Cari Topi che trepidazione! Tra poco più di una settimana la vostra Perla adorata con Tigrotto annesso calcherà il suolo che Salgari solo con il pensiero potè lambire! Ho gia preparato l'assurdo cappello con veletta bianca e soggolo che la mia eponima soleva indossare affinchè le carni nivee fossero risparmiate dai raggi urticanti del sole....Più realisticamente, ho messo in valigia l'indispensabile talco fissan, giacchè la vostra perla del Labaro è da anni affetta da un fastidioso disturbo dermatologico noto ai profani come "allergia da pannolino" o "suderella". Esso consiste nella comparsa di pruriginosissime bolle in qualunque occasione la temperatura esterna superi i 24° c. E.... no, qualora ve lo steste chiedendo, non mi succede solo se indosso un pannolino. Mi succede in qualunque occasione e su tutto il corpo. Spiritosi. Ecco, visto che in Malesia le temperature sono ben oltre la soglia di guardia e il tasso di umidità si attesta al 90% credo che passerò due settimane pastellata nel borotalco come una geisha imbiaccata. Che figurone farò presso le tigri di Mompracem! Mi scambieranno mica per Anna Oxa?! venerdì, aprile 20, 2007
La Perla del Labaro nel Borneo selvaggio
Cari Topi che trepidazione! Tra poco più di una settimana la vostra Perla adorata con Tigrotto annesso calcherà il suolo che Salgari solo con il pensiero potè lambire! Ho gia preparato l'assurdo cappello con veletta bianca e soggolo che la mia eponima soleva indossare affinchè le carni nivee fossero risparmiate dai raggi urticanti del sole....Più realisticamente, ho messo in valigia l'indispensabile talco fissan, giacchè la vostra perla del Labaro è da anni affetta da un fastidioso disturbo dermatologico noto ai profani come "allergia da pannolino" o "suderella". Esso consiste nella comparsa di pruriginosissime bolle in qualunque occasione la temperatura esterna superi i 24° c. E.... no, qualora ve lo steste chiedendo, non mi succede solo se indosso un pannolino. Mi succede in qualunque occasione e su tutto il corpo. Spiritosi. Ecco, visto che in Malesia le temperature sono ben oltre la soglia di guardia e il tasso di umidità si attesta al 90% credo che passerò due settimane pastellata nel borotalco come una geisha imbiaccata. Che figurone farò presso le tigri di Mompracem! Mi scambieranno mica per Anna Oxa?! domenica, aprile 01, 2007
La Passione di Gino
ancora una volta ho dimostrato di essere troooppo avanti, come dicono i Ciòvani d'oggi. Impaziente di festeggiare la Santa Pasqua, ieri ho deciso di intraprendere una personalissima via crucis, rivisitando i tormenti di Loro Signore Gesù precedendo di una settimana i riti ufficiali. Vestito di tutto punto, completo gessato e scomodissime scarpe, salgo in groppa al mio asinello Honda e passo nella capanna dell'apostolo Fabrizio, per portarlo con me alla sacra funzione. Donna Margherita, rispettosa dei miei precetti, decide di restare e badare al focolare domestico, unica pratica che si addica a una femmina. L'asinello ci porta in un baleno alla Villa dove si tengono i festeggiamenti nuziali di Donna Sgarbozza, la Madre Superiora del Tempio "F" in cui io, Fabri e altri Volenterosi ci ritroviamo quotidianamente per curare antichi volumi e offrire cibo alle menti del volgo. Lì giunti, salutiamo i Volenterosi del Tempio "F" già convenuti, e offriamo i nostri sentiti omaggi alla Madre Superiora di lilla vestita, radiosa e già brilla. Una manciata di minuti, ed è subito chiaro che il mio progetto, di bissare il miracolo delle nozze di Cana e tramutare l'acqua in vino, è del tutto superfluo: di acqua non c'è la minima traccia, ci vorrebbe una sonda x scovarne una goccia, come su Marte; in compenso l'alcool scorre a fiumi e basta una rapida occhiata per capire che la quasi totalità degli invitati ne sta abusando. Sobriamente, ci facciamo versare da bere anche noi dai servi preposti all'incarico, e usciamo a fumare il calumet della pace assieme agli altri Volenterosi. Pian piano l'attenzione di noi tutti viene richiamata da un movimento turbinoso all'interno del salone: solitario nella sua ebbrezza, il Grande Capo P volteggia in preda al ballo di San Vito, sbracciandosi e attirandosi sguardi indiscreti; noi, figli del Tempio "F", rispettosi come i figli di Noè ubriaco, accorriamo a danzare attorno a lui, per coprirne le indiscrete movenze ed evitarne il pubblico ludibrio. E' la fine: un'assassina selezione di diabolica musica Anni '80 ci fa diventare tutti indemoniati. In particolare io, che come ben sapete se inizio a dimenarmi non mi fermo più, comincio a dimenticare ogni rispetto di me stesso, faccio volare via la giacca, estraggo la camicia dai pantaloni e impazzisco totalmente. Evidentemente scontento del non aver potuto operare il miracolo dell'acqua e del vino, pratico una magia all'interno del mio corpo, e moltiplico a dismisura gli effetti del poco alcool bevuto: in breve, non capisco più una sega (non sono volgare, è che con papino falegname certe espressioni hanno l'innocenza dell'uso quotidiano). Non starò a dilungarmi sui particolari delle danze, anche perchè non ne ho memoria: solo, ringrazio la Madonna (la mammina) che gli stregoni musici non abbiano messo Madonna (la divina), altrimenti sarei salito in piedi sui tavoli e su quei due piedi probabilmente sarei stato licenziato dalla Madre Superiora nonché Sposa. Dopo aver volteggiato insieme a colleghi e colleghe, bevuto un altro mezzo drink ed essere riuscito a usufruire dei vespasiani senza creare danni, decido che è arrivato il momento di fermarsi (non so se prevale la stanchezza o la sensazione di essere al centro di un altro Big Bang).
