.
Arrivati finalmente a casa, a noi non indigeni si pone una questione: dove cazzo dormiamo? Tergiversiamo un po' insieme agli altri, nell'attesa di ricevere istruzioni; al testimone si accende un sinistro lampo negli occhi e propone di raccattare una spogliarellista: io sto per riempirgli la bocca di ghiaia per farlo tacere.
Fortuna vuole che lo sposo (nel frattempo raccattato da una macchina in strada, e condotto a braccia sul letto, incapace di intendere e volere) venga poi sorpreso a defecare nel comò di camera sua, non riuscendo a raggiungere il bagno: gran trambusto, opera di pulizia da parte degli amici più stretti, doccia forzata, e come gran finale l'arrivo del Padre.
Padre esce in slip rabbioso, con la pancia prominente, il baffo fremente e il lunghissimo riporto minaccioso, preoccupato per il figliolo che ci accusa di aver fatto bere senza ritegno. Noi mentiamo, affermando che ha bevuto solo durante le cena e la dama, e forse ha preso freddo per la mancanza di abbigliamento. Lui, sfogandosi con un "dio can" ad ogni fine frase, pian piano si calma e rivolge le sue amorose attenzioni a noi profughi, che nel frattempo abbiamo deciso di metterci in cammino, essendo arrivata l'alba. Ci prepara allora un caffè, "dio can", e si assicura che siamo abbastanza lucidi per affrontare il viaggio, "dio can". Continua a sproloquiare sulla pericolosità dell'alcool e a raccomandarci prudenza (sempre "dio can"), e con una logica che sfugge a tutti insiste per dieci minuti buoni a volerci correggere il caffè con la grappa, "dio can".

Finalmente torniamo, portando con noi un altro padovano ramingo, amico dello sposo; dopo una colazione in Piazza Giorgione a Castelfranco Veneto, ancora un po' di strada e siamo a casa alle sette del mattino. Mi concedo così un meritato riposo, assaporando un risveglio nel tardo pomeriggio... ma le mie nemiche campane alle undici e mezza si mettono a suonare come se la Madonna stesse ballando una giga in piazza, svegliandomi irreversibilmente. Dio can.

Antropologia urbana. secondo modulo: decisamente non frequentante...


E allora ragazzi... pare proprio che ciò che non interessa riesca e ciò che vorresti non si può fare... una massima che riecheggia gli illuminanti insegnamenti di murphy, diciamo una sorta di corollario all'intuizione fondamentale. Fatto sta che a cause di riproduzione genetiche imbizzarrite, al lavoro mi è stata offerta una sorta di strana promozione sotto banco (che bello essere clandestini pure in un lavoro semi-serio) e da oggi un po' di persone hanno iniziato a trattarmi con uno stile e un piglio diverso, più servile e sorridente del solito:"ma levate dar cazzo che devo fa' 'na pausa", diciamo una cosa del tipo:"posso andare in bagno e anche a fumare una sigaretta?". Insomma a metà giornata, nonostante la lunga pausa che mi è stato concesso di prendermi, non avevo più nulla da fare e gironzolavo per la libreria come un cliente tra un collega (apprezzato assai per il tono colloquiale) che mi ripeteva: "mo sso cazzi tua...te sei rovinato 'a vita...è chiaro che te dovevi fa' li cazzi tua...", e un altro che mi rincorreva (meno apprezzato in superficie, ma persona che ha capito chi è che comanda) per chiedere: "ma allora posso andare veramente in bagno?", a un certo punto mi sono ritrovato con la faccia ebete rivolta all'entrata senza il minimo sentore di essere sul punto di incontrare il colmo per una libreria: in minigonna,tacchi "in un certo modo", big babol masticata ma che in realtà era strofinata senza posa nel cavo orale, un viso anche bello, ma privo della classica innocenza femminile (forse per le sedici tonnellate di colorante viola che le colavano sulla faccia) che mi scruta da lontano, capisce dopo soli pochi minuti che io forse so qualcosa di quel posto che lei non sa, si avvicina e schioccando la gomma 72 volte mi chiede, e non sto scherzando: "Scussa, che cellai un libro che me serve?".
Non aggiungo nulla. Alla poesia va lasciato lo spazio che si merita. Tutto.

un bacio ai marittimi, ai lavoratori del nord, ai romani che vedo spesso, aquelli che vedo meno, insomma a tutti ::::::).

sabato, luglio 05, 2008

per ginooooo

ti dirò tutto.... al lavoro siamo in una baraonda di tutto, ma i giorni passati sono stati a dir poco colossali....ho provato a chiamarti ma non rispondevi.....domenica ti ciamo e ti dico....
scusate se ho occupato lo spazio comune....
un bacio a tutti vicini e lontani....

domenica, giugno 29, 2008

PataTinitas

No, la Patavinitas non mi si confà, almeno questa è la prima impressione.
Sono giunto qui trafelato e col rischio di passare la notte all'addiaccio, essendo approdato alle 20 con la reception del residence che chiudeva alle 19 (cosa che gli organizzatori in sede ben sapevano, ma che a quanto pare hanno ritenuto irrilevante).
Attaccato al cellulare che esalava gli ultimi respiri (ovviamente su uno dei due Eurostar in tutta Italia non dotati di prese di corrente), ho implorato la tenutaria di accogliermi nonostante l'ora indecente, muovendola a pietà illustrandole la mia condizione di inconsapevole deportato.
Superata la prima difficoltà, il giorno dopo mi sono recato al lavoro, per constatare con orrore che il mito del produttivo nordest non è affatto un mito. Avete presente l'arrivo di Meryl Streep nel Diavolo veste Prada, quando tutti nell'ufficio corrono all'impazzata in preda al terrore, sistemando ogni dettaglio per farsi trovare pronti? Ecco, questo è il normale ritmo lavorativo a cui qui la gente galoppa... non un minuto di tregua, non un secondo di respiro. Ah, il sano lassismo terrone...
Non si parla che di "figa". Io sorrido ebete, incompetente in materia... se si parlasse di astrofisica, forse avrei qualche argomento in più per ravvivare la conversazione.
Riflettevo stamattina su cosa non va in questa città... è che non è affatto "queer". Nel senso di strana, un po' deviante, con qualche contraddizione... sembra tutto così quadrato, a posto. Ieri ho assistito ai festeggiamenti goliardici dei neolaureati, travestiti e colorati... a due passi, una decina di poliziotti con due camionette che sorvegliavano, manco si trattasse di una manifestazione no global.
Oggi, però, un po' di luce... sono andato a prendere il sole a Prato della Valle, una piazzona con un po' di verde in mezzo. Lì, tra extracomunitari, fattoni, ipertatuati e un ubriaco che ha pisciato in mezzo alla gente come se nulla fosse, mi sono sentito finalmente a casa...

vi lascio con un video che rasenta il sublime... a proposito di fattoni ipertatuati!



PS: ma che fine ha fatto l'ultimo post di Flavia coi relativi commenti?

venerdì, giugno 20, 2008

Antropologia urbana, primo modulo, frequentante.

