giovedì, marzo 29, 2007



Evviva Evviva!!

Non ho niente da dire e vado pure di fretta che stasera c'è "stand-up comedy" al pub sottocasa.

Ma dovevo celebrare giubilante la prima volta in mesi che Google mi lascia entrare e scrivere un post! Ci vediamo la prox settimana, tanti baci!

sabato, marzo 24, 2007

Poche notizie e una proposta

Da troppo tempo mancavo all'appello. Solo che - a dire il vero - non ho nulla di interessante da dire: ho passato giorni ammalato, giorni stufo, giorni fintamente studiosi, giorni operosi, ma non giorni memorabili, in cui sia accaduto qualcosa di meritevole della vostra augusta attenzione.
Ma l'assenza di novità su questa piazza virtuale è da reprimere e dunque, se mancano cose interessati, si scirvano cose banali. Insomma, rovesciando il motto di una saggia donna (che poi però perse la testa), se il popolo ha fame e i croissant mancano, si accontenti del pane.
Come ogni anno si avvicina la più alta festa della Cristianità, il mio compleanno: quest'anno poi particolarmente importante perché come sapete compio 19 anni ed è dunque l'ultimo anno con l'uno davanti. In occasione di tale solenne ricorrenza, che cadrà sabato 7, pensavo di festeggiare - stupendovi tutti e offrendo un antipasto alla solenne abbuffata pasquizia del giorno successivo - il 7 stesso. D'altro canto non capitava dal 2001 che il mio compleanno cadesse di sabato (in quell'occasione, siccome eravamo tutti giovanissimi festeggiammo in un pub ora marcescente in via labicana. Questa nota è inutile, ma era per sfoggiare la mia prodigiosa memoria, che non da segni di cedimento...).
Come dicevo, si pensava di organizzare una cena e unire in una botta sola le feste mie e di Faber (che sarebbe la settimana successiva) per poter gioiosamente accogliere anche Flavia e Jayan dei quali si attende l'Avvento in quei giorni: il tutto condito da vini, coca cola, sugna, dolci, ricchi premi e cotillon!
Che ne pensate?
Si dovrebbe anche poi pensare a come passare la Pasquetta, che vedrà se non ho capito male Gino al lavoro (poor Gino), ma potremmo inventare una serata per consolarlo.
Insomma, fate sentire la vostra democratica (ahahahahahahaha!) voce!

martedì, marzo 06, 2007

sabato, marzo 03, 2007

Beeeeeeta

Carissimi!!!!!!!!!!!!!!!

Le mie doverose scuse x la latitanza dai miei doveri di severe administrator, ma davvero sono state settimane convulse... è praticamente un mese che attacco tutte le mattine alle 8, e tornato a casa l'unica cosa che riesco a fare (quando non crollo sul letto) è sfidare l'A.I. a Carcassonne, o buttarmi in chat sperando vanamente di fare incontri interessanti. In più, lo annuncio alla lontana Flavia e all'ancor più lontano (anche se non geograficamente) Max, mi sto preparando per l'ennesimo debutto... venerdi prossimo ballerò al Muccassassina! Vi narrerò, se ve ne varrà la pena, i dettagli ad esibizione avvenuta...

Passiamo alle notizie di servizio, che sono le uniche che riuscirò a darvi prima di prepararmi x andare a casa dei piccioncini... il nostro meraviglioso e per un po' moribondo blog è passato alla versione Beta. Non ho assolutamente idea di cosa significhi, ma siamo entrati sicuramente in una nuova era. Se non vado errato solo Cla e Carlo non hanno ancora effettuato il passaggio a gmail, vediamo di convincerli a staccarsi dal passato e sollazzarsi con noi googlati. Ho altresì provveduto, grazie alla Perla di Labuan per la sua segnalazione, a bloccare i commenti dei non iscritti al blog, che dovranno passare sotto il mio insindacabile vaglio prima di trovare, se ne avranno la fortuna, ospitalità sulle nostre pagine.
Per ora è tutto, prometto di scrivere quanto prima un post decente e meno freddo, ma il tempo stringe e fra pochi minuti suonerà alla mia porta la Nera Signora (ovvero Cla) per recarci insieme ai Campi Etilici.

Beeeeeeeeeeeeeeeeeta a tutti

Ginus (a little less) Severe Administrator

SAVE HER!!!!!



Questo esemplare di flavius albionis in tigrottis chiede di essere adottata...
non perdere questa occasione...
basta un post al giorno per ridarle il sorriso!!!!!!
un bacio dal sud europa!!!!!
a presto
marghe e fabri

venerdì, marzo 02, 2007

panico da avanzamento tecnologico

premesso che ho appena finito un tema di diritto commerciale e mancano dieci minuti all'una....
che cosa accade al mondo come noi lo conosciamo???? perchè tutto d'un tratto per accedere al blog devo avere edare un accuont google? e perchè fabri è stato commentato solo da due tristissimi messaggi predefiniti in lingua inglese di autori pressochè sconosciuti?
dove siete?
che fare?
arghhhhhhh

lunedì, febbraio 26, 2007

Anche la Russia è vicina!


Sono le 7 di sera e la libreria a quel punto è strapiena di una quantità di inutili e vili esseri umani da voler solo vomitare... la direttrice sta per uccidere non so chi sulle scale perchè è isterica in vista del matrimonio imminente... la ggggente si accalca alle casse neanche fosse scoppiata la guerra tanto attesa...io sono arrivato alla cosmica media di 10 scontrini ogni 15 secondi e arringo meccanicamente:"salve..... sono tot euro... grazie... prego a chi tocca?"... ed è in questi momenti che si manifesta l'altro sottoforma del prossimo tuo...
una strana signora con un accento che potrtebbe essere chioggiotto, ma che in realtà nasconde una più esotica e alternativa provenienza moldavo-ucraino-bielorusso-afghana mi chiede di cambiare un prodotto: "che voi che io ho preso per padrona mia questo che lo cambio?"
la signora aveva comprato un lettore cd della triplex o simile, marca quanto mai sconosciuta, e voleva cambiarlo perchè: "padrona che lo vuuuole più maderno non so io"...
la guardo sbalordito e le comunico la nuova politica feltrinelli dei cambi (facendo nel frattempo 554345 scontrini), ma la signora evidentemente non parla l'idioma dantesco e allora le faccio vedere uno degli scontrini per farle presente che senza il bizzarro foglietto di carta rischia di essere cacciata dal negozio e dall'unione europea...
perplessa la signora rovista nella busta e tira fuori uno scontrino, lo prendo e le dico che il suo nello specifico presenta molti problemi di fondo (per farlo indico lo scontrino che mi ha dato e faccio di no con il dito), ma prima di poter dire qualcosa la moldava mi fa: "che la padrona mi urla dietro parole se no cambio e che non so ma più moderno"...
dopo aver cercato di decifrare il tragico messaggio"se non torno a casa con un lettore più nuovo senza aver cacciato una lira la mia padrona mi taglia la gola mi dissangua e mi dà in pasto ai maiali" faccio presente alla signora che purtroppo il suo scontrino è datato 12 dicembre 2006 e che quindi non posso cambiare più nulla, ma fatto ancora più importante, lo scontrino che mi ha dato è di "trony"..
la signora guarda lo scontrino e poi ha un'illuminazione:"trony...feltrinelli! che cambia tu?".
la lituana non aveva distinto i due marchi dopo la mia lapalissiana osservazione, ma mi ha intrattenuto per mezz'ora sulla facile assonanza trony-feltrinelli...
dopo averle spiegato per bene la faccenda la signora se ne è andata mesta mesta, e mi sono sentito molto in colpa per lei e per la sua assoluta mancanza di coordinate riguardo la gestione basilare di cassa nei paesi sviluppati.. ma che fare?
ma che fare soprattutto se la suddetta russa di turno dopo 20 minuti torna con un'aria affranta, con gli occhioni da bambi e mi chiede con la più profonda innocenza. "no posso cambiare nemmeno co libri, vero?"
un bacio enorme a tutti!