Di fuori, l'apostolo Fabrizio e la pia Cristiana mi guardano come se il truccatore dell'Esorcista avesse usato i suoi pennelli su di me: devo essere così pallido da far concorrenza alle lenzuola della nonnina dell'Ace. In effetti sento di non stare propriamente in forma; dalla panchina su cui mi sono inconsapevolmente accasciato, decido di staccarmi dalla folla e raggiungere l'ulivo (nel mio delirio mistico è un ulivo, nella realtà non ne ho la minima idea perché ne vedo solo le radici), per pregare in solitudine come nell'orto dei Getsemani. Inginocchiato sulle radici, apro la bocca per pronunciare parole significative, ma quel che ne esce è ben altro; seguono così interminabili minuti di va-e-vieni dalla panchina all'ulivo, mentre un capannello di gente si raduna ad assistere impotente al mio dolore. Nei rari momenti di lucidità penso alla vergogna di avere un collasso proprio al matrimonio della Madre Superiora, e prego che non mi vedano né lei, né lo sposo, né i parenti di quest'ultimo, a quanto pare rappresentanti delle mejo famiglie patrizie di Roma. Penso che anche svomitazzare di fronte ai propri colleghi di lavoro non è il massimo, e già mi preparo a settimane di legittime prese di culo all'interno del Tempio "F". Mi giungono gli echi delle loro supposizioni sul da farsi, ma l'unica soluzione che vorrei sentir proporre (darmi una mazzata in testa e lasciarmi morire lì) non è tra quelle contemplate; al buon Fabrizio che si avvicina mentre sono ancora inginocchiato ai piedi dell'albero sussurro "Voglio morire", ma non coglie la serietà della mia richiesta e pensa a una delle mie solite iperboli. A chiunque altro si avvicini per chiedermi come sto, alzo il pollice in una pessima imitazione di Fonzie per dire che va tutto benissimo, quando è evidente che così non è; ma un po' gioca il mio solito orgoglio, un po' il sospetto che uno di loro sia Giuda e venga a darmi il suo bacio prima di consegnarmi alla polizia, cui mi ha venduto per trenta euri. Nella totale farneticazione ai piedi dell'ulivo, penso con rammarico che quell'albero ora appestato non darà più frutti, oppure guardo la cavità nel suo tronco e penso all'opportunità di ritirarmi a vivere lì dentro come il piccolo Buddha ora scomparso, in un sincretismo religioso che solo una sbornia può rendere plausibile.
Alla fine, la svolta decisionale di Fabrizio e della Pia Cristiana: lasciare lì il mulo Honda, su cui non riuscirei mai e poi mai a restare in equilibrio, e portarmi a casa sul carro a quattro ruote. Mi ci portano di peso, mi fanno salire sul sedile posteriore e lì praticamente svengo. Mi viene poi raccontato che giaccio immobile a occhi aperti, e rantolo in risposta ai loro richiami: io non ne conservo memoria alcuna e sono convinto di avere dormito placido e tranquillo. Arrivati a casa mia, scendo dal carro, mi metto faticosamente in piedi e subito do di stomaco per l'ennesima volta: insozzo proprio l'area di parcheggio di Claudio, e tento di comunicare a Fabrizio che è stata una vera scortesia da parte mia, ma tutto quel che riesco a dire è più o meno "claaaaaa oooooo ggioooo mpfmfmfpfmp". San Fabrizio mi prende le chiavi e pensa lui a far scattare le varie serrature, mentre io gli rendo il compito difficile indicandogli tutte le chiavi sbagliate; mi porta in camera e mi toglie perfino le scarpe, ed io ancora vestito mi butto sotto le pezze e collasso. Per chiudere il racconto con una nota di orrore... non dimentichiamo che anche Fabri e Cristiana erano piuttosto ciucchi, e che tutta l'operazione di salvataggio dev'essere stata per loro faticosissima. Grazie, Grazie, Grazie miei prodi... eterna riconoscenza e sempiterne scuse per avervi rovinato la serata...
PS: tanto per recuperare toni biblici... stamattina mi sveglio con gli occhi gonfi, tocco il cuscino e vi trovo due lacrime cristallizzate... penso a un miracolo degno di Civitavecchia, ma sono solo le mie lenti a contatto che devo avere espulso nel sonno (ovviamente non ho avuto la forza di toglierle ieri) e che si sono essiccate. Poi mi sono messo a riflettere sul perchè, visto il poco alcool ingurgitato, io sia stato così male; la sola risposta plausibile è che ho avuto un calo di forze, un momento di debolezza... e ora vi chiedo: è possibile che avendo rasato i miei capelli al pomeriggio io, come Sansone, abbia perso tutta la mia resistenza?
PPS: Vi ho raccontato tutto scherzando e ridendo, ma a parte che non sono mai stato così male... provo una vergogna indicibile! ma vi pare che al mukka, in mezzo al coattume più totale, bevo come un tifoso del manchester e sto benissimo, mentre poi bevicchio un cocktail alle nozze della mia direttrice e mi copro di ridicolo??? potrò mai scendere più in basso di così???
giovedì, marzo 29, 2007
sabato, marzo 24, 2007
Poche notizie e una proposta
Ma l'assenza di novità su questa piazza virtuale è da reprimere e dunque, se mancano cose interessati, si scirvano cose banali. Insomma, rovesciando il motto di una saggia donna (che poi però perse la testa), se il popolo ha fame e i croissant mancano, si accontenti del pane.
Come ogni anno si avvicina la più alta festa della Cristianità, il mio compleanno: quest'anno poi particolarmente importante perché come sapete compio 19 anni ed è dunque l'ultimo anno con l'uno davanti. In occasione di tale solenne ricorrenza, che cadrà sabato 7, pensavo di festeggiare - stupendovi tutti e offrendo un antipasto alla solenne abbuffata pasquizia del giorno successivo - il 7 stesso. D'altro canto non capitava dal 2001 che il mio compleanno cadesse di sabato (in quell'occasione, siccome eravamo tutti giovanissimi festeggiammo in un pub ora marcescente in via labicana. Questa nota è inutile, ma era per sfoggiare la mia prodigiosa memoria, che non da segni di cedimento...).
Come dicevo, si pensava di organizzare una cena e unire in una botta sola le feste mie e di Faber (che sarebbe la settimana successiva) per poter gioiosamente accogliere anche Flavia e Jayan dei quali si attende l'Avvento in quei giorni: il tutto condito da vini, coca cola, sugna, dolci, ricchi premi e cotillon!
Che ne pensate?
Si dovrebbe anche poi pensare a come passare la Pasquetta, che vedrà se non ho capito male Gino al lavoro (poor Gino), ma potremmo inventare una serata per consolarlo.
Insomma, fate sentire la vostra democratica (ahahahahahahaha!) voce!
martedì, marzo 06, 2007
sabato, marzo 03, 2007
Beeeeeeta
Le mie doverose scuse x la latitanza dai miei doveri di severe administrator, ma davvero sono state settimane convulse... è praticamente un mese che attacco tutte le mattine alle 8, e tornato a casa l'unica cosa che riesco a fare (quando non crollo sul letto) è sfidare l'A.I. a Carcassonne, o buttarmi in chat sperando vanamente di fare incontri interessanti. In più, lo annuncio alla lontana Flavia e all'ancor più lontano (anche se non geograficamente) Max, mi sto preparando per l'ennesimo debutto... venerdi prossimo ballerò al Muccassassina! Vi narrerò, se ve ne varrà la pena, i dettagli ad esibizione avvenuta...