Quest'oggi Gino ed io avevamo in programma di andare a far visita alla Clo, da pochissimi giorni felicemente mamma.
Il lungo soggiorno nella provincia, unitamente al lutto subito in gennaio e all'atmosfera salutista che si respira da queste parti, hanno trasformato il nostro amico; alla mia banale esortazione affinché prendesse un casco, la sua risposta, con viso innocente, fu: "Ah... ma vuoi andare in motorino? Andiamo in metro!".
Non ho avuto la prontezza di spirito di tramortirlo col casco che lo invitavo a raccogliere e portarlo con me.
Ci siamo dunque incamminati e per la strada gli facevo notare tutte quelle cose che rendevano un viaggio in motorino più piacevole: la rapidità, il non attendere, il bel vento fresco in una giornata afosa... Nulla da fare! A questo punto decido di trarre vantaggio dall'esperienza e mi dispongo l'animo alla conoscenza come farebbe un qualsiasi antropologo.
Scesi dunque nei meandri della stazione della Metro, vengo invitato dal mio sodale a prepararmi a salire nell'ultimo vagone, perché sarebbe stato più comodo: mi lascio ingannare, persuaso chissà come che egli parli dall'alto di una lunga esperienza. Ovviamente, ci siamo ben presto trovati in un orrido carnaio: io ero circondato da alcune giovanissime ragazze, che avrebbero potuto tranquillamente partecipare al prestigioso concorso di Miss Inutile. E vincere. Le unghie accuratamente sottoposte a una French Manicure sembravano voler dire "Prendimi"; il biberon nella borsetta di Vuitton però suggeriva altrimenti... E anche qualora il richiamo avesse avuto un qualsiasi interesse per me, ovviamente, in quanto serio antropologo, mai mi sarei permesso di intromettermi nelle loro vite. Nel frattempo Gino era stato meno fortunato: il suo studio ravvicinato dell'ipertrofia delle ghiandole sudoripare sottoascellari di un corpulento energumeno, le cui abitudini igieniche avrebbero lasciati sgomenti persino alcuni parassiti delle feci, stava erodendo il solito colorito del suo incarnato, che rapidamente virava verso il cianotico.
Fortunatamente il viaggio si è concluso e - dopo un caffé ristoratore - ci siamo diretti verso l'abitazione della Clo.
Ovviamente, ogni andata prevede un ritorno (come ben sanno gli elastici); così, dando prova di sprezzo del pericolo, ci siamo di nuovo avventurati nei meandri sotterranei di Roma!
Conquistato un posto a sedere, dal nostro osservatorio privilegiato, abbiamo osservato alcune buffe abitudine degli autoctoni. Abbiamo in primis notato come i lunghi anni trascorsi lontani dal sole hanno inciso sulle facoltà intellettuali degli abitanti del sottosuolo: di fronte a una porta con cartello in doppia lingua (italiano-inglese), grande abbastanza da potere essere visto dallo spazio (durante il breve tratto all'aperto Flaminio-Lepanto), Loro si accalcavano premendo ripetutamente il bottone, sgomenti per la mancata apertura. Abbiamo inoltre potuto apprezzare le tecniche di corteggiamento in uso presso quelle popolazioni: un giovane maschio-sigma(verso il basso, insomma, della scala di Wilamowitz per il calcolo dell'appetibilità sessuale), cede il posto a un esemplare anziano; questi prende spunto dalla generosità del giovane e, con grande abilità, inizia una conversazione (da un dato estetico-visivo inessenziale, passa poi a ricavare informazioni personali, condendo il tutto con osservazioni moralizzanti in cui il giovane fa la figura dell'eroe). Non abbiamo potuto seguire lo sviluppo dell'amplesso, perché - ahinoi - eravamo giunti alla nostra fermata.
Il viaggio è stato interessante, come penso di aver documentato. Una sola pecca: la mancanza di un duty free fra i tornelli di uscita, che renderebbe queste esperienze ancora migliori.

martedì, giugno 17, 2008

Annunciazione Annunciazione



Volevo rendervi partecipi del fatto che - dopo un anno di Pilates, Stotts e non - chinandomi per toccarmi le dita dei piedi, oggi per la prima volta

RIESCO A TOCCARE TERRA CON TUTTO IL PALMO DELLE MANI!!!

martedì, giugno 10, 2008

Have often noticed that Life is like that...(ovvero...la recensione della settimana!)




February 28th
Notice, and am gratified by, appearance of large clump of crocuses near the front gate. Should like to make whimsical and charming reference to these, and try to fancy myself as "Elisabeth of the German Garden", but I am interrupted by the cook, saying that the Fish is here, but he's only brought cod and haddock, and the haddock doesn't smell any too fresh, so what about cod?
Have often noticed that Life is like that...


Queste righe introduttive sono tratte dalla mia ultima scoperta: "The Diary of a Provincial Lady" scritto negli anni 30 dalla Signora E.M.Delafield e uscito a puntate sulla rivista "Time and Tide".

Molto famoso ma introvabile per molti anni qui in UK, il diario è stato ripubblicato per l'anniversario della Virago Press qualche settimana fa, e Gasperettina vostra è corsa ad acquistarne una copia...non sono in fondo una provincial lady dei giorni nostri?

Ma entriamo nel merito: il diario è una garbatissima e divertente satira e la sua protagonista, la lady del titolo, scrive delle sue tribolazioni quotidiane. Ella è impegnata a mandare avanti la sua household formata dai due bambini Robin e Vicky e dal marito Robert, che quando non si adombra taciturno perchè il porridge è troppo grumoso dorme in poltrona leggendo il Times. A completare questo menage anche Madmoiselle, l'istitutrice francese eternamente blessee di Vicky; la cuoca (nota solo come Cook) la quale minaccia ogni giorno di licenziarsi se qualcuno non viene ad aggiustare il forno e infine, la gatta Hellen Willis che continua a sfornare gattini a ripetizione.

Il divertimento sta soprattutto nella descrizione della giornata tipo di questa esponente della borghesia inglese vista come purgatorio quotidiano fatto, in gran parte, di supplizi auto-inflitti nel tentativo di mantenere le apparenze e conformarsi alle aspettative del proprio ceto. Ecco quindi che vediamo la Signora eternamente vessata dalle visite non annunciate e interminabili delle importanti vicine, dagli impegni presi per il Women's Institute, tesa nel tentativo di non far capire a tutti che non ha letto l'ultimo libro sensazione di cui parlano tutti, oppure obbligata a sborsare somme dignitose per donazioni benefiche mentre l'anello lasciatole da una vecchia zia torna continuamente al banco dei pegni e ogni mese le tocca rinegoziare il proprio scoperto con il direttore della banca.

Tra serate danzanti e picnic funestati dalle pioggie, tentativi di trovare una governante decente (perchè è così difficile trovare la servitù quando si abita in campagna!) e placare l'esasperata sensibilità latina di Madmoiselle, il libro scorre che è una bellezza e quasi mi dispiace che Virago non abbia ripubblicato anche gli altri 3 volumi della serie...non sparò mai cosa succede alla nostra lady, una volta che il suo diario viene pubblicato e lei diventa finalmente (perchè da tempo covava il sogno) una scrittrice conosciuta.
Vi lascio con un ultima riflessione della nostra eroina:

...Breakfast enlivened by letter from dear Rose written at, apparently, earthly paradise of blue sea and red rocks, on South Coast of France. She says that she is having complete rest, and enjoying congenial society of charmin group of friends, and makes unprecedented suggestion that I should join her for a forthnight.

I am moved to exclaim - perhaps rather thoughtlessly - that the most wonderful thing in the world must be to be a childless widow - but this is met by unsympathetic silence from Robert, whic recalls me to myself and impells me to say that that wasn't in the least what I meant.

(Mem.: Should often be very, very sorry to explain exactly what it is I do mean, and I am in fact conscious of deliberately avoiding self-analysis on many occasions. Do not propose, however, to go into this now or at any other time)

sabato, giugno 07, 2008

Freak Show (protrettico al Gay Pride)


Vabbe', confesso che il post è assolutamente pretestuoso. volevo condividere con voi queste tetre immagini (e soprattutto farne omaggio a Claudio) da una settimana, ma non trovavo un argomento plausibile. Così ho pensato di sfruttare il Pride, visto che agli occhi della Destra Carfagnina appare come una sfilata di mostri. Ecco dunque un breve, ma spero intenso, freak show. Per la serie diverse abilità, iniziamo il percorso con le Braillettes - il nome è parlante, senonché si vede dalla copertina che una delle tre, come in Saramago, è cieca onoraria (aveva forse complessi di inferiorità nel suo gruppo? sarà stata questa la ragione per cui il gruppo - e la loro amicizia - si sciolse?).
Credo che la poesia dell'organista senza mani non sfuggirà non solo a Claudio, ma a tutti voi. Come se io volessi farmi chiamare il capellone pelato. Forse anche io dovrei sperare in un intervento divino, anche se mi sembra che in questo caso ha potuto di più l'autoconvinzione.


Queste ultime immagini le dedico all'istituzione che più ci rappresenta (noi gay) in Italia e all'estero: la Chiesa. Proprio ieri ho conosciuto (chat adiuvante) un membro della Nobiltà Pontificia, che lunedì farà da codazzo al papa in una sua performance. L'incontro è stato un buco nell'acqua, perché le parole "nobiltà" e "pontificia" farebbero scendere la libido sotto le scarpe a chiunque. Ma l'interesse antropologico resta.

Infine un omaggio alla cellula della società, al luogo da cui vengono tutti i gay e tutte le lesbiche (qui ne vedete rispettivamente 3 e una, più il papà, travestito alla Tootsie, e il suo compagno amante del bondage e del S/M): la Famiglia Cristiana. Finché ci sarà lei, il mondo sarà pieno di gay e lesbiche che faticano per liberarsi di tutti i traumi psicologici dell'infanzia. E questo ci riporta al nostro tema: il GAY PRIDE. Baci a tutt@.

venerdì, giugno 06, 2008

Questo Post Ha un Titolo


Adorati!
Solo poche righe per annunciarvi che ho trovato la mia nuova patria elettiva...voglio ASSOLUTAMENTE andare a vivere ad Edinburgo e i prossimi 2 anni saranno spesi, intanto che finisco il laborioso PHD, a complottare strategie volte a trovare un lucroso impiego per me e il tigrotto nella città di Walter Scott e (citazione che forse solo i fan di Muriel Spark e Maggie Smith coglieranno) Miss Jean Brodie.
Sono ben venuti suggerimenti...
Nel frattempo, ho appena finito di mettere a punto il laborioso piano delle trasferte prossime venture, nel tentativo di conciliare troppe cose ho fatto un po' di macello, e pare che sarò a Roma sono 6 gg tra il 29 giugno e il 4 luglio, il giorno dopo andrò infatti a FdM e passerò due settimane lì con J e con i nonni.
Riuscirò comunque a vedervi tutti nel poco tempo a disposizione?

venerdì, maggio 30, 2008

Who wants to live foreveeeeeeerrr.....