ps: ma perchè si blogga così poco? fatevi vivi vicini e lontani!!!!!!!!!

fabrizio

lunedì, gennaio 22, 2007

comunicazione di servizio illustrata


Cari blogghini, vogliate perdonare l'uso che faccio del blog al solo scopo grettamente utilitaristico di comunicare con Gianluigi. Ma come potete vedere dalle immagini l'aver scoperto che siamo artisti e colleghi non mi permetteva di esimermi dal postarvi questo post.
La comunicazione de qua riguarda sabato prossimo, quanto la Divina sarà celebrata tra incensi e balli in S. Lorenzo: ci sono altri due inviti pendenti per quella sera, ergo la possiblità che mi liberi è remota, (idontwannahearidontwannaknowpleasedontsayyoure) sorry.
Baci e a presto

lunedì, gennaio 08, 2007

Un cecato in terra ceca


Miei adorati Italiani, eccomi di nuovo a voi dopo una brevissima ma intensa trasferta in quel di Praga. No, non mi sono trasformato in un enorme insetto al risveglio da sogni inquieti, soprattutto perchè i miei sonni sono stati profondi e assolutamente non turbati; leggo bensì che Flavia si è accollata la responsabilità di trascorrere una nottata oniricamente delirante al posto mio... cara Perla di Labuan, non so dare uno straccio di spiegazione alle tue folli visioni, se non accordarti il dono della preveggenza. Infatti poche ore dopo mia sorella si sarebbe trovata, con familiari e concubino, ad affacciarsi alla finestra del castello di Praga che fu teatro della Defenestrazione (non è ben chiaro se di una, due o tutte e tre). Ti tranquillizzo subito, lei non ha fatto nessun capitombolo, ma forse c'è stata una sovrapposizione spirituale con uno dei malcapitati, senza peraltro che lei se ne accorgesse, presa com'era a pensare a dove avremmo potuto riempirci la panza spendendo poco e camminando meno. E credo che l'evento faccia da pendant a me che sogno il monaco albino del Codice da Vinci il giorno prima che tu incontrassi lo sponsor dell'Opus Dei... comincio a pensare che la telepatia sia ormai di casa, da queste parti.

Comunque sia, dicevo, eccomi tornato. Stanco e non del tutto soddisfatto del mio weekend boemo. Immaginavo una Praga incantata, un posto da sognatori, un pozzo senza fondo di spleen mitteleuropeo misto a nostalgie comuniste. Mi sono ritrovato nel pieno del consumismo: Mc Donald's ad ogni angolo, vetrine traboccanti di Armani e Dior, chiese e sinagoghe da visitare solo ed esclusivamente dietro compenso, prezzi adeguati agli standard dell'euro, Casinò luccicanti e Nine Moric vestite come le nostre coatte di borgata; il tutto accompagnato da autoctoni scostanti e spesso sgarbati, la cui sporadica benevolenza si è rivelata spesso sapienza truffaldina. Cosa mi è piaciuto... beh, in realtà alzando il naso ed evitando i fulgori dei megastore, gran bei palazzi, panorami splendidi, scorci suggestivi come alcuni angoli del castello e la visuale dal ponte Carlo. Il quartiere dove albergavo, Zichov (Praga 3), un tempo proletario e ora dignitosamente dimesso, in cui a facciate liberty si alternano night club dalle sobrie insegne. Il cibo, tonnellate di carne inzuppata in qualsivoglia intingolo.. la prima sera io e mammà abbiamo ordinato l'anatra. Credevamo che ci avrebbero portato DELL'anatra, non UN'anatra intera a testa, contornata da cavoli e prugne secche (e noi, stolti, che abbiamo preso pure il contorno, patate al cartoccio con intingolo di formaggio ed erbe...). Non temete, non sono ingrassato di un solo etto, ho camminato così tanto che forse ho perfino perso qualche grammo dei pochi racimolati durante le feste, complice la disperata ricerca dei miei per trovare i NINNOLI in cristallo di Boemia a prezzi ragionevoli, da riportare in patria come souvenir. Per afferrare in quanti negozi siamo entrati, pensate solo che facendone un resoconto visivo potremmo riempire i bassorilievi di due colonne traiane e una facciata dell'arco di Tito, il cui saccheggio di Gerusalemme (era lui???) sarebbe stato un'inezia se mia madre avesso potuto comprare tutto ciò che avrebbe voluto.

Cos'altro dire... mi sono rimaste due lamentele. La prima riguarda la doganiera all'aeroporto di Praga di stamattina: un'erinni che con sguardo compiaciuto apriva tutti i bagagli a mano per estrarne preziose boccette, non perchè particolarmente sospette, no, ma per applicare LA LEGGE. Esaltata dal poter finalmente seguire le normative europee, inebriata dal sentirsi una di noi, sollevata dal non dover più essere costretta a prostituirsi nel nostro Paese per avere un minimo di dignità, estraeva liquidi dalle borse, pietosamente aperte dalla zip e non con un coltellaccio da cucina come avrebbe voluto, ti guardava con un sorriso di sfida, e sorridendo li gettava nel Cestino dell'Infamia. Io ho perduto solo uno stick di deodorante e mezzo flacone di idratante al muschio bianco; ho fortuitamente messo in salvo i liquidi per le lenti e il dentifricio, solo perchè contenuti in una PLASTIC BAG (il contenitore dell'ottico). Ho chiesto spiegazioni, osservando che se volevo compiere atti di inaudita ferocia coi miei liquidi potevo benissimo aprire la PLASTIC BAG e sfogare i miei istinti omicidi. Lei, impassibile, ha tautologicamente ribadito che il contenuto della PLASTIC BAG poteva passare. A quel punto, mosso a pietà dalla disperazione di mio cognato che aveva perduto un profumo di D&G, reo di non albergare in una PLASTIC BAG, ho cercato un bagliore di umanità nella virago, chiedendole se potevo trarre in salvo il profumo nella mia PLASTIC BAG. Lei, impassibile e sorridente, ha spiegato che esso doveva essere messo nella PLASTIC BAG prima del metal detector: ormai era TROPPO TARDI per metterlo nella PLASTIC BAG. E' stato allora che ho capito di trovarmi in faccia al Golem in carne e ossa, e che ogni desiderio di rinchiudere il cadavere della Furia in una PLASTIC BAG sarebbe stato irrealizzabile.