Passiamo alle notizie di servizio, che sono le uniche che riuscirò a darvi prima di prepararmi x andare a casa dei piccioncini... il nostro meraviglioso e per un po' moribondo blog è passato alla versione Beta. Non ho assolutamente idea di cosa significhi, ma siamo entrati sicuramente in una nuova era. Se non vado errato solo Cla e Carlo non hanno ancora effettuato il passaggio a gmail, vediamo di convincerli a staccarsi dal passato e sollazzarsi con noi googlati. Ho altresì provveduto, grazie alla Perla di Labuan per la sua segnalazione, a bloccare i commenti dei non iscritti al blog, che dovranno passare sotto il mio insindacabile vaglio prima di trovare, se ne avranno la fortuna, ospitalità sulle nostre pagine.
Per ora è tutto, prometto di scrivere quanto prima un post decente e meno freddo, ma il tempo stringe e fra pochi minuti suonerà alla mia porta la Nera Signora (ovvero Cla) per recarci insieme ai Campi Etilici.
Beeeeeeeeeeeeeeeeeta a tutti
Ginus (a little less) Severe Administrator
SAVE HER!!!!!
Questo esemplare di flavius albionis in tigrottis chiede di essere adottata...
non perdere questa occasione...
basta un post al giorno per ridarle il sorriso!!!!!!
un bacio dal sud europa!!!!!
a presto
marghe e fabri
venerdì, marzo 02, 2007
panico da avanzamento tecnologico
che cosa accade al mondo come noi lo conosciamo???? perchè tutto d'un tratto per accedere al blog devo avere edare un accuont google? e perchè fabri è stato commentato solo da due tristissimi messaggi predefiniti in lingua inglese di autori pressochè sconosciuti?
dove siete?
che fare?
arghhhhhhh
lunedì, febbraio 26, 2007
Anche la Russia è vicina!

Sono le 7 di sera e la libreria a quel punto è strapiena di una quantità di inutili e vili esseri umani da voler solo vomitare... la direttrice sta per uccidere non so chi sulle scale perchè è isterica in vista del matrimonio imminente... la ggggente si accalca alle casse neanche fosse scoppiata la guerra tanto attesa...io sono arrivato alla cosmica media di 10 scontrini ogni 15 secondi e arringo meccanicamente:"salve..... sono tot euro... grazie... prego a chi tocca?"... ed è in questi momenti che si manifesta l'altro sottoforma del prossimo tuo...
una strana signora con un accento che potrtebbe essere chioggiotto, ma che in realtà nasconde una più esotica e alternativa provenienza moldavo-ucraino-bielorusso-afghana mi chiede di cambiare un prodotto: "che voi che io ho preso per padrona mia questo che lo cambio?"
la signora aveva comprato un lettore cd della triplex o simile, marca quanto mai sconosciuta, e voleva cambiarlo perchè: "padrona che lo vuuuole più maderno non so io"...
la guardo sbalordito e le comunico la nuova politica feltrinelli dei cambi (facendo nel frattempo 554345 scontrini), ma la signora evidentemente non parla l'idioma dantesco e allora le faccio vedere uno degli scontrini per farle presente che senza il bizzarro foglietto di carta rischia di essere cacciata dal negozio e dall'unione europea...
perplessa la signora rovista nella busta e tira fuori uno scontrino, lo prendo e le dico che il suo nello specifico presenta molti problemi di fondo (per farlo indico lo scontrino che mi ha dato e faccio di no con il dito), ma prima di poter dire qualcosa la moldava mi fa: "che la padrona mi urla dietro parole se no cambio e che non so ma più moderno"...
dopo aver cercato di decifrare il tragico messaggio"se non torno a casa con un lettore più nuovo senza aver cacciato una lira la mia padrona mi taglia la gola mi dissangua e mi dà in pasto ai maiali" faccio presente alla signora che purtroppo il suo scontrino è datato 12 dicembre 2006 e che quindi non posso cambiare più nulla, ma fatto ancora più importante, lo scontrino che mi ha dato è di "trony"..
la signora guarda lo scontrino e poi ha un'illuminazione:"trony...feltrinelli! che cambia tu?".
la lituana non aveva distinto i due marchi dopo la mia lapalissiana osservazione, ma mi ha intrattenuto per mezz'ora sulla facile assonanza trony-feltrinelli...
dopo averle spiegato per bene la faccenda la signora se ne è andata mesta mesta, e mi sono sentito molto in colpa per lei e per la sua assoluta mancanza di coordinate riguardo la gestione basilare di cassa nei paesi sviluppati.. ma che fare?
ma che fare soprattutto se la suddetta russa di turno dopo 20 minuti torna con un'aria affranta, con gli occhioni da bambi e mi chiede con la più profonda innocenza. "no posso cambiare nemmeno co libri, vero?"
un bacio enorme a tutti!
ps: ma perchè si blogga così poco? fatevi vivi vicini e lontani!!!!!!!!!
fabrizio
lunedì, gennaio 22, 2007
comunicazione di servizio illustrata

Cari blogghini, vogliate perdonare l'uso che faccio del blog al solo scopo grettamente utilitaristico di comunicare con Gianluigi. Ma come potete vedere dalle immagini l'aver scoperto che siamo artisti e colleghi non mi permetteva di esimermi dal postarvi questo post.lunedì, gennaio 08, 2007
Un cecato in terra ceca

Miei adorati Italiani, eccomi di nuovo a voi dopo una brevissima ma intensa trasferta in quel di Praga. No, non mi sono trasformato in un enorme insetto al risveglio da sogni inquieti, soprattutto perchè i miei sonni sono stati profondi e assolutamente non turbati; leggo bensì che Flavia si è accollata la responsabilità di trascorrere una nottata oniricamente delirante al posto mio... cara Perla di Labuan, non so dare uno straccio di spiegazione alle tue folli visioni, se non accordarti il dono della preveggenza. Infatti poche ore dopo mia sorella si sarebbe trovata, con familiari e concubino, ad affacciarsi alla finestra del castello di Praga che fu teatro della Defenestrazione (non è ben chiaro se di una, due o tutte e tre). Ti tranquillizzo subito, lei non ha fatto nessun capitombolo, ma forse c'è stata una sovrapposizione spirituale con uno dei malcapitati, senza peraltro che lei se ne accorgesse, presa com'era a pensare a dove avremmo potuto riempirci la panza spendendo poco e camminando meno. E credo che l'evento faccia da pendant a me che sogno il monaco albino del Codice da Vinci il giorno prima che tu incontrassi lo sponsor dell'Opus Dei... comincio a pensare che la telepatia sia ormai di casa, da queste parti.