Adorati,

Causa capatina ad Edimburgo questo fine settimana l'attività bloghereccia della vostra intrepida corrispondente dall'estero è sospesa fino a mercoledì!
Le prossime recensioni della settimana saranno quindi probabilmente a tema scottish*.

A presto!


*Nella prossima puntata...Haggis!

lunedì, maggio 26, 2008

L'ennesima recensione della settimana: Alicia Giménez-Bartlett

Ho finito ieri il mio secondo giallo della scrittrice spagnola, che è anche il secondo caso dell'ispettrice Petra Delicado. Adoro la scrittura della Bartlett, e lo sguardo ironico-filosofico del personaggio. Ancora una volta, que viva Espana!



Non mi restava nient'altro da fare che mostrarmi seducente e affascinante con il mio prestante ospite, così mi misi all'opera e servii un paio di bicchieri che ci aiutassero a rompere il ghiaccio. Sorrisi, consapevole di un sensuale batter di ciglia che avevo imparato a eseguire durante la mia gioventù. Anche Monturiol sorrise, e contro ogni pronostico attendibile in quella situazione, esclamò:
- Ti domanderai come sia stata la mia vita sentimentale fino adesso.
- No, - sorrisi, nel disperato tentativo di mettere un punto fermo alla sua pericolosa domanda, che speravo retorica.
- E' discreto da parte tua dirlo, ma so che non è così.
Fu inutile: qualunque sforzo da parte mia era destinato a fallire a priori. Juan Monturiol stava commettendo l'irrimediabile errore di avventurarsi sulla scivolosa china delle confidenze. Un simile passo falso può essere paragonato soltanto, in area femminile, a quello di una donna che decidesse di presentarsi al suo amante con il vestito della prima comunione.
[...]
Tutte le storie sentimentali sono la stessa da quando William Shakespeare ha smesso di scrivere; e così, quando voglio immergermi in laghi amorosi, mi rileggo una delle sue tragedie e finito lì. Ma questa è una cosa che nessun uomo potrà mai capire: loro si ostinano a inventare cento volte l'acqua calda, a sentirsi sempre i primi, come Amundsen imbacuccato nella sua pelliccia da eschimese.


A. G.-B., Giorno da cani

La Recensione della Settimana: Mio Fratello è Figlio Unico


Cari tutti,
Con grande nostra sorpresa, il film di Lucchetti è stato proiettato al cinemino vicino casa la scorsa settimana. Potevamo forse mancare? La recensione certo vi perviene con molto ritardo, visto che in Italia deve essere uscito, chessò, l'anno scorso? Esso è uno di quei film che sono scivolati attraverso le soluzioni di continuità create dal mio viaggiare avanti indietro, infatti non solo me l'ero perso, ma non ne sapevo quasi nulla! Adesso però, in prospettiva, la domanda a bruciapelo fattami da Carlo alla festa di Gino "ma chi ti attizza di più Elio Germano o Scamarcio" comincia ad assumere un senso nel contesto di allora...parvemi invece completamente random all'epoca, come se mi chiedesse "preferisci la sambuca con la mosca o i faraglioni di Capri?"

Ma tiremminnanzi: Non sapendo nulla a priori del film, mi sono recata al cinema influenzata dalla forte suggestione che ha per me il titolo, e al canzone da cui deriva...voi che non vivete con me non dovete assistere sgomenti allo spettacolo di me che lavando i piatti con l'ipod a palla canto gridando tra le lacrime "EEEEE-TTTIAMOO-MAAARIOOOOOOOOOO!!" per cui ignorate quanto io sia legata alla canzone di Rino nostro.
Il fatto è che sin dal primo ascolto mi convinsi che io e il fratello di Rino Gaetano eravamo in realtà anime gemelle, e come potrebbe essere altrimenti con tutte le cose che abbiamo in comune? Anche io infatti
1) Sono figlia unica
2) Non ho mai viaggiato in seconda classe sul rapido Taranto-Ancona
3) Non ho mai pagato per fare l'amore e non ho mai vinto un premio aziendale
4) Sono convinta che nell'amaro benedettino non stia il segreto della felicità (anche se sono certa che Marghe confuterà questa mia illusione

Infine, con il senno di poi, sono certa - anche se posso solo interrogarmi in retrospettiva sull'opinione che avrei avuto se qualcuno me l'avesse chiesto all'epoca- che anche io non avrei mai e poi mai creduto che Chinaglia potesse passare al Frosinone.

Con mia grande delusione però, il film non parlava di Mario ma bensì dei due fratelli di Latina Accio (Germano) e Manrico (Scamarcio) che, come due Don Camillo e Peppone dell'epoca, passano tutti gli anni sessanta e settanta a darsele di santa ragione. Il motivo è nominalmente la politica, ma un buon assistente sociale avrebbe visto che al lavoro vi sono dinamiche disfunzionali ben più drammatiche e morbose. C'è da dire che Manrico non è l'unico a non saper resistere alla necessità di picchiare Accio. Invero, prima o dopo, tutti i protagonisti del film soccombono a questa pulsione più forte di loro e si scagliano su Accio per finirlo a calci. Anche la madre,il padre, la sorella, anche il venditore di tovaglie fascista, giurerei che anche qualche figuarante ogni tanto si separi dal resto delle comparse per dare anche lui una pedatina.

Vabbeh, una vera recensione deve contenere un elemento di giudizio ed ecco il mio: il film si regge sulla prova degli attori (Germano su tutti) e sulla sceneggiatura (che infatti è di Rulli e Petraglia o come cavolo). I dialoghi secondo me sono in assoluto la cosa migliore del film, divertenti e sufficientemente aderenti ad un parlato autentico da ancorare una vicenda che è, si, carina, però forse davvero un po' troppo Don Camillo e Peppone...un po' anni sessanta da cartolina. Per cui in termini Mereghettiani: 2 palle e mezza (un po' regalate).

Alla domanda di Carlo, infine, nemmeno rispondo...mi sembrerebbe di dire un ovvietà.

domenica, maggio 18, 2008

La recensione della settimana 2: Gay Messiah


Devo ribadire il concetto, ampiamente veicolato in questo blog di queruli sinistrorsi, che siamo in una crisi nera? E c'è ancora chi si arrovella su come e perché lavorare sulla base, riportare quella massa di ottentotti che hanno votato il PdL (o che, come alcuni di noi, hanno obtorto collo votato PD) ad un'idea più alta del vivere civile che non dare la caccia all'extracomunitario (o al comunitario, purché rom-eno), o consigliare ai gay di essere meno favolosi?
Partendo dal personale, e dunque da quest'ultimo punto, ho pensato che sarebbe il caso di abbandonare tutti questi tortuosi e intellettualistici meccanismi della politica, fondati su una malintesa fiducia nelle possibilità dell'essere umano, e proporre una figura alla quale la gente possa aderire fideisticamente.
Ascoltando una canzone di Rufus Wainwright, l'idea di un messia gay non mi sembrava malaccio (anche se, come ci insegnano i parolai e i gay imbecilli) non saremmo sicuri della sua appartenenza alla sinistra. Ma nella parte di Dio potremmo ben sceglierci il nostro figlio (o pupillo, nel caso di Claudio) tra le checche rivoluzionarie? o no?
Per darvi un'idea del piano, vi cito i versi culminanti della canzone, dicendo subito che io farei volentieri il Battista (nella versione del testo):
Better pray for your sins
Better pray for your sins
'Cuz the gay messiah's coming
No it will not be me
Rufus the baptist I be
No I won't be the one
Baptized in cum
What will happen instead
Someone will demand my head
And then I will kneel down
And give it to them looking down
Better pray for your sins
Better pray for your sins
'Cuz the gay messiah's coming
Non fate dunque come le vergini stolte, che si addormentarono aspettando (e sperando) lo sposo. Fate piuttosto come le svergognate sagge, che andarono a cercarselo (lo sposo, o chi per lui) dove potevano trovarlo, ovvero al porto con gli altri marinai.
[mi rendo conto che questo post non ha capo né coda, ma dopo aver fatto la fatica di scrivere mica lo cestino! - ah, quello in alto è Rufus che canta la canzone - Madonna scompari!!!!!!!!!!!!!!]

venerdì, maggio 16, 2008

La Recensione della Settimana n. 1: Body Pump


Cari e Care, adesso che Gino è risprofondato nella spirale del vizio, impugno con orgoglio lo scettro di "Jane Fonda de noantri", esplorando per voi le nuove
avanguardie dell'autoflagellazione.