L'altra lamentela riguarda la poca disponibilità dei ragazzotti praghesi, che non ti degnano di uno sguardo. Forse mi ero caricato di aspettative eccessive, ma guardando la filmografia completa di William Higgins (Boys of Prague 1, 2, 3 e 4; Czech Point; Carlo's Friends; Educating Eda Rieger; Prague Rising, et cetera) hai l'idea che qualunque fanciullo mediamente attraente muoia dalla voglia di portarti a letto. Non sopporto l'idea che anche i facili costumi degli stalloni boemi siano una porno-leggenda metropolitana, come il fattorino delle pizze avvenente e benevolo o l'idraulico che simpaticamente non si dedica solo a sturare lavandini. La foto sopra, sveliamo l'arcano, ritrae un giovine che lavorava il ferro nei cortili del castello, alla vecchia maniera (ma con le cuffie dell'i-Pod alle orecchie); in qualunque sceneggiatura che si rispetti ti avrebbe portato nella torre delle torture, a 100 metri da dove lavorava, ti avrebbe legato alle catene, si sarebbe tolto il grembiule e via fantasticando; o, nella più grigia delle ipotesi, avrebbe sollevato gli occhi, spento l'i-Pod, e chiesto con tono sognante il numero della tua stanza d'albergo (anche l'albergo, se fosse stato particolarmente sveglio). Nulla di tutto questo: ha continuato alacremente a battere sull'incudine, mentre io altrettanto alacremente l'ho guardato e ritratto a imperitura memoria. Sconsolato, ho creduto di rifarmi con una visita alla collezione di Barbie ospitata nell'edificio adiacente, ma il prezzo elevato mi ha fatto desistere anche dalla ludica consolazione; inorridito dall'ennesimo mercimonio di Cose Sacre, ho definitivamente chiuso il mio cuore alla Babilonia Boema.

domenica, gennaio 07, 2007

Questa notte ho fatto un sogno...

Ma che bizzarro sogno ho fatto questa notte: ero a Roma che guidavo nei dintorni di Prati quando mi rendo conto che per andare dove devo recarmi (la meta non mi è chiara ma nel sogno pare essere un tragitto pittosto usuale) la cosa più sensata da fare è lasciare la macchina lì nei pressi e percorrere una scorciatoia che passa per casa di Gino....no cari topi, non SOTTO casa di Gino ma proprio DENTRO casa di Gino. Sono conscia mentre mi intrufolo a casa sua che non sono invitata e che probabilmente non c'è nessuno ma, nella finzione onirica almeno, mi par cosa sensatissima e anzi giurerei di averlo già fatto un sacco di volte in precedenza. Insomma eccomi lì che, novella Alice, entro a casa di Gino e la percorro tutta con l'intenzione di giungere ad un'altra porta che mi condurrà dritta alla meta (il tribunale?) quando mi imbatto nientepopòdimenochè.....nella sorella di Gino! La poverina però è visibilmente scossa e, guardatala un po' più da vicino, anche un po' ammaccata. Le chiedo che le è successo e lei mi dice che è tornata a casa perchè mentre era al lavoro per sbaglio era caduta dalla finestra del secondo piano. Segue momento di mia concitazione in cui le chiedo 1) se si fosse recata al pronto soccorso (risposta negativa) 2) se avesse informato della cosa i genitori e il fratello (nuovo diniego) e mi domando quale sia l'ospedale più vicino. Mi pare che il sogno si chiuda quando pacatamente decidiamo di chiamare un taxi e di comunicare ai familiari l'accaduto. Devo dire che Alessandra aveva un'aspetto veramente impeccabile per una che era appena volata da una finestra.
Che vorrà dire? Esperti della smorfia napoletana e psicanalisti junghiani vi prego di unire le menti e fare luce sull'arcano...

martedì, gennaio 02, 2007

Memorie di me, puttana triste ovvero 100 colpi di spazzola prima di accorgermi che sono calvo