Comunque sia, dicevo, eccomi tornato. Stanco e non del tutto soddisfatto del mio weekend boemo. Immaginavo una Praga incantata, un posto da sognatori, un pozzo senza fondo di spleen mitteleuropeo misto a nostalgie comuniste. Mi sono ritrovato nel pieno del consumismo: Mc Donald's ad ogni angolo, vetrine traboccanti di Armani e Dior, chiese e sinagoghe da visitare solo ed esclusivamente dietro compenso, prezzi adeguati agli standard dell'euro, Casinò luccicanti e Nine Moric vestite come le nostre coatte di borgata; il tutto accompagnato da autoctoni scostanti e spesso sgarbati, la cui sporadica benevolenza si è rivelata spesso sapienza truffaldina. Cosa mi è piaciuto... beh, in realtà alzando il naso ed evitando i fulgori dei megastore, gran bei palazzi, panorami splendidi, scorci suggestivi come alcuni angoli del castello e la visuale dal ponte Carlo. Il quartiere dove albergavo, Zichov (Praga 3), un tempo proletario e ora dignitosamente dimesso, in cui a facciate liberty si alternano night club dalle sobrie insegne. Il cibo, tonnellate di carne inzuppata in qualsivoglia intingolo.. la prima sera io e mammà abbiamo ordinato l'anatra. Credevamo che ci avrebbero portato DELL'anatra, non UN'anatra intera a testa, contornata da cavoli e prugne secche (e noi, stolti, che abbiamo preso pure il contorno, patate al cartoccio con intingolo di formaggio ed erbe...). Non temete, non sono ingrassato di un solo etto, ho camminato così tanto che forse ho perfino perso qualche grammo dei pochi racimolati durante le feste, complice la disperata ricerca dei miei per trovare i NINNOLI in cristallo di Boemia a prezzi ragionevoli, da riportare in patria come souvenir. Per afferrare in quanti negozi siamo entrati, pensate solo che facendone un resoconto visivo potremmo riempire i bassorilievi di due colonne traiane e una facciata dell'arco di Tito, il cui saccheggio di Gerusalemme (era lui???) sarebbe stato un'inezia se mia madre avesso potuto comprare tutto ciò che avrebbe voluto.
Cos'altro dire... mi sono rimaste due lamentele. La prima riguarda la doganiera all'aeroporto di Praga di stamattina: un'erinni che con sguardo compiaciuto apriva tutti i bagagli a mano per estrarne preziose boccette, non perchè particolarmente sospette, no, ma per applicare LA LEGGE. Esaltata dal poter finalmente seguire le normative europee, inebriata dal sentirsi una di noi, sollevata dal non dover più essere costretta a prostituirsi nel nostro Paese per avere un minimo di dignità, estraeva liquidi dalle borse, pietosamente aperte dalla zip e non con un coltellaccio da cucina come avrebbe voluto, ti guardava con un sorriso di sfida, e sorridendo li gettava nel Cestino dell'Infamia. Io ho perduto solo uno stick di deodorante e mezzo flacone di idratante al muschio bianco; ho fortuitamente messo in salvo i liquidi per le lenti e il dentifricio, solo perchè contenuti in una PLASTIC BAG (il contenitore dell'ottico). Ho chiesto spiegazioni, osservando che se volevo compiere atti di inaudita ferocia coi miei liquidi potevo benissimo aprire la PLASTIC BAG e sfogare i miei istinti omicidi. Lei, impassibile, ha tautologicamente ribadito che il contenuto della PLASTIC BAG poteva passare. A quel punto, mosso a pietà dalla disperazione di mio cognato che aveva perduto un profumo di D&G, reo di non albergare in una PLASTIC BAG, ho cercato un bagliore di umanità nella virago, chiedendole se potevo trarre in salvo il profumo nella mia PLASTIC BAG. Lei, impassibile e sorridente, ha spiegato che esso doveva essere messo nella PLASTIC BAG prima del metal detector: ormai era TROPPO TARDI per metterlo nella PLASTIC BAG. E' stato allora che ho capito di trovarmi in faccia al Golem in carne e ossa, e che ogni desiderio di rinchiudere il cadavere della Furia in una PLASTIC BAG sarebbe stato irrealizzabile.
L'altra lamentela riguarda la poca disponibilità dei ragazzotti praghesi, che non ti degnano di uno sguardo. Forse mi ero caricato di aspettative eccessive, ma guardando la filmografia completa di William Higgins (Boys of Prague 1, 2, 3 e 4; Czech Point; Carlo's Friends; Educating Eda Rieger; Prague Rising, et cetera) hai l'idea che qualunque fanciullo mediamente attraente muoia dalla voglia di portarti a letto. Non sopporto l'idea che anche i facili costumi degli stalloni boemi siano una porno-leggenda metropolitana, come il fattorino delle pizze avvenente e benevolo o l'idraulico che simpaticamente non si dedica solo a sturare lavandini. La foto sopra, sveliamo l'arcano, ritrae un giovine che lavorava il ferro nei cortili del castello, alla vecchia maniera (ma con le cuffie dell'i-Pod alle orecchie); in qualunque sceneggiatura che si rispetti ti avrebbe portato nella torre delle torture, a 100 metri da dove lavorava, ti avrebbe legato alle catene, si sarebbe tolto il grembiule e via fantasticando; o, nella più grigia delle ipotesi, avrebbe sollevato gli occhi, spento l'i-Pod, e chiesto con tono sognante il numero della tua stanza d'albergo (anche l'albergo, se fosse stato particolarmente sveglio). Nulla di tutto questo: ha continuato alacremente a battere sull'incudine, mentre io altrettanto alacremente l'ho guardato e ritratto a imperitura memoria. Sconsolato, ho creduto di rifarmi con una visita alla collezione di Barbie ospitata nell'edificio adiacente, ma il prezzo elevato mi ha fatto desistere anche dalla ludica consolazione; inorridito dall'ennesimo mercimonio di Cose Sacre, ho definitivamente chiuso il mio cuore alla Babilonia Boema.
domenica, gennaio 07, 2007
Questa notte ho fatto un sogno...