Dovete sapere che il Body Pump è un marchio registrato, e solo chi ha la licenza rilasciata dal quartier generale può organizzare classi nella propria palestra.

Vi dirò di più: Il quartier generale, che si chiama Les Mills Global (ma solo perchè "La Morte Nera" era già preso, ne son certa) è una potentissima organizzazione che si raccoglie (ok forse qui sto lavorando un po' di fantasia) intorno ad un capo carismatico, un gigante dalla testa piccolissima su un corpo da Ken Shiro. Costui, dal suo inviolabile sacello, crea tutti i nuovi "workouts" del PROGRAMMA.

Il PROGRAMMA, così rinnovato, viene inviato ogni tre mesi alle periferie del grande impero, a tutte le palestre della galassia. Nel frattempo, immagino che le milizie della Les Mills Global sulle loro astronavi girino per l'iperspazio per controllare tutti noi sudditi e accertarsi che ciascuno segua a dovere il PROGRAMMA...

Ma vediamo nel merito in cosa consiste il PROGRAMMA: per un ora circa, l'istruttore (che è una perfetta replica in scala ridotta del grande capo) strilla dentro un microfono su un sottofondo di musica assordante (il cd è distribuito dalla LMG) incitandoti a compiere un numero infinito di piegamenti sulle gambe e delle braccia con addosso una sbarra coi pesi


Avendo tentato di usare i pesi in passato, devo riconoscere a questo metodo un indubbio vantaggio: quando si è da soli si ha la tendenza a non sforzarsi poi troppo, si inizia dicendosi "mo faccio 3 serie da 20" a metà dell'opera immancabilmente si pensa "vabbeh, 2 serie da 15" e dopo una serie da dodici si va al bar a comprare un frullato di soya...
é incredibile quanto si lavori di più quando si è vessati da un energumeno sudato che grida insulti proprio a te e quando si hanno vicino delle ragazzette secchette che manovrano la sbarra come fosse un gigantesco cottonfioc..

Risultato immediato: faticato molto più che in palestra, sudata copiosa e, a lezione terminata, euforia tipica dei sopravvissuti a catatrofi naturali o naufragio in mare.
Risultato a medio termine: orrendi dolori a braccia e gambe, basti dire che quasi non riuscivo a scendere le scale stamattina, e ho seriamente rischiato di morire di fame.

lunedì, maggio 12, 2008

Libri di Cucina e Pratiche Gastronomiche

Carissim*, non mi sono scordato di Voi, per quanto il colesterolo ha ormai chiuso ogni passaggio per l'ossigenazione corretta del cervello e sono costretto a ricorrere ai faldoni per ogni cosa ("Che sigarette fumo?", "Chi è il sindaco di Roma?", "Ma ho dormito stanotte?", "Chi è questo tipo che mi chiede soldi? Fratello? E che vuol dire?").
Come alcuni di voi sanno e altri apprenderanno, ho passato la scorsa settimana nella ridentemente desolata Ciociaria, ospite di un convegno presso l'Università di Cassino (sul perché ci sia un'università a Cassino, non so darmi una risposta, come non ho saputo darla ad uno strano tipo canadese che mi interrogava su queste e altre stranezze italiane): al mio arrivo sono stato soffocato dalla cordiale ospitalità dell'Organizzazione che, mentre svaccavo - o meglio: tentavo di svaccare - sul letto, in costume poco più che adamitico, continuava a bussare alla mia porta per portarmi doni, secondo l'antico rituale dell'ospitalità. A più riprese ho ricevuto: la pratica cartella, la mappa della città, una guida ai luoghi degni di nota della Ciociaria, il mug per la prima colazione e la locandina del convegno... Anche la Madonna (l'altra Gino, l'altra), se i Magi fossero venuti col contagocce, avrebbe sguinzagliato contro di loro il bue e/o l'asinello.
Quando finalmente, chiusa la porta a doppia mandata, mi interrogavo se non fosse ora di cominciare a prepararsi (mancavano infatti meno di 4 ore all'inizio della prima sessione e non avevo idea di come sarei arrivato alla sala convegni dall'albergo che era opportunamente dislocato fuori città, dove - come mi ha detto subito con tono triste il portiere - "i pullman non si fermano") squilla il telefono e mi si comunica che sono atteso alla reception. Trafelato e scarmigliato scendo per scoprire che ero invitato a pranzo; dopo essere stato tranquillizzato sul fatto che saremmo tornati in albergo per cambiarci d'abito, che tanto sarebbe stata "una cosetta veloce", accettai...
Diverse portate dopo ero nella mia stanza, per lavarmi e vestirmi a tempo di record. La prima sessione non prevedeva, iniziando tardi, il coffee break, e la cena in albergo fu alquanto gradita.
Ma già dal giorno dopo, il convegno si rivelò per quello che era realmente: non un simposio sui modi di fare scuola ma un Simposio e basta, una terribile trappola per tentare di sbarazzarsi in modo legale di professori attempati e qualche altro parassita!
Dopo la colazione, la merenda di metà mattinata (con torte alle creme, crostate, ciambelloni, cornetti, bombe... Mancavano - con dolore dell'Organizzatore - le pizzette e le tartine, ma il popolo non se accorse); poi il pranzo; poi la merenda del pomeriggio; infine la cena. Tentare di resistere al buffet era vano, poiché esortato da più parti con frasi dirette ("mangi qualcosa"), tentatrici ("questo devi assolutamente provarlo"), insidiose ("ma dai un pezzettino") e che facevano leva sul senso di colpa ("ma non si può mica sprecare il cibo"). Tentare di resistere al cameriere, ancora più inutile: addestrato a riconoscere solo la voce dell'Organizzazione, ignorava sistematicamente qualsiasi obiezione o richiesta, limitandosi a riempire il piatto di fronte a noi.
Ovviamente ignoro se le sessioni si siano effettivamente svolte o no, poiché la cecagna postprandiale, sommandosi alle luci basse e avvolgenti, impediva a chiunque di seguire ciò che accadeva intorno a noi.
Dopo l'ultima relazione, quando tutti eravamo già la con la valigia in mano, pronti per prendere il primo treno diretto a casa, l'Organizzatore ha annunciato sorridente che aveva già prenotato per il pranzo e aspettavano solo noi...
Non ho memoria del viaggio di ritorno, ma in qualche modo devo averl fatto... Mi resta solo un angosciante interrogativo: i professori, nei giorni scorsi, si elencavano a vicenda, con una luce triste e spaventata negli occhi, i numerosi interventi che li attendevano nelle prossime settimane (convegni, incontri, colloqui, tavole rotonde, seminari etc...). La domanda è: come fanno? Come sono arrivati a età degne di essere paragonate a quelle dei patriarchi biblici? Forse che - come le modelle - si chiudono in bagno dopo ogni pasto?

sabato, maggio 10, 2008

Ma quante cose fa Ale Magno?

AHO!!! Qualcuno lo fermi!!!
Il brutto anatroccolo ex picchiatore non sta fermo un minuto: dopo la geniale proposta per l'Ara Pacis, dopo l'ennesima tirata sulla sicurezza, dopo aver incontrato nell'ordine: tutti i deputati solo per fare il fico, Berlusconi, Fini, il Papa (in ordine di importanza), ma soprattutto dopo aver negato decisamente la possibilità di celebrare il Pride a Roma a Giugno, il nostro instancabile Bartali della pseudopolitica italiana ha deciso o quasi il nome del vicesindaco dell'eterna città...lasciamo stare i nomi che circolano perchè meritano un altro post...il punto è ma non piscia mai? cos'è un invertebrato, un esperimento di laboratorio troppo riuscito. In più ha già effettuato una ventina di visite di Stato: altare della patria, via Caetani per il trentesimo di Moro, il Quirinale da Napisan sempre più esterrefatto...chissà se è andato prima da Napolitano per farsi spiegare: "Ma chi era 'sto Moro... da che ne so io noi i Mori li andavamo a scovare per conquistare la terra santa...eppure il pontefice non mi ha detto nulla!??!!" Non vi commento la faccia di Napolitano...
In più ha dato ordine (questa è vera) di recuperare la renault 4 dove fu ritrovato Moro...pare giaccia da anni in un pollaio...mah!!!
scusate i deliri notturni... ma non reggo... ogni giorno è uno stillicidio... 
 

giovedì, maggio 08, 2008

In ottime mani


"Le mie priorità sono chiarissime: difesa del diritto alla vita. Difesa del ruolo della famiglia, delle tradizioni. Attenzione ai problemi delle giovani donne. Aiuto alle categorie in difficoltà: per esempio, le ragazze madri".
Dei gay ha detto che "sono costituzionalmente sterili" e che, "per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare".