Cari tutti, buon 2007!!!Il 2006 è ormai alle spalle, e ci siamo addentrati di gran
carriera in questo nuovo anno, foriero di chissà quali nuove
insidie... Il capodanno di solito è tempo di bilanci, ma scarse
sono state le ore decembrine da poter dedicare a una seria
riflessione sui trascorsi dodici mesi... sommariamente, senza
scendere nei dettagli, è stato un anno davvero strano. Tuffi
carpiati e inversioni a U lo hanno contraddistinto, unitamente a
una inaspettata ed equilibrista serenità... ma su un punto credo
di dovermi chiarire le idee, e lo farò insieme a voi. Alla cena
capodannesca si è, il caso di dire, intavolato il discorso di
quanto sesso io abbia fatto, e soprattutto con chi; mi sono
lamentato della scarsità di eventi in tal senso determinanti, ma
poi alla domanda su quante persone io abbia biblicamente
conosciuto nell'arco dell'anno non sono riuscito a diradare le
fitte nebbie della mia memoria. Eccomi quindi a stilare un
succinto elenco, in ordine alfabetico, di quanti hanno avuto il
piacere (spero) di sollazzarsi con me; fermo restando che
l'elenco potrebbe necessitare di ampliamenti qualora mi
sovvengano episodi al momento rimossi. Principiamo, adunque...
Al. : Classe 79. Splendido bronzo di Riace dal volto elegante,
detentore della palma del più bello con cui abbia giaciuto.
Incontrato una sola volta in autunno dopo mesi di insulti via
sms. Degno di un replay ma, ahimè, fidanzato, e soprattutto di
stanza a Cinecittà... troppa fatica.
An. : Poco più grande di me. Infermiere pugliese del Nuovo
Salario, con gli occhi da cerbiattone e lievemente effeminato...
ma dotato di un'inaspettata e sorprendente Virilità. Un solo
incontro pieno di dolcezza, e poi è praticamente sparito in buco
nero. Peccato.
Cr.(mi pare...) : Più piccolo di me. Praticamente rimosso. Non
affascinante, non interessante, non irresistibile, visto una
volta (confesso, la seconda volta a distanza di circa un anno) e
poi accuratamente evitato. Ma ha avuto il pregio di essere il
primo dopo il Crosta... una sorta di Mastro Lindo sessuale, se
vogliamo.
Fi. : Nato nel '78. Redattore meridionale di una casa editrice
cattolica, vive in un collegio, nel quale ha commesso atti
impuri insieme a me, dopo ossequiosi saluti al priore
ottuagenario; è il responsabile del mio ritardo alla finale dei
Mondiali. Piccolo e passionale, ha meritato ben 2 avventurose
visite del qui presente scomunicato nella sua cella monacale;
ma, vistolo zompettare in modo imbarazzante al Mukka, qualsiasi
voglia di reincontrarlo è svanita nel nulla.
Fl. : Maturo ma giovanile cardiochirurgo bisex, irsuto e
piacente. Nei primi cinque minuti del nostro unico incontro mi
ha testato il tasso di ossigenazione del sangue con un
apparecchietto da 1 milione di euro. Appurato che il fumo ancora
non ha avuto ragione dei miei anticorpi, si è prodigato a
curarmi a modo suo; ma, forse per deformazione professionale,
non ha mai smesso di impartire ordini con tono da sala
operatoria ("Garza! Pinze!"). Vive a due passi da me, ma
nonostante i suoi reiterati inviti, protrattisi sino a ieri, non
mi sono mai più concesso alle sue attenzioni.
G.1 : Giovanissimo virgulto picchiatore di Forza Nuova, testa
rasata, sessuomane e feticista dei piedi. Nonostante le
premesse, o forse proprio grazie ad esse, uno dei più
corroboranti passatempi del 2006, protagonista di un'epica
pomiciata nello spogliatoio del Ced, dove l'ho circuito, e di
una successiva visita chez moi. Mai più incontrato dalla
primavera, date incolmabili distanze (Cinecittà again) e
difficoltà logistiche. Attualmente protagonista di chattate ad
alto tasso erotico.
G.2 : 35enne massaggiatore sardo, londinese di adozione,
sbarcato da poco a Roma ai tempi del nostro unico incontro,
anch'esso in primavera. Mi ha sollazzato di aneddoti sulla scena
musicale internazionale, e mostrato cruciali punti dello shiatsu
... al di là di questo, poco altro da ricordare. Troppo odoroso
di aglio e ascetismo, l'ho lasciato libero di portare benefici
ad altri, ma non a me.
M. : Coetaneo bisessuale e napoletano, ex docente di aerobica e
spinning. Un po' fuori forma fisica ma comunque decisamente
apprezzabile, come quasi tutti i napoletani e quasi tutti i
bisessuali. Incontrato in un momento di follia, alle 2 di notte
a piazza Mazzini, e successivamente dopo una serata in compagnia
di A., al quale avevo appena rifilato un due di picche non
esplicito, in uno degli episodi moralmente più bassi della mia
vita sentimentale. Passionale al punto da inseguirmi dentro casa
in un momento di necessaria pausa, attualmente si limita a degli
squilletti adolescenziali sul cellulare, che debitamente
tradotti stanno a significare "sono libero, se hai casa libera
vediamoci".
Pa. : Fascinoso 35enne ex danzatore, napoletano anch'egli,
interessante e simpatico. Si profilava un incontro ricco e
appagante, mi sono ritrovato a fissare il televisore durante
l'atto sessuale, consumato nel letto a baldacchino del b&b di
sua proprietà (location apprezzabile). Decisamente una
delusione, nonché l'ultimo guizzo erotico del 2006.
Pi. : Coetaneo VIP, giornalista televisivo e radiofonico della
scuderia di Sua Pinguedine Giuliano Ferrara. Bisessuale ma
ufficialmente etero, mi ha accolto nel suo ricco appartamento di
scapolo d'oro, ricambiando la mia ospitalità dell'anno
precedente. Antipatico come nei suoi interventi, è ossessionato
dal turpiloquio e dalle scarpe da ginnastica dal forte odore; e
soprattutto, dopo averti trattato come una prostituta del
Trullo, a malapena si accorge che te ne vai. L'unica attrattiva
rimane nel fatto di essere stato nel letto di un VIP e di
poterlo sputtanare a piacimento.
Ma dopotutto sono inguaribilmente romantico... e il ricordo che
resterà di quest'anno saranno soprattutto i baci al chiaro di
luna di giugno, alle 3 di notte al Circo Massimo, con MF (o FM,
non s'è mai capito)... lui, che mai si è concesso alle mie piene
attenzioni, è l'unico che mi abbia fatto palpitare il cuore come
a un'eroina di Barbara Cartland... e ovviamente mi ha rifilato
un benservito grande quanto il Cupolone.
Ed ora la mia Ricerca è a un bivio... perseguire la felicità del
Vero Amore, o continuare a donarmi in giro, per poi potervi
raccontare tutto e riderne insieme? Accetto consigli...intanto, vi auguro un 2007 pieno d'Amore!!!!
Gino G.

domenica, dicembre 31, 2006

ANNO NUOVO VITA NUOVA


Cari bloggatori, ormai un po' in sciopero da feste natalizie, eccoci giunti alla fine dell'anno che come un fulmine, anche questo, se ne è andato... e che vi posso dire... non ho proprio nulla di fondamentaloe da dire se non che anche via webbatica vi mando un augurio di un 2007 coi fiocchi e anche di più...
per me si chiude un anno strano e voi tutti ci siete stati. un ringraziamento era doveroso...
buon 2007!!!

mercoledì, dicembre 20, 2006

La Spaventevole Ox-Femme

Dopo Hulk e She-Hulk, La Cosa e La Cosa-Donna, Captain Marvel e Ms. Marvel, Ant-Man e Wasp il Sorridente Stan Lee presenta.........................................La Spaventevole Ox-Femme!!!

Fulvia G., giovane aspirante ricercatrice di storia trapiantata in Inghilterra, decide di assecondare il suo candido amore per le vecchiette (da lei definite "le fonti orali della storia") e la chincaglieria diventando volontaria in un Oxfam Shop. Una notte, Fulvia G. viene inavvertitamente chiusa dentro da una delle vecchie gestrici del negozio affetta da Alzheimer galoppante.
La prolungata esposizione alle radiazioni del registratore di cassa all'uranio impoverito regalato da un agente dei servizi segreti deviati in pensione intacca la salute e il buonumore della giovane, che viene salvata solo da una trasfusione di sangue del cugino Bruce B. (alias il Terribile Ox-Man).
Da allora, ogni volta che il registratore di cassa si inceppa o una vecchia tenta di appiccare il fuoco al negozio dando fuoco alle pellicce ecologiche Fulvia G. si trasforma nella Spaventevole Ox-Femme, spietata serial-killer in grado di assumere mille aspetti grazie ai suoi travestimenti camaleontici, che stana le vecchie ultracentenarie, le seduce con la sua melliflua eloquenza e le uccide rubando loro le memorie degli anni dal 1925 al 1970.
Ox-Femme, che vuole trasformarsi in un data-base vivente della storia (ma soprattutto delle storie) contemporanea delle donne si apre a colpi di assassinii spietati una strada inesorabile verso Buckingham Palace, mentre Fulvia G. assiste impotente alla distruzione di tutto ciò in cui ha sempre creduto.
Una saga avvincente scritta da Stan Lee e disegnata da Jack Kirby.