Che vorrà dire? Esperti della smorfia napoletana e psicanalisti junghiani vi prego di unire le menti e fare luce sull'arcano...
martedì, gennaio 02, 2007
Memorie di me, puttana triste ovvero 100 colpi di spazzola prima di accorgermi che sono calvo

Cari tutti, buon 2007!!!Il 2006 è ormai alle spalle, e ci siamo addentrati di gran
carriera in questo nuovo anno, foriero di chissà quali nuove
insidie... Il capodanno di solito è tempo di bilanci, ma scarse
sono state le ore decembrine da poter dedicare a una seria
riflessione sui trascorsi dodici mesi... sommariamente, senza
scendere nei dettagli, è stato un anno davvero strano. Tuffi
carpiati e inversioni a U lo hanno contraddistinto, unitamente a
una inaspettata ed equilibrista serenità... ma su un punto credo
di dovermi chiarire le idee, e lo farò insieme a voi. Alla cena
capodannesca si è, il caso di dire, intavolato il discorso di
quanto sesso io abbia fatto, e soprattutto con chi; mi sono
lamentato della scarsità di eventi in tal senso determinanti, ma
poi alla domanda su quante persone io abbia biblicamente
conosciuto nell'arco dell'anno non sono riuscito a diradare le
fitte nebbie della mia memoria. Eccomi quindi a stilare un
succinto elenco, in ordine alfabetico, di quanti hanno avuto il
piacere (spero) di sollazzarsi con me; fermo restando che
l'elenco potrebbe necessitare di ampliamenti qualora mi
sovvengano episodi al momento rimossi. Principiamo, adunque...
Al. : Classe 79. Splendido bronzo di Riace dal volto elegante,
detentore della palma del più bello con cui abbia giaciuto.
Incontrato una sola volta in autunno dopo mesi di insulti via
sms. Degno di un replay ma, ahimè, fidanzato, e soprattutto di
stanza a Cinecittà... troppa fatica.
An. : Poco più grande di me. Infermiere pugliese del Nuovo
Salario, con gli occhi da cerbiattone e lievemente effeminato...
ma dotato di un'inaspettata e sorprendente Virilità. Un solo
incontro pieno di dolcezza, e poi è praticamente sparito in buco
nero. Peccato.
Cr.(mi pare...) : Più piccolo di me. Praticamente rimosso. Non
affascinante, non interessante, non irresistibile, visto una
volta (confesso, la seconda volta a distanza di circa un anno) e
poi accuratamente evitato. Ma ha avuto il pregio di essere il
primo dopo il Crosta... una sorta di Mastro Lindo sessuale, se
vogliamo.
Fi. : Nato nel '78. Redattore meridionale di una casa editrice
cattolica, vive in un collegio, nel quale ha commesso atti
impuri insieme a me, dopo ossequiosi saluti al priore
ottuagenario; è il responsabile del mio ritardo alla finale dei
Mondiali. Piccolo e passionale, ha meritato ben 2 avventurose
visite del qui presente scomunicato nella sua cella monacale;
ma, vistolo zompettare in modo imbarazzante al Mukka, qualsiasi
voglia di reincontrarlo è svanita nel nulla.
Fl. : Maturo ma giovanile cardiochirurgo bisex, irsuto e
piacente. Nei primi cinque minuti del nostro unico incontro mi
ha testato il tasso di ossigenazione del sangue con un
apparecchietto da 1 milione di euro. Appurato che il fumo ancora
non ha avuto ragione dei miei anticorpi, si è prodigato a
curarmi a modo suo; ma, forse per deformazione professionale,
non ha mai smesso di impartire ordini con tono da sala
operatoria ("Garza! Pinze!"). Vive a due passi da me, ma
nonostante i suoi reiterati inviti, protrattisi sino a ieri, non
mi sono mai più concesso alle sue attenzioni.
G.1 : Giovanissimo virgulto picchiatore di Forza Nuova, testa
rasata, sessuomane e feticista dei piedi. Nonostante le
premesse, o forse proprio grazie ad esse, uno dei più
corroboranti passatempi del 2006, protagonista di un'epica
pomiciata nello spogliatoio del Ced, dove l'ho circuito, e di
una successiva visita chez moi. Mai più incontrato dalla
primavera, date incolmabili distanze (Cinecittà again) e
difficoltà logistiche. Attualmente protagonista di chattate ad
alto tasso erotico.
G.2 : 35enne massaggiatore sardo, londinese di adozione,
sbarcato da poco a Roma ai tempi del nostro unico incontro,
anch'esso in primavera. Mi ha sollazzato di aneddoti sulla scena
musicale internazionale, e mostrato cruciali punti dello shiatsu
... al di là di questo, poco altro da ricordare. Troppo odoroso
di aglio e ascetismo, l'ho lasciato libero di portare benefici
ad altri, ma non a me.
M. : Coetaneo bisessuale e napoletano, ex docente di aerobica e
spinning. Un po' fuori forma fisica ma comunque decisamente
apprezzabile, come quasi tutti i napoletani e quasi tutti i
bisessuali. Incontrato in un momento di follia, alle 2 di notte
a piazza Mazzini, e successivamente dopo una serata in compagnia
di A., al quale avevo appena rifilato un due di picche non
esplicito, in uno degli episodi moralmente più bassi della mia
vita sentimentale. Passionale al punto da inseguirmi dentro casa
in un momento di necessaria pausa, attualmente si limita a degli
squilletti adolescenziali sul cellulare, che debitamente
tradotti stanno a significare "sono libero, se hai casa libera
vediamoci".
Pa. : Fascinoso 35enne ex danzatore, napoletano anch'egli,
interessante e simpatico. Si profilava un incontro ricco e
appagante, mi sono ritrovato a fissare il televisore durante
l'atto sessuale, consumato nel letto a baldacchino del b&b di
sua proprietà (location apprezzabile). Decisamente una
delusione, nonché l'ultimo guizzo erotico del 2006.
Pi. : Coetaneo VIP, giornalista televisivo e radiofonico della
scuderia di Sua Pinguedine Giuliano Ferrara. Bisessuale ma
ufficialmente etero, mi ha accolto nel suo ricco appartamento di
scapolo d'oro, ricambiando la mia ospitalità dell'anno
precedente. Antipatico come nei suoi interventi, è ossessionato
dal turpiloquio e dalle scarpe da ginnastica dal forte odore; e
soprattutto, dopo averti trattato come una prostituta del
Trullo, a malapena si accorge che te ne vai. L'unica attrattiva
rimane nel fatto di essere stato nel letto di un VIP e di
poterlo sputtanare a piacimento.