MARA CARFAGNA, MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA'








(Apcom) "Il Gay Pride non ha fatto bene al mondo omosessuale perchè ha alienato loro molte simpatie". Lo ha detto Giorgia Meloni, ministro delle Politiche Giovanili, al termine della cerimonia del nuovo governo al Quirinale.
"Quando gli omosessuali - ha aggiunto - faranno i conti con questo, sarà utile per tutti".
“Ho amici gay e non ho mai manifestato alcuna forma di repulsione o discriminazione verso il mondo omosessuale, mentre ho manifestato e continuo a manifestare una forma di disappunto verso il Gay Pride, una ostentazione che ho trovato fastidiosissima perché si sono viste scene sinceramente raccapriccianti, scene che fanno male anche ai gay. Le persone omosessuali di buon senso se ne rendono conto meglio di me. Inoltre mi sembra che siamo di fronte a forme di privilegio, altro che discriminazione, considerato che, ad esempio, a me nessuna amministrazione locale ha mai dato dei soldi per andare a manifestare i miei gusti sessuali”.

GIORGIA MELONI, MINISTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI

mercoledì, maggio 07, 2008

"Il mio prossimo post"











Beh direi che mi son fatto perdonare gli scorsi post, no?

Neighbours


All'incirca un anno fa, io e il tigrotto tornavamo da un lungo viaggio al nostro miniappartamento con vista sul ponte ferroviario, trovandolo mezzo allagato per via dello scoppio di una tubatura e scoprendo che i 25 polacchi che vivevano nel miniappartamento sopra il nostro avevano di nuovo rubato il nostro materasso e lasciato imprecisate quantità di immondizia sul pianerottolo...decidemmo quindi che era tempo di migrare, e alla ricerca di un po' di quiete e un'accoglienza migliore approdammo alla presente abitazione.
Adesso che sembra arrivata l'estate, la nostra stradina è tornata ad essere come la vedemmo allora, noi poveretti in fuga dalla muffa e dalla pulizia etnica (eravamo in minoranza...)





Bastò la vista di questa sorta di aiuola nella foto (essa costeggia la strada ed è quindi di tutti e di nessuno) curata amorevolmente dai residenti, a convincermi che, se la nostra offerta d'affitto fosse stata accettata, le nostre tribolazioni sarebbero finite.
Questo post è quindi dedicato ai miei squisiti neighbours, che voi ancora non conoscete, che ci hanno salvato dall' esaurimento nervoso e da una morte orribile per morso di ratto.. Eccoli dunque (anche se ovviamente debbo celarne in parte l'identità)

Al Civico n. 12
P. pittore decoratore gay
cinquantenne paffutello, conosciuto durante il nostro primissimo sopralluogo della casa. Insieme alla signora del 13, il più attivo curatore della predetta aiuola. Vive qui con il suo compagno e con un piccolo yorkshire terrier. Purtroppo però hanno appena venduto la casa e stanno per andare a vivere in spagna... sniff, P.! Ci mancherai!
Segni particolari:
ossessione per la carta da parati.
L'interno di casa sua è un incubo di carta da parati vittoriana. Sembra il tinello di miss Havisham ma senza le ragnatele.

Al Civico n.13
L'adorabile vecchina del cacao
Pollice che più verde non si può, è sempre in giro a sradicare erbacce da questo o quell fazzoletto di terra lasciato incustodito. Con un'altra vicina che abita nella parallela sono sempre in attività e fanno avanti e indietro con provviste e pasti caldi da casa dell'una a casa dell'altra.
Segni particolari:
un odio assassino per le lumache

Al Civico n.14
L'uomo del mistero
Mezza età, abita da solo e lavora, secondo P. in un agenzia di scommesse. Molto riservato, ma incontratolo una volta al pub, ci ha riconosciuto, si è presentato e ci ha offerto da bere. Per quanto ci riguarda ha passato il test.
Segni particolari:
Auto sportiva nera con gaglierdetti della nazionale inglese sullo specchietto retrovisore.

Al Civico n.16
La coppia dei lavori interminabili.
Lui e lei, 30/40 enni, erano qui quando siamo arrivati, ed erano impegnati in una serie di migliorie per riportare la loro piccola terrace vittoriana ai fasti che furono. Ad un anno di distanza, i lavori non sono ancora finiti.
Segni particolari:
Apologies. Siccome abitiamo accanto a loro, ogni volta che ci vedono si scusano per il rumore. Ma tanto ste vecchie case hanno i muri veramente spessi.

Al civico n.17
J e C., entrambi disoccupati e con una lista di disgrazie e malattie che farebbe spavento ai Malavoglia, vivono in una council house con uno dei figli di lei M., il cagnolino tossicodipendente Mojo (reso isterico e iperteso da un consumo esagerato di the con il latte) e il gatto Archie


che è però più un gatto del popolo...nel senso che viene nutrito e accudito da tutti, soprattutto da noi.
Segni particolari:
Un cuore di panna. J e C mandano un biglietto di auguri di Natale a tutti i vicini firmato da tutti i membri della famiglia, animali inclusi. Ci hanno soccorso quando la nostra serratura si è rotta e abbiamo dovuto aspettare il fabbro per 2 ore.

La lista non è completa ovviamente, ma comprende solo i vicini più prossimi e quelli con cui abbiamo più confidenza. Sintomaticamente, i più disponibili e socievoli, sono quelli più proletari. I residenti più nuovi, coppie giovani, professionisti, da poco insediati, sono anche quelli più schivi che non si pongono il problema di avere rapporti di buon vicinato. Per cui temo che i miei neighbours siano una specie in via d'estinzione, perchè il prezzo degli immobili si decuplica, la nostra stradina un tempo così working class è nel mirino degli agenti immobiliari... Ecco, celebriamo, finchè siamo ancora in tempo, la mia via Gluck inglese...

martedì, maggio 06, 2008

ALEMANNO CELEBRA LE FOSSE ARDEATINE!??!?!!

Il nostro caro Ale Magno ha iniziato il suo viaggio all'interno della memoria e soprattutto della città eterna. Dopo aver consultato il suo più stretto collaboratore, la moglie, ha deciso di partire dalle Fosse Ardeatine.
Sarà andata più o meno così:

ALE: Sai cara, stamattina non so proprio cosa fare: i lavori per l'allestimento dei fasci littori al Campidoglio procedono lentamente, sarà che 'sti rumeni che ho assunto so' propio fancazzisti, ma tanto appena hanno finito li sbatto fuori dalla comunità europea a calci in culo e manco li pago...

MOGLIE: Ma caro, visto che nun ch'ai un cazzo da fa', vai al mercato e compra un po' de trippa che stasera a ccena ce sta mi' sorella co quea fogna der marito, pia pure er vino rosso e un po' de cicoria che faccio in padella...

ALE: Ma cara, tuo cognato è pure de' sinistra e io devo scende in mezzo a 'sti quattro froci der mercato pure mo' che so sindaco, a me nun me va... eccheppalle!!!!
Sai che ti dico, io organizzo una visita alle Fosse Ardeatine, e poi faccio un salto al biliardo...

MOGLIE: Hai ragione tesoro, ma mi raccomando!! ora devi fare la parte di quello che soffre alle Fosse. Stai attento a tutti quei giudii, ma soprattutto non fare nessuna gara a chi piscia sulla fossa più lontana...tu e Gianfranco ora siete grandi e certe cose non potete più farle!!!

lunedì, maggio 05, 2008

Mi avete preso per Caterina Caselli?