(Scusate ma ho pensato a questo oggi sotto la doccia e volevo ad ogni costo postarlo. A stasera)

sabato, dicembre 16, 2006

:: s o n d a g g i o ::

Carissimi, ecccomi a voi in versione demoscopica per tentare di armonizzare le diverse tendenze delle vostre disponibilità e preferenze sulla Serata Natalizia 2006.

La Data.
unico giorno in cui Gino potrebbe partecipare sembra essere mercoledì 20, a quanto ho capito, o al massimo giovedì 21 sul tardi; di contro Max ricusa fermamente la data del 21 per impegni precedenti; Flavia e Jayan arrivano il 19. Date le premesse, voi che giorno preferite?


La Serata.
Le ipotesi attualmente allo studio sono due:
1) Si va tutti a mangiare fuori, e si festeggia l'approssimarsi del Santo Natale con un tripudio di grasso degno di un festino del Basso Impero;
2) Ci si vede dopo cena, e si annaffia l'approssimarsi del Santo Natale con una fantasia alcoolica degna del Basso Impero.

Vi pregherei di rispondere a questo post in modo vieppiù lacoonico, indicando le vostre preferenze o suggerimenti riguardo ai quesiti proposti. Eventuali schede bianche saranno assegnate alla maggioranza e non sarà possibile in futuro contestare tale procedimento.

ps. In caso di parità (che sarebbe davvero imbarazzante), vincerà la proposta appoggiata da me.

Baci.

mercoledì, dicembre 13, 2006

L'erba del vicino è sempre più verde(?)