Ma dopotutto sono inguaribilmente romantico... e il ricordo che
resterà di quest'anno saranno soprattutto i baci al chiaro di
luna di giugno, alle 3 di notte al Circo Massimo, con MF (o FM,
non s'è mai capito)... lui, che mai si è concesso alle mie piene
attenzioni, è l'unico che mi abbia fatto palpitare il cuore come
a un'eroina di Barbara Cartland... e ovviamente mi ha rifilato
un benservito grande quanto il Cupolone.
Ed ora la mia Ricerca è a un bivio... perseguire la felicità del
Vero Amore, o continuare a donarmi in giro, per poi potervi
raccontare tutto e riderne insieme? Accetto consigli...intanto, vi auguro un 2007 pieno d'Amore!!!!
Gino G.
domenica, dicembre 31, 2006
ANNO NUOVO VITA NUOVA

Cari bloggatori, ormai un po' in sciopero da feste natalizie, eccoci giunti alla fine dell'anno che come un fulmine, anche questo, se ne è andato... e che vi posso dire... non ho proprio nulla di fondamentaloe da dire se non che anche via webbatica vi mando un augurio di un 2007 coi fiocchi e anche di più...
per me si chiude un anno strano e voi tutti ci siete stati. un ringraziamento era doveroso...
buon 2007!!!
mercoledì, dicembre 20, 2006
La Spaventevole Ox-Femme
Fulvia G., giovane aspirante ricercatrice di storia trapiantata in Inghilterra, decide di assecondare il suo candido amore per le vecchiette (da lei definite "le fonti orali della storia") e la chincaglieria diventando volontaria in un Oxfam Shop. Una notte, Fulvia G. viene inavvertitamente chiusa dentro da una delle vecchie gestrici del negozio affetta da Alzheimer galoppante.
La prolungata esposizione alle radiazioni del registratore di cassa all'uranio impoverito regalato da un agente dei servizi segreti deviati in pensione intacca la salute e il buonumore della giovane, che viene salvata solo da una trasfusione di sangue del cugino Bruce B. (alias il Terribile Ox-Man).
Da allora, ogni volta che il registratore di cassa si inceppa o una vecchia tenta di appiccare il fuoco al negozio dando fuoco alle pellicce ecologiche Fulvia G. si trasforma nella Spaventevole Ox-Femme, spietata serial-killer in grado di assumere mille aspetti grazie ai suoi travestimenti camaleontici, che stana le vecchie ultracentenarie, le seduce con la sua melliflua eloquenza e le uccide rubando loro le memorie degli anni dal 1925 al 1970.
Ox-Femme, che vuole trasformarsi in un data-base vivente della storia (ma soprattutto delle storie) contemporanea delle donne si apre a colpi di assassinii spietati una strada inesorabile verso Buckingham Palace, mentre Fulvia G. assiste impotente alla distruzione di tutto ciò in cui ha sempre creduto.
Una saga avvincente scritta da Stan Lee e disegnata da Jack Kirby.
(Scusate ma ho pensato a questo oggi sotto la doccia e volevo ad ogni costo postarlo. A stasera)
sabato, dicembre 16, 2006
:: s o n d a g g i o ::
La Data.
unico giorno in cui Gino potrebbe partecipare sembra essere mercoledì 20, a quanto ho capito, o al massimo giovedì 21 sul tardi; di contro Max ricusa fermamente la data del 21 per impegni precedenti; Flavia e Jayan arrivano il 19. Date le premesse, voi che giorno preferite?
La Serata.
Le ipotesi attualmente allo studio sono due:
1) Si va tutti a mangiare fuori, e si festeggia l'approssimarsi del Santo Natale con un tripudio di grasso degno di un festino del Basso Impero;
2) Ci si vede dopo cena, e si annaffia l'approssimarsi del Santo Natale con una fantasia alcoolica degna del Basso Impero.
Vi pregherei di rispondere a questo post in modo vieppiù lacoonico, indicando le vostre preferenze o suggerimenti riguardo ai quesiti proposti. Eventuali schede bianche saranno assegnate alla maggioranza e non sarà possibile in futuro contestare tale procedimento.
ps. In caso di parità (che sarebbe davvero imbarazzante), vincerà la proposta appoggiata da me.
Baci.
mercoledì, dicembre 13, 2006
L'erba del vicino è sempre più verde(?)

Miei cari dileggiatori del genere umano,
non sarò breve, ma
so che in voi posso trovare conforto alle mie disavventure, so che solo voi, la sola "cupola" degna di questo nome rimasta in attività in questi anni di pensiero debole e politicamente corretto potete comprendere la mia rabbia per il genere umano, soprattutto se questo si manifesta sotto forma di vicino molto molto "esigente".
Ma è necessario fare qualche passo indietro per ricostruire i pezzi di questa intricata vicenda che ha smosso il mio animo e mi ha messo di fronte a tante scelte difficili.
In una domenica mattina di qualche settimana fa, la "signora" - la chiamaremo così nonostante la peluria diffusa e la stridula voce da cornacchia - del secondo piano ha pensato bene di salire i tre - sempre troppo pochi - che separano la sua "abitazione" dalla mia e ha deciso di iniziare uno show che solo i condomini sanno regalare, urlando come fosse posseduta e suonando il campanello neanche fosse la batteria di un gruppo rock di terza mano e non contenta sbatttendo vigoramente i pugni sulla porta minacciando maledizioni a ogni santo e intercalando con sempre maggiore virilità che avrebbe chiamato i carabinieri.
Dall'altra parte della porta però si trovavano 4 allegri giovinastri reduci da un sabato sera lungo che, con un'opera di autoconvincimento collettiva e telecinetica, avevano stabilito all'unanimità che tutto quel rumore non poteva certo riguardarli e che di sicuro prima o poi si sarebbe spento o confuso con l'allegro chiacchericcio saltellante dei fedeli che la domenica mattina vanno in pellegrinaggio per ascoltare qualche predica di joseph su un mistico medievale sconosciuto anche agli specialisti e che tanto ha fatto, senza che però nessuno se ne sia accorto, per la fede e la speranza del popolo cristiano. tutto questo ovviamente in latino.
ma, miei cari topi, così non è stato. la nostra giovane speranza si è scontrata con l'ostinazione di una vecchietta alta, ciuffo compreso, 65 cm in tutto e che dopo almeno mezz'ora di urla ha rotto il nostro meritato sonno.
che giacomo non scendesse era una mia convinzione più che certa nonstante capissi ben poco e che marghe o costanza prendessero in mano la situazione era solo una'altra speranza che si rivelò vana.