-------------------------------------RIDO DI VOI!!!!!!!!----------------------------------------

(scherzo - ci sentiamo per giovedì)

PERDONOOOOO! (PER MAX)

perdono, perdono, perdono,
ma il lavoro non ha nobilitato nessuno e in particolare me in questi giorni...quindi chiedo scusa mille volte per l'ingiustificatissima assenza sabato... faccio pubblica ammmmennnda!!!!
un bacio grande e auguri per il tuo ..... compleanno!!!
besos!

domenica, maggio 04, 2008

Cose dell'Altro Mondo - The Quest Goes On

O mio Dio non riesco più a fermarmi!!! C'è un sottobosco di produzioni musicali gay-oriented infinito, a forza di linkare a catena ho visto cose che voi umani eccetera eccetera, video di dance ebraica e polacca che neanche la spagna di zapatero avrebbe il coraggio di produrre... ma l'apice trash lo raggiunge questo video, a mio giudizio. Una manciata di pornodivi americani si è data alla musica, tra questi Colton Ford, che ben conoscevo per altre storiche performance. In un suo brano ha ospitato il buon Cazwell (ecco come sono arrivato a lui, un solo grado di separazione iutubbiana), ma il top è in quest'interpretazione a cappella (mai espressione fu più congeniale) di "No One" della mia adorata Aliciona. Lui è innegabilmente dotato, vocalmente in questo caso. Ma perché il video nel cesso pubblico?
Occhio alle immagini su "When the rain is pouring down"... impagabile.

Cose dell'Altro Mondo

Ieri ero alacremente (al solito) al lavoro, quando mi imbatto in un cd d'importazione con questa conturbante copertina:



SOLO perché ci tengo a svolgere il mio lavoro al massimo e non posso essere ignaro della musica che mi passa tra le mani, questa mattina ho svolto delle ricerche (non pagate, badate bene) e ho così approfondito la conoscenza di Cazwell, rapper frociona d'Oltreoceano, di cui forse avevo sentito parlare tempo addietro ma il cui nome si perse in una delle innumerevoli dark room del mio cervello. Ed è così con gioia che presento a voi il simpatico artista, una sorta di Eminem invertito, i cui interventi sboccati sono a noi più congeniali, nonché immediatamente comprensibili. Un po' di Rainbow Colour in questo periodo Nero Fascio, che a quanto pare si è spinto fin nella Perfida Albione (Flavia, neanche tu sei al sicuro).
Frociobaci a tutti!

PS. Maxino la dedico specialmente a te... perché sei ancor GIOVANE!!! Auguri tesò!!

venerdì, maggio 02, 2008

LA CACCIA HA INIZIO!


Dopo aver battuto a tutto campo il tema della sicurezza come il vero grande problema della capitale, il nostrdoh no mi viene da vomitare, insomma il coso blasfemo ha puntato il suo primo obiettivo: L'ARA PACIS.
molti sostenitori ancora convinti del BOLO-DUODENO PD non hanno capito la mossa. Ma come, conquisti Roma dopo 3000 anni dalla fondazione e la prima idea che ti spunta dal cranio riguarda lo smantellamento di un'opera da poco terminata? ma soprattutto: che cazzo centra con la sicurezza? avrei capito una prima decisione del tipo: TUTTI I CITTADINI NON ITALIANI HANNO L'OBBLIGO DI CAMMINARE IN VERTICALE PER DARE LA POSSIBILITA' ALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE DI CONTARLI CLASSIFICARLI E CACCIARLI. COLORO CHE VERRANNO SORPRESI A CAMMINARE ALLA STREGUA DEL FIERO ITALIANO SUBIRANNO LA PUBBLICA AMPUTAZIONE DELLE MANI. Questo mi avrebbe dato molta più tranquillità. E invece bisogna togliere il cappuccio dell'Ara Pacis. Un primo timido tentativo di smantellare Roma fino a riportarla alla asciutta compattezza del Ventennio? O un tentativo di questo tipo:
ALEMANNO: "SAI CARA, OGGI COME PRIMO ATTO DA NUOVO SINDACO VOGLIO PROSCIUGARE IL TEVERE, COLLEGARE LA BUFALOTTA CON UNA BRETELLA FINO ALLA SALERNO-REGGIO CALABRIA E DARE FUOCO A TRE O QUATTRO PERSONE SOSPETTE."

MOGLIE: "MA NO TESORO, TI PARE CHE INIZI COSI'? DEVI ANDARE A TOCCARE IL CUORE STORICO DI QUESTA CITTA'...CHE CITTA' E' A PRORPOSITO...MA NON IMPORTA...CERCA QUALCOSA DI VECCHIO, E CAMBIALO...COSI'"

ALMANNO: "MA SEI UN GENIO TESORO! POTREI INIZIARE I LAVORI PER INFILARE LA COLONNA TRAIANA NEI BUCHI DEL COLOSSEO... A OCCHIO SECONDO ME CI DOVREBBE STARE..."

MOGLIE: "MA NO AMORE MIO... FAI UNA COSA: BUTTA GIU' L'ARA PACIS, COLPISCI AL CUORE IL SIMBOLO DELLA PACIFICAZIONE DI TUTTA L'EUROPA E VEDI LE REAZIONI... COMINCIA PERO' DALLA COPERTURA E SPENDI QUALCHE MILIONE DI EURO PER UN REFERENDUM SU QUESTO TEMA FONDAMENTALE. SE I ROMANI TI SEGUONO SU QUESTO PUOI PASSARE DIRETTAMENTE ALLA MOZIONE: SPOSTIAMO IL CAMPIDOGLIO DENTRO PALAZZO VENEZIA..."

BACI GOLPISTI A TUTTI!!!!!

mercoledì, aprile 30, 2008

Beviamoci su


Cari blogghi,
lasciate che anzitutto io vi ringrazi per l'avvolgente ondata di solidarietà che ha accolto il mio post di sabato scorso.
L'effetto del Telethon sentimentale però si è infranto miseramente contro i neri fatti degli ultimi giorni. La congiuntura si incupisce vieppiù, e anche la mia vita, insieme a quella di tutti, sprofonda nel cono (o fez) d'ombra che inghiotte tutto. Ora che la tegola fascista ci è caduta sulla testa, e che nessun rimedio si offre allo sfacelo umano (antropologico) e politico di questo paese che altro non attendeva se non il revival del ventennio (ma se va bene, riusciamo a farci accreditare almeno in parte i 14 anni dal 1994 in poi), non ci sono proprio motivi per essere allegri.
Ma qualche giorno fa, dopo aver parlato con lei, la mia psico-coinquilina mi convinse a donare qualche visibilità al mio 31esimo genetliaco o della raggiunta abitazione extra domum parentum, che cade sabato e che finisce sotto il ponte (direbbero i red hot chili peppers) del primo maggio.
Invito dunque formalmente e con accoramento tutti voi blogghi (e a maggior ragione tutti coloro che si trovano entro il raccordo, che presto verrà murato, o sullo stesso meridiano di Roma, più noto come Meridiano Zero) a casa nostra per un dopocena sabato, con un orario che potrebbe collocarsi approssimativamente introno alle 21,30-22.
Baci.
P.S. durante la cena la nostra rappresentante Avon darà una dimostrazione di creme antirughe antietà effetto lifting estremo rovesciamento dell'epidermide.