Miei cari dileggiatori del genere umano,
non sarò breve, ma
so che in voi posso trovare conforto alle mie disavventure, so che solo voi, la sola "cupola" degna di questo nome rimasta in attività in questi anni di pensiero debole e politicamente corretto potete comprendere la mia rabbia per il genere umano, soprattutto se questo si manifesta sotto forma di vicino molto molto "esigente".
Ma è necessario fare qualche passo indietro per ricostruire i pezzi di questa intricata vicenda che ha smosso il mio animo e mi ha messo di fronte a tante scelte difficili.
In una domenica mattina di qualche settimana fa, la "signora" - la chiamaremo così nonostante la peluria diffusa e la stridula voce da cornacchia - del secondo piano ha pensato bene di salire i tre - sempre troppo pochi - che separano la sua "abitazione" dalla mia e ha deciso di iniziare uno show che solo i condomini sanno regalare, urlando come fosse posseduta e suonando il campanello neanche fosse la batteria di un gruppo rock di terza mano e non contenta sbatttendo vigoramente i pugni sulla porta minacciando maledizioni a ogni santo e intercalando con sempre maggiore virilità che avrebbe chiamato i carabinieri.
Dall'altra parte della porta però si trovavano 4 allegri giovinastri reduci da un sabato sera lungo che, con un'opera di autoconvincimento collettiva e telecinetica, avevano stabilito all'unanimità che tutto quel rumore non poteva certo riguardarli e che di sicuro prima o poi si sarebbe spento o confuso con l'allegro chiacchericcio saltellante dei fedeli che la domenica mattina vanno in pellegrinaggio per ascoltare qualche predica di joseph su un mistico medievale sconosciuto anche agli specialisti e che tanto ha fatto, senza che però nessuno se ne sia accorto, per la fede e la speranza del popolo cristiano. tutto questo ovviamente in latino.
ma, miei cari topi, così non è stato. la nostra giovane speranza si è scontrata con l'ostinazione di una vecchietta alta, ciuffo compreso, 65 cm in tutto e che dopo almeno mezz'ora di urla ha rotto il nostro meritato sonno.
che giacomo non scendesse era una mia convinzione più che certa nonstante capissi ben poco e che marghe o costanza prendessero in mano la situazione era solo una'altra speranza che si rivelò vana.
perciò, con piglio fiero ho indossato una maglietta di superman, sono sceso, ho tolto il chiavistello, e ho aperto la porta.
in quel preciso istante mi sono reso conto di molte verità ultime, ma, come capitò anche al Sommo Poeta, la mia memoria ha ceduto ad un oltraggio che lo stesso Sommo non avrebbe potuto tradurre in versi. se l'avesse vista avrebbe cambiato mestiere.
ma siccome io il Sommo non sono ho "deciso" di affrontarla e per farlo la prima mossa fu di chiederle di tradurre per me in italiano le sua urla senza senso.
la prima cosa che ho capito aveva a che fare con " 'so fitti de' rtom'ba ccche 'ccia e 'o rumore": pensavo che il drago-sputafuoco si riferisse al rumore che fa il filo dei panni quando qualcuno stende - perchè nel nostro condominio si sono lamentati anche per quello - e ho subito rassicurato l'anomalia genetica che avevo poco tempo prima messo dell'olio sulla rotella del filo, ma a quel punto sono stato aggredito " 'ma lo lo lo 'a mia finistri o 'lio tuttu'i iorni 'l vitri che ungi i vitri miii dall'ari che ja v'o dittu , ma ii chiam'i'igili 'mo ".
la "signora" si stava lamentando dello sgocciolio di uno dei nostri condizionatori che era rimasto accidentalmente acceso... (quello di giacomo ovviamente...) e dopo la mia prima risposta era convinta che dai nostri "arii" colasse olio sulla sua finestra da circa 10 ore.
Capito questo mi sono scusato - un po' anche per paura - con l'essere vischioso che avevo di fronte e l'ho rirassicurata che, avrei fatto spengere subito quello che lei chiamava " l'arii ".
Ma la cosa voleva la rissa e proprio mentre stavamo per contare i fatali dieci passi prima del colpo nella magnaum 54 è arrivata Marghe.
o meglio, è arrivata Marghe appena sveglia, vestita anche lei in modo imbarazzante che si è trovata di fronte superman in piena lotta con un mostro giunto da un altro pianeta che aveva osato interrompere il suo sacro sonno. le sue parole vanno riportate per intero. relata refero: "Tu zitta e tu zitto, e lei che ci fa qui che io stavo dormendo?"
la cosa se l'è presa anche perchè nella guerra aprire due fronti, si sa, è l'inizio della fine e ha preso la via della fuga verso l'ascensore minacciando ancora l'arrivo dei 'igili, ma Marghe a quel punto deve essersi sentita estromessa e ha richiamato il gremlin all'ordine "signora torni subito qui, non è che se ne può andare mentre IO sto parlando!!!!".
dopo qualche altra battuta la scena si è chiusa dietro le porte dell'ascensore che ha riportato il t-rex nella sua tana, ma come un imprevisto effetto domino alcune signore si sono affacciate alla finestra per fare le loro dichiarazioni e alle nuove urla si è unita anche attila e allora mi sono affacciato pure io e ho urlato le mie ragioni, ma la signora del terzo piano mi ha accusato -sigh! - di aver "aggredito" ivan drago e che per questo avevo certamente torto comunque. io mi sono limitato a spiegare alla signora che poteva anche farsi i beneamati cazzi suoi e che "quando l'aggrdirò se ne accorgerà sicuramente" e le ho spiegato che non poteva interrompere la signora francese di fronte che mi stava dando ragione...e così fino all'esaurimento della voglia di litigare.
dopo un po' di tempo e qualche altro battibecco nei giorni successivi di cui potete fare a meno perchè da questi ho imparato ben poco sono giunti gli uomini degli "arii" per rimediare al problema: inserire un tubo di 52 metri nell'arii e farlo arrivare sotto i vitri della madre di dracula per evitare lo scontro fra sgocciolio nostro e porta dell'inferno.
detto fatto direte voi, ma non è andata così.
gli uomini dell'arii hanno sistemato il tubo, ma avevano bisogno di fissarlo e farlo scorrere da una finestra sotto la mia...diciamo all'altezza del SECONDO PIANO!!!
con una mano sul cuore e una non vi dico dove sono sceso, ho suonato delicamente al campanellum mortalis e ho sentito "i'si?" , "sono l'inquilino del quinto piano avrei bisogno della sua finestra"
E lei ha aperto la porta. ho visto tutto, tutto quello che sarebbe troppo lungo riferire: cose varie trasportate dalle tombe micenee ed egiziane, materiale rinvenuto a mururoa dopo l'esplosione, oggetti metallici appesi alle pareti insieme a trofei di caccia risalenti all'epoca di re Artù... e ho VISTO IL KARAOKE DEL PICCOLO VALERIO....
scioccato per le troppe emozioni ho chiesto alla lillipuziana transgenica dove si trovasse la finestra e lei "'ni vidi...'sti è ma chi 'na vidi?" la finestra era nascosta da un albero di natale satanico e da una quantità immane di carta pesta marrone che faceva le veci di quello che forse fu un presepe. ho preso il coraggio a due mani e dopo uno sguardo di comprensione dell'uomo degli arii ho spostato tutto: divano,albero e presepe, "ma 'sta ttent'e 'o rumpi e po'ii che fa'"
l'uomo ha fatto quello che doveva fare e ho deto testualmente a belzebù "noi andiamo su fissiamo l'altro tubo e poi torniamo per fissare tutto". "'ì, m'apprest'i e'fa 'a spisi pii pupi.vo'fat'io v'ispittu 'ca finimmu".
salgo, gli uomini dell'arii fanno quello che devono fare e uno di loro, 180 Kg senza ciuffo pure lui, resta attaccato al tubo pericolante in attesa che il suo fido aiutante (cla gino carlo e max avreste apprezzato la robusta scorza giunta dall'est) andasse nel girone dei nani sfigurati a fissare il tubo...ma c'è un problema... torna subito su e dice che il formichiere zoppo non apre. "non avrà sentito" dico io, e scendo con lui...
elephant man non c'è e, questo non è uno scherzo, per un'ora e mezza c'è stato un uomo a casa mia attaccato al motore del condizionatore con un braccio sotto il motore per tenere il tubo mentre un altro uomo dell'arii lo teneva per i pantaloni. tutto questo a soli 52 metri da terra.
rosso di vergogna per la situazione inizio la mia personale "maratona delle scale" alla ricerca di qualche essere umano che possa avere le chiavi della stanza degli orrori...ma non c'è quasi nessuno e i pochi che aprono la porta mi guardano e mi chiedono se sono nuovo...ma il capo della scala appena rientrato dalla sua solita passeggiata a borgo mi guarda sconsolato e mi consiglia di andare dall'amministratore - palazzo di fronte - "chè lui forse cellà...ma nooo so...tupprova ar massimo 'n ce 'sta".
corro come una gazzella fino al palazzo di fronte e dopo essere stato congelato dalla temperatura per la prima volta in quest'anno gelida suono all'amministratore e una voce di donna, flebile, invece di rispodere "chi è" come tutti gli esseri normali della terra, mi dice "è tardi,sali su che finiamo e poi andiamo da rosaria".
a quel punto incuriosito salgo e mi trovo di fronte una matrona della roma repubblicana che mi guarda come se fossi un alieno, le comunico il problema e lei mi risponde "mio marito non c'è...oggi è lunedì". stavo quasi per chiederle un chiarimento, ma non avevo tempo per cui sono sceso e ha attraversato la strada, ma al portone mi sono reso conto di non aver preso le chiavi oltre al barile di nitroglicerina per far saltare il covo di al qaeda e suono agli uomini degli arii che rispondono e chiedono pure "chi è", e in più rispondo "io"...
salgo e trovo l'uomo a mezz'aria un po' infastidito e continuo a scusarmi quando al terzo piano si apre una finestra e sapete chi è? quella che aveva detto che io avevo aggredito la signora e che era a casa da ore, ma non aveva voglia di aprire perchè satava facendo "le faccende"...e l'uomo appeso mi dice che dal terzo piano possono anche farcela...ma in quel momento arriva anche il piccolo errore di natura e gli uomini dell'arii riescono a finire il lavoro.
ma a quel punto scendo al secondo piano e avverto sauron che lei farà anche paura, ma che la prossima volta che mi rivolgerà la parola anche solo per dire buongiorno mi tapperò il naso e la morderò così forte alla gola da strapparle la testa...e mi ha detto di sì con l'occhio un po' spaventato. ma non mi bastava e le ho fatto la scena di "qualcosa è cambiato" "neanche se dovesse sentire un tonfo e dopo 2 settimane una puzza di cadavere..." - era un mio sogno - e inoltre la mia battaglia l'avevo vinta.
e l'avevo vinta la prima volta che sono andato a casa sua...qualcuno da quella volta ha più sentito gli ululati del karaoke del piccolo valerio? nooo???
chissà perchè?
baci satanici!!

killex

martedì, dicembre 12, 2006

la retour


so' tturnato!
e, spero allietati da questa bucolica immagine che tanto mi ricorda l'agro che lasciai e che presto rivedrò, riflettete e fatemi sapere come e quando ci vediamo...
baci