perciò, con piglio fiero ho indossato una maglietta di superman, sono sceso, ho tolto il chiavistello, e ho aperto la porta.
in quel preciso istante mi sono reso conto di molte verità ultime, ma, come capitò anche al Sommo Poeta, la mia memoria ha ceduto ad un oltraggio che lo stesso Sommo non avrebbe potuto tradurre in versi. se l'avesse vista avrebbe cambiato mestiere.
ma siccome io il Sommo non sono ho "deciso" di affrontarla e per farlo la prima mossa fu di chiederle di tradurre per me in italiano le sua urla senza senso.
la prima cosa che ho capito aveva a che fare con " 'so fitti de' rtom'ba ccche 'ccia e 'o rumore": pensavo che il drago-sputafuoco si riferisse al rumore che fa il filo dei panni quando qualcuno stende - perchè nel nostro condominio si sono lamentati anche per quello - e ho subito rassicurato l'anomalia genetica che avevo poco tempo prima messo dell'olio sulla rotella del filo, ma a quel punto sono stato aggredito " 'ma lo lo lo 'a mia finistri o 'lio tuttu'i iorni 'l vitri che ungi i vitri miii dall'ari che ja v'o dittu , ma ii chiam'i'igili 'mo ".
la "signora" si stava lamentando dello sgocciolio di uno dei nostri condizionatori che era rimasto accidentalmente acceso... (quello di giacomo ovviamente...) e dopo la mia prima risposta era convinta che dai nostri "arii" colasse olio sulla sua finestra da circa 10 ore.
Capito questo mi sono scusato - un po' anche per paura - con l'essere vischioso che avevo di fronte e l'ho rirassicurata che, avrei fatto spengere subito quello che lei chiamava " l'arii ".
Ma la cosa voleva la rissa e proprio mentre stavamo per contare i fatali dieci passi prima del colpo nella magnaum 54 è arrivata Marghe.
o meglio, è arrivata Marghe appena sveglia, vestita anche lei in modo imbarazzante che si è trovata di fronte superman in piena lotta con un mostro giunto da un altro pianeta che aveva osato interrompere il suo sacro sonno. le sue parole vanno riportate per intero. relata refero: "Tu zitta e tu zitto, e lei che ci fa qui che io stavo dormendo?"
la cosa se l'è presa anche perchè nella guerra aprire due fronti, si sa, è l'inizio della fine e ha preso la via della fuga verso l'ascensore minacciando ancora l'arrivo dei 'igili, ma Marghe a quel punto deve essersi sentita estromessa e ha richiamato il gremlin all'ordine "signora torni subito qui, non è che se ne può andare mentre IO sto parlando!!!!".
dopo qualche altra battuta la scena si è chiusa dietro le porte dell'ascensore che ha riportato il t-rex nella sua tana, ma come un imprevisto effetto domino alcune signore si sono affacciate alla finestra per fare le loro dichiarazioni e alle nuove urla si è unita anche attila e allora mi sono affacciato pure io e ho urlato le mie ragioni, ma la signora del terzo piano mi ha accusato -sigh! - di aver "aggredito" ivan drago e che per questo avevo certamente torto comunque. io mi sono limitato a spiegare alla signora che poteva anche farsi i beneamati cazzi suoi e che "quando l'aggrdirò se ne accorgerà sicuramente" e le ho spiegato che non poteva interrompere la signora francese di fronte che mi stava dando ragione...e così fino all'esaurimento della voglia di litigare.
dopo un po' di tempo e qualche altro battibecco nei giorni successivi di cui potete fare a meno perchè da questi ho imparato ben poco sono giunti gli uomini degli "arii" per rimediare al problema: inserire un tubo di 52 metri nell'arii e farlo arrivare sotto i vitri della madre di dracula per evitare lo scontro fra sgocciolio nostro e porta dell'inferno.
detto fatto direte voi, ma non è andata così.
gli uomini dell'arii hanno sistemato il tubo, ma avevano bisogno di fissarlo e farlo scorrere da una finestra sotto la mia...diciamo all'altezza del SECONDO PIANO!!!
con una mano sul cuore e una non vi dico dove sono sceso, ho suonato delicamente al campanellum mortalis e ho sentito "i'si?" , "sono l'inquilino del quinto piano avrei bisogno della sua finestra"
E lei ha aperto la porta. ho visto tutto, tutto quello che sarebbe troppo lungo riferire: cose varie trasportate dalle tombe micenee ed egiziane, materiale rinvenuto a mururoa dopo l'esplosione, oggetti metallici appesi alle pareti insieme a trofei di caccia risalenti all'epoca di re Artù... e ho VISTO IL KARAOKE DEL PICCOLO VALERIO....
scioccato per le troppe emozioni ho chiesto alla lillipuziana transgenica dove si trovasse la finestra e lei "'ni vidi...'sti è ma chi 'na vidi?" la finestra era nascosta da un albero di natale satanico e da una quantità immane di carta pesta marrone che faceva le veci di quello che forse fu un presepe. ho preso il coraggio a due mani e dopo uno sguardo di comprensione dell'uomo degli arii ho spostato tutto: divano,albero e presepe, "ma 'sta ttent'e 'o rumpi e po'ii che fa'"
l'uomo ha fatto quello che doveva fare e ho deto testualmente a belzebù "noi andiamo su fissiamo l'altro tubo e poi torniamo per fissare tutto". "'ì, m'apprest'i e'fa 'a spisi pii pupi.vo'fat'io v'ispittu 'ca finimmu".
salgo, gli uomini dell'arii fanno quello che devono fare e uno di loro, 180 Kg senza ciuffo pure lui, resta attaccato al tubo pericolante in attesa che il suo fido aiutante (cla gino carlo e max avreste apprezzato la robusta scorza giunta dall'est) andasse nel girone dei nani sfigurati a fissare il tubo...ma c'è un problema... torna subito su e dice che il formichiere zoppo non apre. "non avrà sentito" dico io, e scendo con lui...
elephant man non c'è e, questo non è uno scherzo, per un'ora e mezza c'è stato un uomo a casa mia attaccato al motore del condizionatore con un braccio sotto il motore per tenere il tubo mentre un altro uomo dell'arii lo teneva per i pantaloni. tutto questo a soli 52 metri da terra.