lunedì, aprile 28, 2008

sabato, aprile 26, 2008

De Cintis - Fenomenologia dell'accessorio in vita a Sua Maestà, Madonna




MM MM MM MM MM M M M M M M M M

Un plauso a Flavia per la nuova etichetta "La recensione della settimana", che sperabilmente ci porterà a disquisire delle nostre scoperte culturali con una certa frequenza. Aderisco immantinente all'iniziativa, con un argomento che a molti di voi apparirà irrilevante, ma che personalmente giudico di vitale importanza. Ieri ha finalmente visto la luce il nuovo album di Madonna, Hard Candy. In quanto addetto ai lavori, il sottoscritto ne ha già goduto in Sala Parto (leggi: magazzino) e ha già avuto modo di apprezzarne la smagliante urban production che a molti farà storcere il naso. Io invece sguazzo nella torrenziale varietà di suoni e promuovo, dimenando i fianchi, l'azzardata scelta di Mrs Ritchie di affidarsi completamente alla triade Timbaland - Timberlake - Williams. Ma non è della musica in sè che volevo parlare. La copertina dell'album mostra una wrestler un po' tamarra che si sistema al polso la fascia nera da combattente, con la faccia sguaiata e le gambe sguaiatamente larghe. Quel che salta agli occhi è il vistoso cinturone da regina del ring, con la M che spicca al centro. Ma l'occhio attento e vigile del fan scorge, ai lati della M, il simbolo del dollaro. Sotto la M, la scritta M-Dolla, ripresa nell'anellone antipanico della mano sinistra (arma contundente ai limiti del lecito in una gara di wrestling, ma evidentemente lasciata in dotazione alla guerriera che ora compie 50 anni e abbisogna di una marcia in più). La M-Dolla si dichiara così Bambola, al contempo negandosi come tale: provate a chiamarla "Bambola" e vi ritroverete una contusione al volto che più o meno apparirebbe come "allod-M". Insomma, il quasi ossimoro "Hard" e "Candy" del titolo è così iconizzato, ancor di più considerando che l'amazzone bi-tetta svetta su uno sfondo lollipop biancorosa. E ora veniamo al pezzo forte: sopra la M è presente un ulteriore messaggio, che recita: "Give it to me". Evidente il richiamo alla terza traccia dell'album, nonché prossimo singolo, un quasi-ska che ci farà sudare in pista quest'estate; altrettanto evidente il richiamo prepotentemente sessuale, nonostante la dichiarazione dell'artista, che lo traduce come "Fammi vedere chi sei, fatti sotto". Insomma, in ogni caso un messaggio intimidatorio: chiediamo a un etero se glielo darebbe, a un tipino così conciato, o se non avrebbe piuttosto paura di un'amputazione genitale ancor prima dell'amplesso... neanche un masochista le si accosterebbe voglioso. Insomma, maneggiare con cura. Il messaggio latente è evidentemente "Se lo voglio me lo prendo, non provare a fare la prima mossa che ti spacco la faccia". Ci aggiungerei anche "verme".
Il Fan Devoto, dopo queste considerazioni, procederà senz'altro a un raffronto con un'altra copertina, quella di "Like a Virgin", 1984. Lì la cintura in vita alla Vergine e Sposa recitava "Boy Toy", come ormai anche i sassi sanno. Un giocattolo apparente, però: la simpatica ragazzotta di provincia si dichiarava "COME una vergine", di certo non tale. Chiaro era il messaggio latente: io gioco a fare la bambina ingenua e sprovveduta, ti fingi di crederci, ma sappi che tutto questo avrà un prezzo. E il tempo ci ha confermato la bontà del gioco, di cui la NonVergine non è affatto rimasta vittima, come sarebbe parso probabile a un funesto preconizzatore dei primi anni Ottanta. Il gioco l'ha portata a occupare un Trono, oggi dissimulato da sgabello all'angolo del ring; l'ha resa campionessa della Pop Culture, come appunto testimoniato dalla cintura 2008, placcata in oro e $; ha reso molti di noi succubi e proni ai suoi voleri, e ben felici di esserlo.
E allora crogioliamoci nella devozione per Lei, mentre ci risuonano nelle orecchie le domande dell'ultimo brano di "Hard Candy", "Voices": "Who is the Master, and who is the Slave"?

Ma secondo voi posso richiedere una borsa di studio all'Istituto Warburg con un saggio più approfondito sull'argomento?

Lo sciagurato si volse

Lo ammetto: avevo un grazioso parasole quell'estate a Leamington Spa, quando parlavo con Flavia in un tiepido pomeriggio estivo, comodamente sbracati sull'erba... ma da oggi do l'addio al mondo e ai suoi vani piaceri (addio ombrellini colorati!), per ritirarmi nella pace del chiostro ove spero trovar pietà, non che perdono.
La serata di ieri è stata funestata da un evento ridicolo, ovviamente per me traumatico, che vi racconto stringatamente perché la mia scelta monacale non vi sembri improvvisa e immotivata.

Antefatto: cena la scorsa settimana, con amici e amici loro nel mio ridente quartiere. Nel mazzo degli amici di ricompare un tale **** già comparso in passato, che un piercing sul sopracciglio e altre cose qua e là mi convincono essere gay, nonostante un'apparenza piuttosto maschile (carino).
A fine serata il tipo mi chiede di fargli sapere se vado a ballare (Circolo o Mucca) - come non si sa, e infatti mi chiede di scambiare il cellulare.
Come chiunque, credo, ho pensato che il tipo provasse un qualche tipo di (inspiegabile? fin troppo spiegabile???) di interesse per me - ERGO, lasciati trascorrere i giorni di rito per far sì che tutto sembrasse casuale, mercoledì pomeriggio mando un sms per sapere se è interessato a venerdì per ballare.
Il tipo risponde entusiasta che andrebbe volentieri al Circolo degli Artisti, e io abbozzo, anche per la curiosità di rivedere quel monolocale soffocante dopo anni di (giustificato) abbandono.
(In tutto questo, Gino, tu eri stato convocato e poi lentamente ho lasciato sfumare i contorni della serata, mi perdonerai?).
Arriviamo a ieri sera: finalmente e senza intoppi ieri sera ci rechiamo al Circolo. La serata è la solita lagna, musica scelta apposta perché non sia ballabile e perché la gente stia nel giardinetto a farsi i fatti suoi, e se possibile infrattarsi. La mia adesione al partito di Muccassassina è sempre più profondamente motivata.
Il tipo si dimostra meno loquace della volta prima ma vabbe'. Ha una curiosa propensione per uscire ogni due secondi da un ingresso e rientrare dall'altro fumando una sigaretta in dieci secondi (altro che 4 minuti...). MA VABBE'.
A un certo punto la situazione si stabilizza con noi che appoggiati alla parete (giacché di ballare non sene parla proprio, che palle) e commentiamo gli exploits degli amici di Maria in pectore.
E in una pausa tra questi commenti succede l'imprevedibile. Un quarantenne piuttosto sfigato si avvicina al tipo e si presenta. Lui si volge e comincia una conversazione fitta fitta. Il tempo di distogliere lo sguardo e un momento dopo li vedo baciarsi travolti dalla passione. EMBE'?
La mia situazione è meno amena: un nerd con gli occhiali è appiccicato davanti a me a passare in rivista la sala, e uno spilungone orrendo mi si piazza di lato. Incazzato, e prossimo a soffocare!!! Faccio uno sprint olimpionico verso il centro sala, cerco qualcuno da rimorchiare, ma solo con una forzosa adaequatio potrei risolvermi a puntarne uno.
Provo a ballare. Prendo e mene vado, perché incontrare gli amanti fatali sarebbe un colpo fatale al mio amor proprio. Solo un'ora dopo (4,30) riesco a smettere di camminare e a dirigermi al mio letto, ma prima di coricarmi leggo il messaggio di **** delle 4,05: "Ti ho cercato alla fine sono andato via. Spero tu non sia rimasto male per l'accaduto".

Ma ormai ho già deciso il corso della mia vita. Oggi, o al più tardi domani, entrare

a) in un convento di clausura, dove passare il resto della mia vita a fare marmellate o a distillare grappe o elisir,

b) nei gesuiti, dove diventerei un prete reazionario (del tipo: rompere le palle non solo ai gay, ma anche agli etero, predicando la castità per tutti, iuxta Evangelium); brigando un po', con questa politica potrei diventare un papa più arcigno e odioso di questo, rovinare la vita a tutti gli italiani, far sì che l'AIDS decimi la popolazione del terzo mondo. Tutto per l'ennesimo stronzo cafone.
Ma c'è una svolta. Mi renderei conto, alla fine del pontificato, che in effetti ho un po' sgravato. Con la mano e la voce tremante potrei pronunciare un angelus a sorpresa dicendo: ho capito che ho sbagliato, etero e gay accoppiatevi a fantasia, all'uscita della messa vi faccio trovare il distributore dei preservativi, dei lubrificanti e degli anelli vibranti. La sera di capodanno facciamo una festa con i travestiti per tutti gli anziani e in sacrestia ci mettiamo la dark room.
Potrei così essere protagonista di una svolta epocale nella storia della Chiesa stessa. Ovviamente sarei tolto di mezzo la sera stessa, ma ormai il danno sarebbe fatto.
Tutto per uno stronzo cafone e approfittatore.

P.S. che per inciso ha telefonato: ma non mi basta il cuore a raccontarvelo. vado a provare il velo, e a cercarmi un Egidio.
Mi offro come padre spirituale di giovani omosessuali repressi dalla famiglia.
Assicuro massima discrezione & estremo rigore
Astenersi perditempo.

venerdì, aprile 25, 2008

C'era tutta la Leamington che conta...



Ah! Quanta mondanità qui, che neanche ve la sognate...
Ebbene, nello scenario da sogno dei Jephson's Gardens - che Max ricorderà, è dove ci siamo spaparacchiati nell'erba dopo aver preso il the alle Royal Pump Rooms! io avevo un delizioso parasole! o era Max che ce l'aveva?? - ma, sto divagando, insomma ai Jephson's gardens ieri sera è avvenuta una esclusivissima proiezione dell'indimenticabile capolavoro di Michelangelo Antonioni "Blow-up". Gasperettina vostra non poteva certo esimersi, ovunque vi siano pretenziosi film di cineasti europei e vino bianco, ella è presente!