Nuove e inquietanti metamorfosi


Topi adorati, stringetevi idealmente a me in commosso cordoglio...domani tornerò a calcare le scene del W.legal training e a rilasciare nuove testimonianze giurate, ma niente piume di struzzo per me, niente applausi a scena aperta...solo un misero canovaccio e, se mi va bene, il cestino della pausa pranzo. Questa volta sarò Peter W., professione camionista in una ditta di sfasciacarrozze! E per giunta azzoppato da un incidente sul lavoro! Ah....Geena! Quale conforto sarebbe ora poter attingere alla fonte della tua lunga esperienza di soubrette a tutto campo, anche se, mi pare, interpretare manovali e uomini di fatica non fosse parte del tuo vasto repertorio. Per lo meno, tornano inaspettatamente utili le tante riunioni politiche presenziate presso il "Il Buon Pastore", dei veri "case studies" per la prova che mi aspetta domani....Vi bacio, adorati...devo imparare a memoria le mie nuove generalità e procurarmi un calendario di Pamela Anderson...

martedì, dicembre 05, 2006

Il giorno in cui Flavia G. andò all'Oxfam...


Cari topi!
Ecco a voi il post tanto atteso sulle mio nuove tribolazioni di intrepida
suffragetta...strano che Claudio non abbia già sottolineato il fatto che, come al solito, non ho resistito alla tentazione di buttarmi alla ricerca del "disagio". Mio padre ovviamente non si è fatto scappare l'occasione e ha rispolverato uno dei suoi marchi di fabbrica:
Dove c'è il disagio, Flavia è presente!
.
Questa volta però le mie motivazioni erano meno nobili del solito: conscia di dovermi ributtare anche io nel turpe mondo del commercio al dettaglio nel quale già patiscono Gino e Fab e che già anni addietro mi ebbe prigioniera ho pensato che meglio fosse fare prima un po'di pratica; soprattutto, mi premeva riconciliarmi con la bestia nera di tutti noi accademici-commessi-prezzolati: il registratore di cassa. Sono passati vari anno da quando dovetti fronteggiare a mani nude l'orrenda ciber-creatura del demonio e ricordo che già all'epoca essa mi rendeva molto nervosa, forse perchè da Mel al minimo errore, dalla contabilità usavano scendere in volo uno stormo di scimmie alate che, sollevandoti tra i loro artigli, in breve facevano scempio di te con le fauci belluine, innaffiando delle tue misere interiora il pubblico in estasi. All'Oxfam non fanno così... All'Oxfam sono buoni! All'Oxfam tollerano ogni forma di condotta scellerata nei confronti della cassa ad eccezione dell'incendio doloso. Soprattutto, all'Oxfam sono VECCHI, per cui se gli dici che hai fatto un errore, dopo 5 minuti già non se lo ricordano più! E questo mi riporta al nocciolo del racconto (tutto ciò che ho scritto prima era solo una breve introduzione doverosa): Il mio battesimo del fuoco alla guida della cassa (ok, il mio secondo battesimo, la mia prima comunione?) avvenne, sfortunatamente, una mattina in cui, assente il manager del negozio, era al timone una volontaria un po' anziana, che chiameremo Beryl la rincoglionita. Costei, affetta da quei momenti di stordimento e confusione che talvolta affliggono le persone anziane, i "diversamente giovani" diciamo, ebbe una sorta di crisi, anzi 2. La crisi numero 1 la ebbe cercando di aprire il negozio da dentro con la chiave, operazione che non le riuscì ma, invece di segnalarmi il problema come sarebbe naturale fare decise di fare la vaga. Ci siamo accorti della situazione solo quando i clienti fuori hanno cominciato a tempestare di pugni la vetrina...La crisi numero 2 occorse proprio con il suddetto registratore di cassa, che B. fece misteriosamente inchiodare, tentò poi maldestramente di resettarla infine presa dal panico la lasciò lì gemente, uscì dal negozio e sparì per 2 ore. Io ed un'altra volontaria poco esperta furono lasciate a fronteggiare la cassa oltraggiata e i malumori della clientela...aaah..momenti indimenticabii....

lunedì, dicembre 04, 2006

Come, prendendo un Taxy e un cappuccino al Bar, un giovane apprese molte Lezioni di Vita.