rosso di vergogna per la situazione inizio la mia personale "maratona delle scale" alla ricerca di qualche essere umano che possa avere le chiavi della stanza degli orrori...ma non c'è quasi nessuno e i pochi che aprono la porta mi guardano e mi chiedono se sono nuovo...ma il capo della scala appena rientrato dalla sua solita passeggiata a borgo mi guarda sconsolato e mi consiglia di andare dall'amministratore - palazzo di fronte - "chè lui forse cellà...ma nooo so...tupprova ar massimo 'n ce 'sta".
corro come una gazzella fino al palazzo di fronte e dopo essere stato congelato dalla temperatura per la prima volta in quest'anno gelida suono all'amministratore e una voce di donna, flebile, invece di rispodere "chi è" come tutti gli esseri normali della terra, mi dice "è tardi,sali su che finiamo e poi andiamo da rosaria".
a quel punto incuriosito salgo e mi trovo di fronte una matrona della roma repubblicana che mi guarda come se fossi un alieno, le comunico il problema e lei mi risponde "mio marito non c'è...oggi è lunedì". stavo quasi per chiederle un chiarimento, ma non avevo tempo per cui sono sceso e ha attraversato la strada, ma al portone mi sono reso conto di non aver preso le chiavi oltre al barile di nitroglicerina per far saltare il covo di al qaeda e suono agli uomini degli arii che rispondono e chiedono pure "chi è", e in più rispondo "io"...
salgo e trovo l'uomo a mezz'aria un po' infastidito e continuo a scusarmi quando al terzo piano si apre una finestra e sapete chi è? quella che aveva detto che io avevo aggredito la signora e che era a casa da ore, ma non aveva voglia di aprire perchè satava facendo "le faccende"...e l'uomo appeso mi dice che dal terzo piano possono anche farcela...ma in quel momento arriva anche il piccolo errore di natura e gli uomini dell'arii riescono a finire il lavoro.
ma a quel punto scendo al secondo piano e avverto sauron che lei farà anche paura, ma che la prossima volta che mi rivolgerà la parola anche solo per dire buongiorno mi tapperò il naso e la morderò così forte alla gola da strapparle la testa...e mi ha detto di sì con l'occhio un po' spaventato. ma non mi bastava e le ho fatto la scena di "qualcosa è cambiato" "neanche se dovesse sentire un tonfo e dopo 2 settimane una puzza di cadavere..." - era un mio sogno - e inoltre la mia battaglia l'avevo vinta.
e l'avevo vinta la prima volta che sono andato a casa sua...qualcuno da quella volta ha più sentito gli ululati del karaoke del piccolo valerio? nooo???
chissà perchè?
baci satanici!!
killex
martedì, dicembre 12, 2006
la retour
Nuove e inquietanti metamorfosi

Topi adorati, stringetevi idealmente a me in commosso cordoglio...domani tornerò a calcare le scene del W.legal training e a rilasciare nuove testimonianze giurate, ma niente piume di struzzo per me, niente applausi a scena aperta...solo un misero canovaccio e, se mi va bene, il cestino della pausa pranzo. Questa volta sarò Peter W., professione camionista in una ditta di sfasciacarrozze! E per giunta azzoppato da un incidente sul lavoro! Ah....Geena! Quale conforto sarebbe ora poter attingere alla fonte della tua lunga esperienza di soubrette a tutto campo, anche se, mi pare, interpretare manovali e uomini di fatica non fosse parte del tuo vasto repertorio. Per lo meno, tornano inaspettatamente utili le tante riunioni politiche presenziate presso il "Il Buon Pastore", dei veri "case studies" per la prova che mi aspetta domani....Vi bacio, adorati...devo imparare a memoria le mie nuove generalità e procurarmi un calendario di Pamela Anderson...
martedì, dicembre 05, 2006
Il giorno in cui Flavia G. andò all'Oxfam...

Cari topi!
Ecco a voi il post tanto atteso sulle mio nuove tribolazioni di intrepida
suffragetta...strano che Claudio non abbia già sottolineato il fatto che, come al solito, non ho resistito alla tentazione di buttarmi alla ricerca del "disagio". Mio padre ovviamente non si è fatto scappare l'occasione e ha rispolverato uno dei suoi marchi di fabbrica:
Dove c'è il disagio, Flavia è presente!.
Questa volta però le mie motivazioni erano meno nobili del solito: conscia di dovermi ributtare anche io nel turpe mondo del commercio al dettaglio nel quale già patiscono Gino e Fab e che già anni addietro mi ebbe prigioniera ho pensato che meglio fosse fare prima un po'di pratica; soprattutto, mi premeva riconciliarmi con la bestia nera di tutti noi accademici-commessi-prezzolati: il registratore di cassa. Sono passati vari anno da quando dovetti fronteggiare a mani nude l'orrenda ciber-creatura del demonio e ricordo che già all'epoca essa mi rendeva molto nervosa, forse perchè da Mel al minimo errore, dalla contabilità usavano scendere in volo uno stormo di scimmie alate che, sollevandoti tra i loro artigli, in breve facevano scempio di te con le fauci belluine, innaffiando delle tue misere interiora il pubblico in estasi. All'Oxfam non fanno così... All'Oxfam sono buoni! All'Oxfam tollerano ogni forma di condotta scellerata nei confronti della cassa ad eccezione dell'incendio doloso. Soprattutto, all'Oxfam sono VECCHI, per cui se gli dici che hai fatto un errore, dopo 5 minuti già non se lo ricordano più! E questo mi riporta al nocciolo del racconto (tutto ciò che ho scritto prima era solo una breve introduzione doverosa): Il mio battesimo del fuoco alla guida della cassa (ok, il mio secondo battesimo, la mia prima comunione?) avvenne, sfortunatamente, una mattina in cui, assente il manager del negozio, era al timone una volontaria un po' anziana, che chiameremo Beryl la rincoglionita. Costei, affetta da quei momenti di stordimento e confusione che talvolta affliggono le persone anziane, i "diversamente giovani" diciamo, ebbe una sorta di crisi, anzi 2. La crisi numero 1 la ebbe cercando di aprire il negozio da dentro con la chiave, operazione che non le riuscì ma, invece di segnalarmi il problema come sarebbe naturale fare decise di fare la vaga. Ci siamo accorti della situazione solo quando i clienti fuori hanno cominciato a tempestare di pugni la vetrina...La crisi numero 2 occorse proprio con il suddetto registratore di cassa, che B. fece misteriosamente inchiodare, tentò poi maldestramente di resettarla infine presa dal panico la lasciò lì gemente, uscì dal negozio e sparì per 2 ore. Io ed un'altra volontaria poco esperta furono lasciate a fronteggiare la cassa oltraggiata e i malumori della clientela...aaah..momenti indimenticabii....