Certo, rivederlo ad eoni di distanza da quando "L'Unità" lo distribuiva in videocassetta e io, allora giovane suffragetta idealista, lo vidi è stato quanto meno strano...Avevo pochi, confusi ricordi - la famosa copula con macchina fotografica della locandina, la partita di tennis dei mimi senza palla e racchetta - e la sensazione che il protagonista, fotografo mod della swinging London dei bei tempi andati, fosse assolutamente insopportabile. In questo si rivela l'Antonioni fine psicologo: tutti i fotografi che abbia mai conosciuto sono effettivamente così: insopportabili. Come i calciatori non dovrebbero parlare mai.

Il film, temo, risente moltissimo delle evoluzioni successive del racconto cinematografico più recente...nel senso che oggi mi appare di una lentezza esasperante che ucciderebbe, a colpi di divagazioni estemporanee e finte svolte narrative che non conducono a niente, qualsiasi giovane esponente della MTV generation...

ora che la vedo in questi termini quasi lo rivaluto.

martedì, aprile 22, 2008

Death in Leamington





She died in the upstairs bedroom
By the light of the ev’ning star
That shone through the plate glass window
From over Leamington Spa
Beside her the lonely crochet
Lay patiently and unstirred,
But the fingers that would have work’d it
Were dead as the spoken word.
And Nurse came in with the tea-things
Breast high ‘mid the stands and chairs-
But Nurse was alone with her own little soul,
And the things were alone with theirs.
She bolted the big round window,
She let the blinds unroll,
She set a match to the mantle,
She covered the fire with coal.
And “Tea!” she said in a tiny voice
“Wake up! It’s nearly five”
Oh! Chintzy, chintzy cheeriness,
Half dead and half alive.
Do you know that the stucco is peeling?
Do you know that the heart will stop?
From those yellow Italianate arches
Do you hear the plaster drop?
Nurse looked at the silent bedstead,
At the gray, decaying face,
As the calm of a Leamington ev’ning
Drifted into the place.
She moved the table of bottles
Away from the bed to the wall;
And tiptoeing gently over the stairs
Turned down the gas in the hall.

J.Betjeman



Chissà come mai non vi avevo ancora fatto partecipi di questa "gemma" dell'inghilterra che fu. Ebbene, una delle (non moltissime) cose per cui Leamington Spa è famosa è proprio questa poesia, scritta dal poeta laureato John Betjeman agli esordi della sua carriera. Un uomo di cui, a quanto pare, è stato osservato:

Depression was for him what daffodils were for Wordsworth

impagabile.

domenica, aprile 20, 2008

Enciclo-Pédé

Sere fa si disquisiva amabilmente di cantanti ormai scomparsi dalle scene, come le carampane di Belleville ma - nel nostro caso - con grande sconforto dei loro sostenitori. Come è ovvio, nel mucchio si sono infilati anche cantanti non particolarmente dotati dal punto di vista musicale eppure - misteriosamente - rimasti ben impressi nelle fantasie di tutti. In quest'ultima categoria rientrava un enigmatico figuro, di cui io conservavo vaghi ricordi che proposi ai miei interlocuturi con parole degne della Pizia:

" Festivalbar ... Occhi azzurrissimi ... Maglietta tutta bucherellata ... Gran bel ragazzo ... "

Il mio ruolo di oracolo mi impediva di ricordare nome o titolo della sua canzone e tutto sarebbe stato vano se - con gli occhi lucidi e un repentino guizzo -Max non ci avesse offerto la chiave dell'arcano: "Cantava Strange World!"

Per rinfrescare le vostre memorie (non quella di Max, cui spetta la Gloria dell'Agnizione) vi posto un video che renderà lapalissiani i motivi del ricordo.



PS: Per coloro che - affranti - si chiedano che fine abbia fatto, non temete: sembra che si mantenga facendo il modello.

PPS: Dopo un'attenta analisi, mi sembra che gli occhi non siano affatto "azzurrissimi", ma - a essere buoni - verdognoli... Devo aver confuso il colore degli occhi con quello dell'elastico del suo intimo...

mercoledì, aprile 16, 2008

SANDRA PORTAMI AL MARE!!!!

Che dire? far passare la sbornia della botta? lasciarsi cadere fino a sentire il tonfo sul pavimento di un altro universo? guardare a brutto muso ogni giorno almeno 6 pesone su 10 perchè tra di loro sicuramente c'è qualcuno che ha votato Silvio?
IO DICO NO!
DA OGGI, GIORNO DEL MIO ULTIMO COMPLEANNO NELLA DECA DEI 20, TORNERO' A FARE POLITICA ATTIVA. NON IMPORTA QUANTO MI SENTIRO' SPORCO DENTRO. MA LA SINISTRA NON HA PIU' NESSUN RAPPRESENTANTE IN PARLAMENTO, NON PUO' CHE RIFARE TUTTO DA CAPO E AFFRONTARE QUESTIONI SULLA PROPRIA NATURA, SULLA RAGIONE STESSA DI ESISTERE. E' UNA BATTAGLIA PERSA QUASI SICURAMENTE. DA DOMANI LAVORERO' SU QUEL QUASI.
5 ANNI NON PASSANO IN FRETTA. MA DI SICURO PASSERANNO.
UN BACIO A TUTTI I BLOGGATI PIDDATI E NON!!!!!

martedì, aprile 15, 2008

L'ITALIA NON VOTA LA TRIPPA

VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO


Stavolta più che mai la buca è profonda e cupissima.

lunedì, aprile 14, 2008

"La luna nera!"

(Chissà cosa avrà da ridere...)

domenica, aprile 13, 2008

La Prostituta del Seggio




Conformemente al tenore del mio prossimo anno secondo la D.M. (Divinazione Mereghetti), ho ritenuto opportuno iniziare (o, meglio, continuare) la mia gloriosa Vita Battona direttamente in questa fatidica giornata elettorale. Mentre ero in fila stringendo la carta d'identità e la timbratissima tessera elettorale, testimone del mio caparbio e inguaribile ottimismo nelle istituzioni in questi pochi anni di maggiore età, scrupoli di coscienza e biechi calcoli si sono combattuti nella mia testa, fino a farmi prendere la fatidica decisione: "Diamola un po' a tutti".
Sono così stato capace di votare tre e dico tre partiti differenti.
Di seguito l'ammissione dettagliata delle mie colpe:
camera: PD. Turiamoci il naso e cerchiamo di sbarrare la strada allo Statista Cuscinetto.
senato: idem come sopra.
provincia: un po' d'arcobaleno non disperde il voto in questo caso, e mi fa stare un po' meglio.
circoscrizione: idem.
comune: va' dove ti porta il cuore, proprio. rutelli, nun je la fo. sorpresa, c'è grillini; ma posso votà socialista? no... infine, emerge il ricordo di elisa, incontrata l'ultima volta al concerto di tori amos, e perciò viva nella mia memoria come spirito affine. visto che si può dare una preferenza, la accordo a lei, e di conseguenza all'improponibile candidato sindaco mio coetaneo. forza elisa, viva l'incoerenza (mia), incrociamo le dita, e domani ci sentiamo per essere a distanza partecipe della vostra election alcohol night oltugheter. sempre che la serata di x factor non sia così elettrizzante da farmi dimenticare di vivere in un paese a rischio. vogliatemi bene così, frivola e inconcludente come sempre son stato. baciovi.

sabato, aprile 05, 2008

Altra conferma...

Ho provato anche l'altro test, quello postato da Flavia...
E anche qui mi sbatte vicino a Boselli.
Ma almeno sembra più lontano dal PdL :-)




venerdì, aprile 04, 2008

Che trova conferma..

La scoperta dell'acqua calda...


Salvo!!!

Fiuuuuuuuu





sospiro di sollievo... io avevo fatto un altro test, ben più insidioso e ingannevole, con domande ambigue... o sarà che mi sono fatto condizionare dalla tribuna politica di stasera, con ferrando che inneggiava alla rivoluzione mentre giravo il mio anarchico purè?

giovedì, aprile 03, 2008

Dove stiamo andando

Ho provato anche io il test per sapere "dove" fossi finito politicamente...



Ho scoperto di essere ancora laico, malgrado ormai una certa consuetudine coi Santi, ma di essere sempre più conservatore... Quando vi dirò che ho intenzione di votare fascista, giustificandomi dicendo che quando c'era Lui, i treni arrivavano in orario e si stava meglio quando si stava peggio, vi prego: sparatemi.

martedì, aprile 01, 2008

MAL COMUNE MEZZO GAUDIO?!!???!!!

ANNUNCIAZIONE! ANNUNCIAZIONE!!!
lancio una proposta di visione comunitaria dei risultati elettorali... l'invito è rivolto a tutti i bloggari che vorranno e potranno...
saranno offerti superalcolici per sopportare il nuovo che avanza!!!
e che dio ce la mandi buona!!!

un bacio a tutti!!!