Un Taxy e un Bar (mirabilmente sintetizzati nell'immagine a fianco) possono essere luoghi degni di essere paragonati alla piazza socratica, ai viali aristotelici o al portico di Zenone.
Ma è meglio che la storia la si cominci dal principio...
Stamattina avrei dovuto recarmi in via delle Fornaci alle 10, il che comportava un minimo sforzo da parte mia e del mio mezzo. Ma la mano beffarda del fato si è accoppiata con le mani incompetenti di un meccanico e delle segreterie universitarie, trasformando un'allegra gita in un viaggio di (d)istruzione: il mio (quasi ex) scooter ha deciso di non partire (fortunatamente sin da sabato pomeriggio) e l'università ha deciso di non permettermi di stampare da casa il bollettino di pagamento (il quale andava fatto entro domani; per inciso, l'autorizzazione a pagare è stata data solo tre giorni fa...).
Pertanto stamane, dopo aver campeggiato di fronte alle segreterie sin dall'alba, per essere il primo, ho preso un Taxi per giungere in orario al mio appuntamento. La sorte ha voluto che una zingarella tentasse di impietosire l'anziano conducente fermo ad un semaforo di piazza dei Cinquecento... Mal me ne incolse: il resto del tragitto ho ascoltato una lunga dissertazione sul passato da emigrante del signore, "che però io lavoravo, eh!, Mica come questi, che vengono e non si adeguano alla nostra civiltà e levano i crocefissi dalle scuole..." e sulla storia delle migrazioni degli Zingari in Italia, "che Tito, quello della Jugoslavia [e io che pensavo si riferisse all'Imperatore... ], quelli criminali che erano condannati a 20, 30 anni ci diceva: o vai a fare il nomade o stai in galera. E quelli si sono presi tutti il passaporto da nomade [?] e sono venuti..."
Nei rari momenti di silenzio, probabilmente causati da necessità respiratorie, cercavo di introdurre dei distinguo, ma inesorabilmente la voce robotica del radiotaxi copriva i miei tentativi, gracchiando indirizzi e sigle. Alla fine della corsa sono lestamente sceso e - per riprendermi - ho deciso di prendere un cappuccino, dato che avevo un po' di anticipo.
Il Bar era quasi vuoto e lo divenne totalmente allorché la mia comanda fu pronta; il Barista, romano verace, stava nel frattempo parlando al suo aiutante e in quel momento disse che la moglie lasciandolo aveva firmato una carta in cui rinunciava a tutto e che per questo riteneva di essere stato molto fortunato in vita sua. Io che stavo sorseggaindo il mio cappuccino, sventurato, abbozzai un sorriso di circostanza. Questo cenno di umana simpatia, offerto nel momento sbagliato, fu pagato a caro prezzo: prendendomi come suo discepolo, il Sor A. (il nome me lo ha detto alla fine del suo sermone, invitandomi a passare di nuovo a trovarlo, poiché sono un giovane tanto simpatico... Evidentemente da svenuto risulto simpatico... Ma anche giovane!) ha cominciato a narrare di prodezze sessuali con la sua nuova compagna [probabilmente tre volte campionessa mondiale di pelo sullo stomaco], parlare di Donne (in senso generale), di come siano crudeli e della loro "ferita" (termine che non udivo da alcuni anni e che ha causato il blocco delle mie funzioni primarie, da cui lo svenimento in piedi e lo stato catatonico). Ogni tanto cercava la mia apporvazione su argomenti che ricordo vagamente dal sussidiario delle elementari o da alcune lezioni di scienze, ma che non mi hanno mai interessato a fondo, dal momento che solitamente mi concentravo sulla pagina seguente (o precedente, a seconda dell'umore dell'autore/autrice): approvazione che non potevo dare (essendo ormai da tempo incosciente) ma neppure negare (esendo incosciente e perdipiù impreparato), cosicché detta approvazione era data per scontata e si proseguiva verso nuovi lidi sempre più imbarazzanti.
Ma il vertice del suo discorso, che mi ha risvegliato dallo stato penoso in cui ero caduto, è stata la sua affermazione che "in fondo è'n tajo, come 'na ferita appunto, e io so' puro impressionabile ar sangue... Eccosì dopo che ho fatto roba me ne vado in bagno, che ma fa un po' senzo!": passerò per maschilista, ma ho potuto mormorare un "già" in certo modo partecipativo, che mi ha permesso di tornare in me e rapidamente pagare ed uscire.
Mentre mi avviavo finalmente alla mia meta, ripensavo a questi incontri: insomma, mi chiedo, ma che tipo di Karma ho avuto oggi? Non sarà troppo per una giornata sola? Ma io me lo merito?
Poi ho avuto l'illuminazione: tutto questo è stato un Segnale! Dopo un periodo di alti e bassi, in cui i bassi (come nel villaggio dei Puffi) erano la maggioranza, questo è per me il cartello su cui leggo "Congratulazioni! Voi siete al Fondo"... Dunque ora affronterò il domani senza paura che possa in alcun modo peggiorare!
Baci a tutti,
Clovindha

domenica, dicembre 03, 2006

Stanche Muse

Miei Cari,
avendo ormai raschiato il barile dei punti principessa (ma avendo totalizzato un buon quoziente, spero, di quelli dottoranda sgobbona) mi decido a scrivere un post interlocutorio (ovvero vacuo come un discorso di Berlusconi a San Giovanni) ma verboso dopo che, tornato da Bologna dove non licuit controllare la posta e il blog per mancanza di tempo, mi ritrovai sommerso dai vostri allegri cicalecci.
Anzitutto vi tranquillizzo sullo stato delle mie rotule e articolazioni varie, dopo che già Fabrizio ebbe modo di malignare sulla mia età in un sms notturno la cui esistenza preferisco dimenticare... Ebbene, le nuove articolazioni in ceramica e vetroresina hanno resistito all'ascolto ballonzolante del concerto e alla potenza spropositata della musica dei Muse [paronomasia], anche perché, almeno intorno a me, nessuno, con mio disappunto, pogava, benché alcune squinzie (o squinsie, visto che si era a Casalecchio) si avvitassero sui loro bacini quali serpenti usciti dalla cesta al suono del flauto dell'incantatore sbattendo alternativamente spalle-seni-fondoschiena-piedi su di me, minando seriamente la mia stabilità. fisica e mentale.
Accanto a me si trovava un biondo da excessus mentis, se mi è concessa l'analogia, ma che, algido e immobile mentre tutto il Palamalaguti ondeggiava intorno a lui in preda al delirio, rimase immobile e non-guardantemi per tutte le due ore (scarse) del concerto.
Per il resto il mio breve ma intenso soggiorno bolognese è stato molto piacevole, nonostante il gelo e il mal di testa che mi attaaglia da giorni, e il fatto che proprio a tale soggiorno si possa datare l'improvvisa coscienza che il tempo stringe DAVVERO per la mia tesi, ciò che mi trasformerà ancor più in Sgobbie (l'amica nerd di Barbie) nelle prossime settimane, e che metterà una seria ipoteca sul mio natale... per cui direi che la prossima volta che ci vediamo potremmo discutere le proposte di marghe (della quale non voglio cogliere l'allusione... dico solo che tu e il tuo degno compare vi state affilando troppo le unghie sulla mia persona, ultimamente) e prendere una decisione che gli Italiani all'Estero avranno la bontà di considerare insindacabile (anche se io avrei anche pensato a una roba autoprodotta... ma non saprete nulla finché non sarà troppo tardi! [Max Scrooge redento dai Tre Spiriti pervaso dallo spirito natalizio]).

L'immagine di Flavia nell'Oxfam Shop mi commuove fino quasi alle lacrime, mentre la immagino tra tailleurs dell'era Thatcher e vecchie teiere sbeccate... ma una volta io vi trovai (ma non comprai) un boa di piume, sicuramente appartenuto a qualche diva del muto poi ingiustamente dimenticata e ridotta dalla fame a dar via le ultime vestigia del suo fascino. Ma almeno ci hai trovato i vasi che cercavi per coltivare le tue piante (delle cui proprietà venefiche non dubito punto)?
Le due avventure oculari di Carlo mi spingono invece a chiedermi se non ci sia un sistema dietro Il Racconto di Ron (come direbbe Chaucer) e il macabro depliant. Forse gli eventi si gioverebbero di una lettura secondo i quattro sensi della scrittura, che come è noto sono applicabili ad ogni evento, una volta che esso sia stato messo per iscritto.
Non mi soffermo invece sulle nostre vicissitudini lavorative, le quali credo che sotto i primi tre sensi (letterale, morale e allegorico) vogliano dire qualcosa tipo Sfiga, mentre il senso anagogico, che volge i nostri occhi verso le cose ultime, è troppo oscuro per essere anche solo pensato... meditiamo ancora sul bestseller, mi sembra l'unica via d'uscita...
Dopo non aver detto nulla di più che chiosare vacuamente (ma in ordine retrogrado) i vostri interventi prima di essere risucchiato dalla tesi a partire da domani, vi bacio tutti e vado a contemplare la mortadella che ho portato da Bologna e che non potrò mangiare prima che tornino i miei (argh.)